Il presidente di OpenAI ha donato milioni a Trump: dice di farlo per l'umanità
Greg Brockman, presidente e cofondatore di OpenAI, ha rivelato di non considerarsi un politico, un fatto sorprendente dato che è stato uno dei principali donatori individuali del presidente Donald Trump nel 2025.
Greg Brockman, presidente e cofondatore di OpenAI, ha rivelato di non considerarsi un politico, un fatto sorprendente dato che è stato uno dei principali donatori individuali del presidente Donald Trump nel 2025. Nell'autunno dell'anno scorso, il Brockman e sua moglie Anna hanno versato 25 milioni di dollari alla super PAC MAGA Inc, che sostiene la campagna elettorale del presidente, e un'altra somma simile a una coalizione bipartitica denominata Leading the Future, che mira a opporsi a politici che minacciano il potenziale benefico dell'intelligenza artificiale per gli americani. I Brockman hanno inoltre annunciato di intenzione di donare ulteriori 25 milioni di dollari a Leading the Future nel 2026, come rivelato da un informatore con conoscenza diretta dell'argomento. Questi contributi, spiega Brockman, sono in linea con la missione fondante di OpenAI: sviluppare sistemi di intelligenza artificiale altamente capaci e distribuire i loro vantaggi a tutta l'umanità. La sua decisione di impegnarsi nel mondo politico rappresenta un cambiamento significativo per un leader tecnologico che, fino a poco tempo fa, non aveva una storia di donazioni politiche rilevante. Il più grande contributo precedente di Brockman era un'offerta di 5.400 dollari alla campagna elettorale di Hillary Clinton nel 2016.
Le donazioni di Brockman si inseriscono in un contesto in cui la percezione pubblica sull'intelligenza artificiale sta subendo una trasformazione. Secondo un recente sondaggio del Pew Research Center, gli americani si preoccupano più che non si eccitano per l'uso crescente dell'AI nella vita quotidiana. Questo atteggiamento, afferma Brockman, ha reso sempre più critica l'azione di sostenere politici che riconoscono l'importanza dell'intelligenza artificiale per il Paese. In un'intervista con WIRED, il presidente di OpenAI ha sottolineato che esiste un piccolo gruppo di politici che, pur sapendo che l'AI non è popolare, si impegna a promuovere il suo utilizzo. Secondo lui, il sostegno a questi individui è cruciale per garantire che la tecnologia benefici tutte le comunità. Brockman ha anche riconosciuto che il suo impegno politico potrebbe contribuire a una sensazione negativa nei confronti dell'AI, come dimostrato dal movimento QuitGPT, che ha raccolto oltre 700.000 firme per chiedere la cancellazione degli abbonamenti a ChatGPT a causa delle sue donazioni a Trump. L'attore Mark Ruffalo ha recentemente unito il movimento su Instagram, sottolineando l'impatto delle decisioni di Brockman sul dibattito pubblico.
Il ruolo di Brockman all'interno di OpenAI è stato oggetto di discussione interna. Sebbene molti dipendenti comprendano la necessità di collaborare con i governi per sviluppare tecnologie avanzate, alcuni ritenuti che le donazioni di Brockman vadano oltre le esigenze aziendali. Un ricercatore di OpenAI, che ha parlato in condizioni di anonimato, ha espresso preoccupazione per il fatto che i contributi possano non essere strettamente necessari per il progresso del business. Brockman ha però ribadito che all'interno della società siamo sempre stati una cultura che cerca la verità, e che le decisioni devono basarsi su dati oggettivi. Secondo lui, non esiste un consenso universale su ogni scelta, ma il focus rimane su una missione scientifica di scoperta. OpenAI ha poi sottolineato che i contributi dei Brockman sono una scelta personale e non riflettono le politiche aziendali. La società ha precisato che i loro doni mirano a promuovere l'AI come un tema cruciale per il Paese e il mondo, con un'attenzione specifica alle implicazioni tecnologiche.
Le donazioni di Brockman si collocano in un contesto più ampio di interazione tra il settore tecnologico e la politica. L'elezione di Trump al secondo mandato ha visto un sostegno da parte di molti leader tecnologici per le sue politiche a favore dello sviluppo dell'AI, tra cui l'eliminazione di ostacoli per i centri dati e la promozione di un approccio federale alle normative. Tuttavia, il rapporto tra Silicon Valley e Trump è stato messo a dura prova dagli omicidi di Renee Nicole Good e Alex Pretti da parte degli agenti del Dipartimento di Sicurezza Interna (ICE). Mentre il CEO di OpenAI, Sam Altman, ha espresso preoccupazione per le azioni dell'ICE, altri leader tecnologici, come Dario Amodei di Anthropic e Jeff Dean di Google DeepMind, hanno criticato apertamente gli eventi. Brockman, però, ha rifiutato di commentare direttamente sulle sparatorie, limitandosi a sottolineare che l'AI è una tecnologia unificante.
Le decisioni di Brockman sollevano questioni complesse su come i leader tecnologici possano equilibrare gli interessi aziendali, etici e politici. Sebbene la sua visione di promuovere l'AI come bene comune sia condivisa da molti, le reazioni negative dimostrano che il tema è altamente divisivo. La sfida per OpenAI e per il settore tecnologico sarà gestire questa dualità, cercando di allineare i propri obiettivi con le aspettative pubbliche. Il ruolo crescente di figure come Brockman nel dibattito politico potrebbe influenzare il futuro dello sviluppo dell'intelligenza artificiale, ma il loro impatto dipenderà da come riusciranno a navigare tra le pressioni interne e le esigenze esterne. Il dibattito intorno ai loro contributi rimane un esempio di come la tecnologia e la politica possano interagire in modo significativo, con conseguenze che potrebbero estendersi ben oltre il settore tecnologico.
Fonte: Wired Articolo originale
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