11 mar 2026

In Perù, il presidente José Jeri minacciato di destituzione dal Congresso

José Jeri, 39 anni, è diventato presidente ad interim del Perù il dopo la destituzione della presidente Dina Boluarte, una figura politica che ha segnato un periodo di profonda instabilità nel Paese.

13 febbraio 2026 | 22:10 | 4 min di lettura
In Perù, il presidente José Jeri minacciato di destituzione dal Congresso
Foto: Le Monde

José Jeri, 39 anni, è diventato presidente ad interim del Perù il 10 ottobre 2025 dopo la destituzione della presidente Dina Boluarte, una figura politica che ha segnato un periodo di profonda instabilità nel Paese. La sua nomina, però, non ha placato le tensioni interne, poiché il Congresso nazionale ha già iniziato a muoversi per avviare un processo di destituzione, un destino che ha già conosciuto altri leader come Boluarte, Martin Vizcarra nel 2020 e Pedro Castillo nel 2022. La situazione si complica ulteriormente con il primo turno delle elezioni generali fissato al 12 aprile, momento in cui il Paese dovrà anche eleggere il Congresso e, per la prima volta da 1990, i senatori, ripristinando il bicameralismo. Il Perù, dunque, vive un momento di crisi politica senza precedenti, con istituzioni scosse e una popolazione che vive in una condizione di incertezza. La questione del presidente ad interim Jeri, però, rappresenta il fulcro di questa instabilità, un tema che ha suscitato dibattiti e preoccupazioni a livello nazionale e internazionale.

Il Congresso, composto da 130 deputati, ha recentemente raccogliendo le firme necessarie per convocare una plenaria entro quindici giorni per discutere una mozione di destituzione contro Jeri. La decisione è stata presa in seguito a accuse di delitti di traffico d'influenza, un reato che ha già colpito diversi esponenti politici nel Paese. Le indagini, condotte da enti indipendenti, hanno evidenziato presunte operazioni di corruzione che coinvolgono figure di alto livello, tra cui membri del governo e funzionari locali. La mozione, se approvata, potrebbe portare all'impeachment del presidente ad interim, un passo che potrebbe destabilizzare ulteriormente il Paese. Gli avvocati di Jeri hanno già espresso preoccupazione, sottolineando che le accuse sono basate su prove insufficienti e che il processo potrebbe essere utilizzato per mettere in discussione la legittimità del governo. La situazione, però, si complica anche a livello internazionale, con organismi come la Banca Mondiale e il Consiglio d'Europa che monitorano la stabilità politica del Perù.

Il contesto di questa crisi politica è radicato in una serie di eventi che hanno scosso il Perù negli ultimi anni. La destituzione di Boluarte nel 2025, ad esempio, è seguita da un'ondata di proteste e tensioni sociali, con movimenti popolari che hanno espresso il loro dissenso nei confronti del governo. La stessa sorte è toccata a Vizcarra e Castillo, che hanno subito processi di destituzione per accuse simili, con conseguenze devastanti per la loro immagine e per la stabilità del Paese. Questi episodi hanno creato un clima di sfiducia nella classe politica, con l'opinione pubblica che percepisce un sistema istituzionale inaffidabile e suscettibile a manipolazioni. Inoltre, le elezioni del 2025, che segneranno il ritorno del bicameralismo, rappresentano un momento cruciale per il futuro del Perù, con il rischio di ulteriore instabilità se non si riuscirà a trovare un accordo tra le forze politiche. La situazione attuale, quindi, non è solo un episodio isolato, ma parte di un ciclo di crisi che ha caratterizzato il Paese negli ultimi anni.

Le implicazioni di questa possibile destituzione di Jeri sono profonde e potrebbero avere conseguenze a lungo termine per il Perù. In primo luogo, un impeachment potrebbe portare a una crisi di governo che metterebbe in pericolo la stabilità del Paese, con il rischio di ulteriore instabilità sociale e politica. In secondo luogo, la decisione del Congresso potrebbe indebolire ulteriormente la credibilità delle istituzioni, alimentando un clima di sfiducia nei confronti del sistema democratico. Inoltre, la situazione potrebbe influenzare le elezioni del 2025, con il rischio che i partiti si concentrino su questioni di corruzione piuttosto che su temi di sviluppo e riforme economiche. L'impatto su investitori esteri non è da sottovalutare, poiché un clima di incertezza politica potrebbe scoraggiare gli investimenti e ostacolare la crescita economica. Infine, la questione di Jeri potrebbe diventare un simbolo di una crisi più ampia, che riguarda non solo la politica, ma anche la capacità del Perù di gestire le sue sfide interne e internazionali.

La situazione del Perù si trova ora in una fase di incertezza, con il governo e il Congresso alle prese con una serie di sfide complesse. La decisione di avviare un processo di destituzione contro Jeri potrebbe rappresentare un passo decisivo verso una maggiore stabilità, ma anche un rischio di ulteriore instabilità. Le prossime settimane saranno cruciali per comprendere se il Paese riuscirà a superare questa crisi o se si troverà nuovamente in una spirale di instabilità. Il risultato delle elezioni del 2025, in particolare, potrebbe segnare un punto di svolta per il Perù, con la possibilità di un rinnovamento politico o, al contrario, di una ulteriore crisi. In ogni caso, il destino del Perù si gioca ora, in un momento in cui le istituzioni, la popolazione e i leader devono trovare un accordo per ridurre le tensioni e ristabilire la fiducia in un sistema democratico che sembra essere sempre più in pericolo.

Fonte: Le Monde Articolo originale

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