11 mar 2026

InSalaZa 2026: Incontri in biblioteca

La Biblioteca di cinema e storia Ėsfir' Šub dell'Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico ETS ha inaugurato un ciclo di appuntamenti dedicati al pubblico, intitolato InSalaZa 2026 - Incontri in biblioteca.

27 gennaio 2026 | 15:45 | 4 min di lettura
InSalaZa 2026: Incontri in biblioteca
Foto: RomaToday

La Biblioteca di cinema e storia Ėsfir' Šub dell'Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico ETS ha inaugurato un ciclo di appuntamenti dedicati al pubblico, intitolato InSalaZa 2026 - Incontri in biblioteca. L'evento, che si svolgerà per la prima volta il 28 gennaio alle 16 nella sede dell'Archivio, in via Ostiense a Roma, mira a trasformare la biblioteca in un luogo vivace di scambio e conoscenza. L'iniziativa è aperta a tutti, con un invito speciale rivolto agli studenti delle università romane, agli abitanti del quartiere e a chiunque sia interessato a esplorare un'istituzione che custodisce storie e documenti rari. Non è necessaria la prenotazione, ma si richiede la massima puntualità per garantire la partecipazione di un pubblico numeroso. Il format, semplice ma ricco di significato, prevede una visita guidata alla mediateca, una presentazione delle collezioni e un momento partecipativo in cui i visitatori potranno scegliere un libro dagli scaffali e leggerne un brano ad alta voce, condividendo emozioni e pensieri. Questo pomeriggio è progettato per restituire alla biblioteca un ruolo centrale nel presente, facendola parlare, ascoltare e sorprendere chi la visita.

L'evento InSalaZa 2026 nasce da una convinzione profonda: la memoria non si conserva solo, ma si vive e si rinnova attraverso pratiche pubbliche e accessibili. La Biblioteca Ėsfir' Šub, originariamente un'area funzionale per registi e operatori del cinema, ha evoluto il suo ruolo nel tempo, arricchendosi grazie a donazioni da parte di cineasti, studiosi, attivisti, storici e intellettuali. Le collezioni, che includono volumi rari degli anni Sessanta e Settanta, rappresentano testimonianze uniche di un pensiero critico e di una memoria viva, documentando la storia sociale e politica del Novecento. Tra i materiali conservati, spiccano i documenti legati alle comunità dimenticate e ai soggetti marginali, che spesso non trovano spazio in altre istituzioni. Questa ricchezza, però, non è stata sempre così: l'archivio si è sviluppato gradualmente, libro dopo libro, fino a diventare un luogo di riferimento per chi cerca conoscenza e verità.

Il contesto storico della Biblioteca Ėsfir' Šub è legato a una decisione simbolica e significativa. Nel settembre 2024, l'istituzione è stata intitolata a Ėsfir' Šub, una regista e montatrice sovietica che rivoluzionò il linguaggio cinematografico con la forza del montaggio e uno sguardo privilegiato verso gli ultimi, le donne, i lavoratori e gli invisibili della Storia. L'idea di questa intitolazione è nata da Paola Scarnati, fondatrice dell'AAMOD, che ha voluto rendere omaggio a una figura che ha reso la narrazione un gesto rivoluzionario, superando le logiche celebrative per centrare la ricerca, la verità e la memoria. Questo atto non solo celebra una figura importante, ma anche una filosofia di lavoro: la cultura come strumento di trasformazione sociale, non solo di conservazione. La Biblioteca, dunque, non è solo un archivio, ma un luogo in cui la dimensione tecnica, politica e poetica si incontrano, creando un ponte tra passato e futuro.

L'impatto di InSalaZa 2026 va ben oltre la semplice apertura di un'istituzione a un pubblico più ampio. Questo ciclo di incontri rappresenta un tentativo di riconciliare la funzione di archivio con quella di spazio di incontro, rendendo la memoria un'esperienza condivisa. La scelta di coinvolgere il pubblico in modo attivo, con letture partecipative e discussioni, sottolinea l'importanza di un'educazione culturale inclusiva e accessibile. In un'epoca in cui molte biblioteche rischiano di diventare luoghi statici, l'AAMOD dimostra come un'istituzione possa rinnovarsi attraverso l'interazione e la partecipazione. Inoltre, l'evento riflette un'idea di archivio totale, in cui le immagini, i suoni e le parole non sono solo strumenti di conservazione, ma di conoscenza e trasformazione. Questa prospettiva ha conseguenze significative: rafforza la posizione dell'AAMOD come organismo culturale attivo, che non si limita a conservare, ma anche a produrre e diffondere cultura.

La Biblioteca Ėsfir' Šub e l'AAMOD si presentano come un esempio di come l'archivio possa diventare un luogo di vita, non solo di conservazione. L'impegno dell'organismo culturale si estende ben al di là dell'apertura del ciclo InSalaZa 2026, con attività come digitalizzazioni, restauri, raccolte di film familiari e video amatoriali, produzioni cinematografiche e collaborazioni con scuole e università. Queste iniziative dimostrano che l'archivio non è un luogo immobile, ma un'entità in movimento, in grado di adattarsi alle esigenze del presente. Il futuro di questa istituzione potrebbe vedere l'espansione di iniziative simili, con l'obiettivo di coinvolgere sempre più persone in un processo di riscoperta della memoria collettiva. In un contesto in cui la cultura è spesso relegata a nicchie, l'AAMOD si propone come un modello di come l'archivio possa diventare un luogo di dialogo, scambio e trasformazione, facendo della memoria un'esperienza viva e condivisa.

Fonte: RomaToday Articolo originale

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