11 mar 2026

In una missione ambiziosa in Antartide, un paese è in disparte

Nel corso di una missione scientifica di otto settimane in Antartide, che si è conclusa giovedì, circa un quarto dei 40 ricercatori coinvolti era statunitense.

19 febbraio 2026 | 13:04 | 4 min di lettura
In una missione ambiziosa in Antartide, un paese è in disparte
Foto: The New York Times

Nel corso di una missione scientifica di otto settimane in Antartide, che si è conclusa giovedì, circa un quarto dei 40 ricercatori coinvolti era statunitense. La ricerca, però, è stata finanziata principalmente da fondazioni private, senza alcun supporto diretto da parte del National Science Foundation (NSF), l'ente governativo americano che tradizionalmente sosteneva gran parte delle attività scientifiche non mediche nel continente gelido. La nave utilizzata per l'esplorazione è proprietà della Corea del Sud, e la mancanza di un'unità di ricerca americana dedicata all'Antartide, declassata nel 2023 dal presidente Trump, ha reso necessario un approccio diverso per svolgere le indagini. L'obiettivo principale della spedizione era lo studio del Thwaites, il cosiddetto "gigante gelido" che, se collassasse, potrebbe innalzare il livello del mare di oltre 15 pollici nei prossimi secoli. I ricercatori, però, non hanno potuto ottenere il finanziamento necessario per le attività più complesse, forzando una collaborazione con enti privati e istituzioni straniere.

La situazione dell'NSF ha subito un drastico cambiamento negli ultimi anni, soprattutto a causa delle politiche di taglio dei fondi adottate durante l'amministrazione Trump. L'ente, che era stato per anni il principale finanziatore delle attività scientifiche in Antartide, ha ridotto drasticamente il numero di borse di studio e progetti di ricerca, inclusi quelli legati al Thwaites. Questo ha reso impossibile la realizzazione di nuove tecnologie e strumenti avanzati, come la rete di fibre ottiche che David Holland, un ricercatore dell'Università di New York, aveva progettato per monitorare le acque calde che sciogliono il ghiaccio. Il finanziamento per il progetto è stato rifiutato, costringendo il team a cercare fondi alternativi, tra cui quelli della fondazione Gordon and Betty Moore. La mancanza di un'unità di ricerca americana dedicata ha reso necessario un accordo con la Corea del Sud, che ha fornito la nave Araon, ma ha limitato la capacità di eseguire ricerche di lunga durata.

Il contesto della crisi finanziaria dell'NSF è radicato in una serie di decisioni politiche e economiche che hanno ridotto il budget disponibile per la scienza. Negli anni precedenti, l'ente aveva collaborato con la Gran Bretagna per supportare diverse spedizioni sul Thwaites, ma la politica di riduzione dei costi ha reso impossibile tale sinergia. Julie M. Palais, ex direttrice del programma di glaciologia dell'NSF, ha sottolineato come la mancanza di fondi abbia limitato l'accesso a tecnologie innovative e a progetti a lungo termine. L'NSF ha cercato di mitigare l'impatto della crisi investendo in miglioramenti delle stazioni di ricerca esistenti e in progetti di analisi dei dati già raccolti, ma senza la capacità di lanciare nuove iniziative. La mancanza di una nave dedicata ha reso difficoltoso il lavoro su aree remote, come le crepe del Thwaites, dove i ricercatori devono utilizzare mezzi alternativi, come il Sikuliaq, una nave più piccola e limitata nella sua capacità operativa.

Le conseguenze di questa situazione sono profonde, non solo per la scienza ma anche per la politica internazionale. La dipendenza da enti esteri per le ricerche in Antartide ha reso necessario un approccio più collaborativo, ma ha anche ridotto la capacità di condurre indagini complete e a lungo termine. Il Thwaites, infatti, richiede un monitoraggio costante per comprendere l'evoluzione del ghiaccio e prevedere i possibili impatti sul livello del mare. La mancanza di finanziamenti ha costretto i ricercatori a utilizzare mezzi non tradizionali, come robot sottomarini e sensori a lunga distanza, ma senza un piano di finanziamento stabile, la ricerca rischia di restare frammentaria. Il caso del Thwaites rappresenta un esempio del problema più ampio: la riduzione dei fondi per la scienza ha limitato la capacità di affrontare sfide climatiche globali, forzando i ricercatori a cercare alternative e a costruire alleanze con enti privati e stranieri.

La crisi finanziaria dell'NSF ha quindi avuto un impatto significativo sulle ricerche in Antartide, ma non ha cancellato la necessità di comprendere il ruolo del Thwaites nel cambiamento climatico. La collaborazione con la Corea del Sud e le fondazioni private ha permesso di procedere, ma la mancanza di un'infrastruttura nazionale dedicata mette a rischio la continuità delle indagini. Il futuro delle ricerche dipende da una politica più sostenibile, che tenga conto del valore scientifico e della sua importanza per la gestione dei rischi climatici. Il Thwaites, infatti, rappresenta un elemento chiave nella comprensione del sistema climatico globale, e senza un finanziamento adeguato, il progresso scientifico potrebbe essere limitato. La sfida è quindi non solo tecnica, ma anche politica: trovare un equilibrio tra riduzione dei costi e investimento in ricerche di base, che possono fornire dati cruciali per il futuro della Terra.

Fonte: The New York Times Articolo originale

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