11 mar 2026

Il liceo è fascista: scuola romana chiude per vandalismo e scritte inagibili

La scuola liceo scientifico Righi, ubicata nella sede di via Boncompagni a Roma, è stata oggetto di un grave episodio di vandalismo nella notte tra domenica 8 e lunedì 9 febbraio.

09 febbraio 2026 | 17:41 | 4 min di lettura
Il liceo è fascista: scuola romana chiude per vandalismo e scritte inagibili
Foto: RomaToday

La scuola liceo scientifico Righi, ubicata nella sede di via Boncompagni a Roma, è stata oggetto di un grave episodio di vandalismo nella notte tra domenica 8 e lunedì 9 febbraio. Ignoti individui hanno forzato gli ingressi del plesso, danneggiando le aule e rendendole inagibili per lo svolgimento delle lezioni. Secondo le prime informazioni disponibili, gli aggressori hanno utilizzato estintori per compiere i danni, un dettaglio che ha ulteriormente aggravato la situazione. Il preside, Giovanni Cogliandro, ha deciso di sospendere le attività didattiche per la giornata di lunedì 9 febbraio, informando i genitori e gli studenti della chiusura della sede. Fuori dall'edificio è stata trovata una scritta offensiva: "Righi fascista. La scuola è nostra", accompagnata da una svastica. Questo atto di violenza ha suscitato preoccupazione nella comunità scolastica e ha richiesto interventi immediati da parte delle autorità.

L'episodio ha scatenato un'ondata di indignazione tra i docenti, gli studenti e i genitori, che hanno espresso solidarietà verso l'istituto. Secondo il collettivo Ludus Righi, che si occupa di difesa dei diritti degli studenti, la violenza ha avuto un impatto devastante sulle strutture, rendendole inutilizzabili. Le aule, come confermato dal preside nella comunicazione inviata ai genitori, sono al momento inagibili, con conseguenti spostamenti dei docenti e degli studenti verso la sede centrale di via Campania. Il dirigente scolastico ha precisato che si stanno attuando interventi per valutare i danni e fornire un aggiornamento sulla situazione. Inoltre, le forze dell'ordine, compresi i carabinieri della Stazione di via Veneto e la Sezione rilievi tecnico-scientifici del Nucleo investigativo di via In Selci, hanno effettuato un sopralluogo alla scuola, che rimarrà chiusa anche per la giornata successiva.

L'attacco al Righi non rappresenta un evento isolato, ma fa parte di una serie di episodi di violenza e intolleranza che hanno colpito l'istituto negli ultimi mesi. A novembre dello scorso anno, il liceo è stato occupato da attivisti di estrema destra, che hanno tentato di entrare in classe gridando slogan fascisti come "Duce, duce" e "Boia chi molla". Questa azione, in particolare, ha scatenato un'indagine da parte degli agenti della digos, che hanno identificato tre giovani neofascisti gravitanti in ambienti di estrema destra. La situazione è stata ulteriormente aggravata dal fatto che il governo Meloni, durante il suo mandato, ha messo in discussione le attività studentesche e le lotte sindacali, creando un clima di tensione. Il collettivo Osa, che si batte per la difesa delle scuole, ha condannato l'attacco recente, collegandolo ai precedenti episodi e accusando i responsabili di sfruttare il revisionismo storico per giustificare le proprie azioni.

L'episodio ha suscitato preoccupazione non solo all'interno della scuola, ma anche nel contesto più ampio della società italiana. Le scritte fasciste lasciate nei due plessi del Righi hanno messo in luce un fenomeno di radicalizzazione che ha trovato spazio in un'epoca in cui il dibattito sulle questioni storiche e sociali è sempre più acceso. La presenza di simboli fascisti in un'istituzione scolastica rappresenta un atto di violenza che non solo danneggia l'ambiente educativo, ma anche la democrazia. Il preside Cogliandro ha espresso il suo appoggio al presidio dei docenti e degli studenti, che hanno organizzato una manifestazione di protesta davanti all'edificio per esprimere il loro sostegno al Righi. L'azione dei responsabili del vandalismo ha suscitato reazioni da parte delle istituzioni, che hanno espresso solidarietà e hanno annunciato l'incremento dei controlli per prevenire ulteriori episodi.

Le autorità hanno confermato che le indagini sono in corso per identificare i responsabili dell'episodio, che potrebbero essere legati a gruppi estremisti già noti per aver attaccato l'istituto in precedenza. La polizia ha ritenuto necessario intensificare le verifiche nei circoli neofascisti, in particolare nei contesti in cui si svolgono eventi radicali. Inoltre, si stanno valutando misure preventive per proteggere le strutture scolastiche e garantire la sicurezza degli studenti. Il collettivo Ludus Righi ha chiesto un impegno politico più forte per contrastare il fenomeno della violenza fascista e per difendere i diritti delle scuole. La comunità educativa, unita alle famiglie e ai sindacati, si aspetta che le istituzioni prendano provvedimenti decisi e duraturi per fermare questa forma di intolleranza. Il Righi, come simbolo di resistenza e di cultura, continuerà a rappresentare un punto di riferimento per chi difende il valore della scuola e della democrazia.

Fonte: RomaToday Articolo originale

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