11 mar 2026

Iran accusa Israele di attaccare due ospedali a Teheran

Un attacco aereo avvenuto domenica a Teheran ha danneggiato due ospedali, il Khatam al-Anbiya e il Gandhi, nonché l'edificio della Media Luna Roja Iraní, senza causare vittime mortali.

03 marzo 2026 | 14:56 | 4 min di lettura
Iran accusa Israele di attaccare due ospedali a Teheran
Foto: El País

Un attacco aereo avvenuto domenica a Teheran ha danneggiato due ospedali, il Khatam al-Anbiya e il Gandhi, nonché l'edificio della Media Luna Roja Iraní, senza causare vittime mortali. La televisione statale iraniana ha confermato l'evento, sottolineando che i centri sanitari furono bersagliati direttamente, sebbene i video diffusi da cittadini e media ufficiali non mostrino impatti evidenti di proiettili. L'attacco, avvenuto in un contesto di tensioni regionali e di conflitti armati, ha suscitato preoccupazioni internazionali, con l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) che ha definito i danni alle strutture ospedaliere "preoccupanti". L'evento ha acceso nuove polemiche sulle violazioni dei diritti umani e sull'uso di armi in aree civili, con richieste di indagini internazionali per chiarire le responsabilità e valutare le conseguenze.

Gli ospedali colpiti si trovano in prossimità di obiettivi che furono attaccati il giorno precedente. L'analisi della posizione degli edifici e la comparazione con i punti colpiti dai bombardamenti rivelano che il Khatam al-Anbiya e l'edificio della Media Luna Roja si trovano vicino al quartier generale della Polizia di Sicurezza iraniana, completamente distrutto durante gli attacchi del sabato. I video diffusi mostrano i vetri della facciata dell'ospedale Khatam al-Anbiya, destinato alle forze militari e di sicurezza, rotti e sparsi nel recinto. Inoltre, si registrano scontri tra utenti che gridano slogan contro il regime e il personale di sicurezza. L'ospedale Gandhi, danneggiato in modo significativo, si trova accanto al palazzo della Radiotelevisione iraniana e alla sua antenna, con le basi della torre di antena gravemente danneggiate. La televisione statale ha confermato l'attacco al palazzo radiotelevisivo, che ha interrotto le trasmissioni per un breve periodo.

L'evento si colloca in un contesto di crescente tensione tra Iran e Israele, con gli attacchi aerei che mirano a obiettivi militari e di sicurezza. L'esercito israeliano aveva precedentemente riferito di aver colpito un'infrastruttura militare vicino all'ospedale Gandhi, riferendosi alla Jefatura della Polizia di Sicurezza iraniana. L'attacco ha interessato tre edifici del quartier generale, tra cui il quartier generale della Fuerza de Seguridad Nacional e un altro attribuito a Interpol. Il terzo inmueble, il cui uso non è ancora chiaro, si trova in un'area vicina a altri centri medici come il Valiasr, il Shahid Motahari e l'orfanato Ameneh. L'OMS ha espresso preoccupazione per i danni alle strutture sanitarie, sottolineando la necessità di proteggere le istituzioni di salute. Il portavoce del Ministerio di Salud iraní, Hossein Kermanpour, ha riferito che l'ospedale Gandhi fu colpito con lo stesso missile che aveva causato la morte di circa 180 ragazze a Minab, un episodio che ha suscitato reazioni internazionali.

L'attacco ha rivelato una strategia di bombardamento mirata a colpire non solo obiettivi militari, ma anche infrastrutture civili, con conseguenze per la popolazione. La Media Luna Roja Iraní, attraverso il suo presidente Pirhossein Kolivand, ha definito l'evento "salvaggio" e ha richiesto la condanna degli "attacchi sionisti" contro i suoi equipaggi. L'organizzazione ha riferito che, da inizio conflitto, sono morte più di 550 persone in Iran. Il Ministerio di Salud e dell'Educazione Medica ha confermato danni anche negli ospedali Motahari di Teheran e Abu Zar di Ahvaz, al sud-ovest del Paese. L'attacco ha interessato anche l'edificio del Servizio di Emergenza di Teheran, con danni alle strutture circostanti. Secondo l'agenzia Tasnim, legata al Corpo della Guardia Revoluzionaria Islamica, alcuni membri del personale di emergenza sono rimasti feriti, ma il centro continua a operare.

L'evento ha acceso dibattiti sull'escalation del conflitto e sulle implicazioni per la stabilità regionale. Gli esperti militari, come Farzin Nadimi del Washington Institute, hanno sottolineato che il volume di bombe e il tono di esplosivo utilizzato negli attacchi recenti è aumentato rispetto ai conflitti precedenti, con l'uso di aerei cisterna statunitensi che permettono un'operatività prolungata delle forze aeree. Questo ha portato a un impatto più devastante sulle aree civili. Gli attacchi si concentrano su obiettivi militari, come quartieri generali e basi del Basij, nonché su infrastrutture governative come il Ministero della Sicurezza e sedi giudiziarie. L'interferenza con le emittenti radio e televisioni è diventata un'arma di disturbo per le comunicazioni istituzionali. La situazione rimane in bilico tra le richieste di pace e la escalation di violenze, con effetti sconvolgenti per la popolazione civile e la struttura sanitaria del Paese.

Fonte: El País Articolo originale

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