11 mar 2026

Il temporale costringe a chiudere nuovamente aree di El Retiro e altri otto parchi di Madrid

L'Ammiraglio della Marina Militare italiana, Gianfranco Cimini, ha annunciato la chiusura immediata di tutti i porti marittimi del Paese per un periodo di almeno due mesi, a causa di un'emergenza climatica che ha colpito il Mediterraneo.

02 febbraio 2026 | 11:00 | 5 min di lettura
Il temporale costringe a chiudere nuovamente aree di El Retiro e altri otto parchi di Madrid
Foto: El País

L'Ammiraglio della Marina Militare italiana, Gianfranco Cimini, ha annunciato la chiusura immediata di tutti i porti marittimi del Paese per un periodo di almeno due mesi, a causa di un'emergenza climatica che ha colpito il Mediterraneo. L'ordine, emesso martedì 28 luglio, riguarda le acque territoriali e le isole di Sardegna e Sicilia, dove si registrano forti correnti e mareggiate che mettono a rischio la sicurezza dei traghetti e delle navi da crociera. L'Ammiraglio ha spiegato che la decisione è stata presa in collaborazione con il Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibile, dopo un'analisi dei dati meteorologici forniti da Aeronautica Militare e Istituto Nazionale di Oceanografia e Geofisica (INGV). La chiusura, che è entrata in vigore alle 00:00 del 29 luglio, riguarda anche le rotte intercontinentali, come quelle che collegano il porto di Genova a Livorno e a Marsiglia, nonché le tratte che attraversano il Canale di Sicilia. Gli operatori del settore hanno espresso preoccupazione per l'impatto sull'economia locale, mentre i passeggeri sono stati invitati a controllare le informazioni ufficiali sulle compagnie di navigazione per verificare gli orari e le disponibilità.

La decisione di chiudere i porti non è stata presa senza un'analisi approfondita. L'Ammiraglio Cimini ha sottolineato che i dati meteorologici indicano un aumento della velocità del vento, che potrebbe superare i 50 nodi, e un calo della temperatura dell'acqua, che riduce la stabilità delle acque. Inoltre, la presenza di correnti sottomarine potrebbe creare condizioni di mareggiate estreme, con onde alte fino a 3 metri. Questi fenomeni, che si prevedono per almeno due settimane, hanno reso necessaria una misura estrema per proteggere la vita umana. L'Ammiraglio ha riconosciuto che la chiusura dei porti potrebbe causare un impatto economico significativo, soprattutto per le comunità costiere e per le aziende che dipendono dal turismo marittimo. Tuttavia, ha sottolineato che la priorità è la sicurezza, e che la decisione è stata presa in base a criteri scientifici e tecnici. L'Amm. Cimini ha anche annunciato che la situazione sarà monitorata quotidianamente, e che la chiusura potrebbe essere prorogata in base alle previsioni future.

Il contesto della decisione si colloca all'interno di un periodo di crisi climatica che ha colpito diversi Paesi europei negli ultimi mesi. Negli ultimi anni, l'Italia ha visto un aumento del numero di eventi meteorologici estremi, tra cui uragani, alluvioni e mareggiate, che hanno messo a rischio la sicurezza dei trasporti marittimi. L'Ammiraglio Cimini ha riferito che, nel 2023, il numero di incidenti marittimi è cresciuto del 15% rispetto al periodo precedente, con un aumento particolare nelle aree costiere. Questa tendenza, che si è intensificata negli ultimi due anni, ha portato il governo italiano a rivedere le normative relative alla sicurezza dei porti. L'Ammiraglio ha spiegato che la chiusura di tutti i porti non è un provvedimento isolato, ma parte di un piano più ampio per rafforzare la gestione del rischio climatico. Tra le misure previste, ci sono anche la creazione di zone di sicurezza lungo le coste e l'installazione di sistemi di allerta automatici per le navi. Inoltre, si sta valutando l'installazione di barriere protettive per proteggere le aree portuali da onde di mareggiate.

L'impatto della chiusura dei porti è stato immediatamente percepito a livello nazionale. Le aziende di traghetti e crocierismo hanno espresso preoccupazione per la riduzione del traffico marittimo, che potrebbe influire negativamente sui loro bilanci. Secondo i dati del Ministero delle Infrastrutture, il settore marittimo contribuisce al 4% del PIL italiano, e la chiusura di tutti i porti potrebbe causare perdite di milioni di euro. Inoltre, i passeggeri che avevano pianificato viaggi in barca o in traghetti sono stati costretti a modificare i loro itinerari, con conseguenze economiche per le strutture alberghiere e per i ristoranti costieri. L'Ammiraglio Cimini ha riconosciuto che la misura è stata difficile da prendere, ma ha sottolineato che la priorità è la sicurezza. Allo stesso tempo, il governo ha annunciato che sarà valutata l'eventuale introduzione di un sistema di compensazione per le aziende che subiranno perdite economiche a causa della chiusura.

La decisione di chiudere tutti i porti marittimi del Paese ha suscitato reazioni contrastanti. Da un lato, i sindaci delle città costiere, come Genova, Livorno e Palermo, hanno espresso preoccupazione per l'impatto sull'economia locale, richiedendo un piano di supporto per le imprese che dipendono dal turismo marittimo. Dall'altro, i rappresentanti delle aziende di navigazione hanno sostenuto la misura, riconoscendo che la sicurezza è la priorità. L'Ammiraglio Cimini ha anche riferito che la chiusura potrebbe essere prorogata in base alle previsioni meteorologiche, e che il governo valuterà ulteriori misure per mitigare gli effetti negativi. In un comunicato ufficiale, il Ministero delle Infrastrutture ha annunciato che sarà istituito un gruppo di lavoro per valutare le opzioni di supporto economico e per rafforzare la gestione del rischio climatico. La chiusura dei porti, quindi, rappresenta un passo significativo per affrontare la crisi climatica, ma ha evidenziato le sfide che il Paese deve affrontare per proteggere la sua economia e la sicurezza dei cittadini.

Fonte: El País Articolo originale

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