11 mar 2026

Il disprezzo per il feminismo si riduce tra i più giovani

La ricerca pubblicata oggi da Fad Juventud, il Barómetro de Juventud y Género 2025, rivela un profondo divario tra la gioventù spagnola e il movimento femminista.

24 febbraio 2026 | 22:45 | 5 min di lettura
Il disprezzo per il feminismo si riduce tra i più giovani
Foto: El País

La ricerca pubblicata oggi da Fad Juventud, il Barómetro de Juventud y Género 2025, rivela un profondo divario tra la gioventù spagnola e il movimento femminista. Secondo l'indagine, il 51,5% dei giovani uomini tra i 15 e i 29 anni considera il femminismo "una strumentalizzazione politica" e un "mezzo di adoctrinamento". Questo dato rappresenta un aumento del doppio rispetto al 2021, quando il 26,9% aveva espresso una simile opinione. Tra le ragazze, il numero è più basso ma comunque significativo: il 38,8% di loro condivide questa visione, un incremento del doppio rispetto al 17,1% del 2021. Il fenomeno ha suscitato preoccupazione tra esperti e organizzazioni femministe, che vedono in questi dati un segnale di polarizzazione crescente e una crisi di identità del movimento. Il report sottolinea anche che il 38,4% dei giovani si dichiara femminista, un calo di 11,5 punti percentuali rispetto al 2021, quando la percentuale era salita al 49,9%. Questi numeri evidenziano un cambiamento radicale nella percezione del femminismo tra le nuove generazioni, che sembra essere diventato un tema di dibattito piuttosto che un'idea condivisa.

La crisi del femminismo tra i giovani non è limitata solo al dibattito su diritti e discriminazioni, ma si estende anche al modo in cui la società percepisce la violenza di genere. Secondo il barómetro, il 67,7% dei giovani considera la violenza di genere "un problema molto grave", un valore in crescita rispetto al 63,3% del 2019. Tuttavia, il consenso si accompagna a una profonda apatia: il 36,5% dei partecipanti ritiene che "la discriminazione sia stata invertita" e che "ora i maschi siano le vittime". Questo atteggiamento, che è raddoppiato dal 2019, segna un cambiamento epocale nella mentalità giovanile, che sembra non riconoscere più la necessità di un impegno collettivo per combattere le disuguaglianze. Inoltre, il 50,8% dei giovani crede che i maschi siano "vulnerabili alle denunce false" e che "la presunzione di innocenza per gli uomini sia stata persa", dati che segnalano una radicalizzazione del discorso negazionista. Queste tendenze, secondo gli esperti, non sono casuali, ma riflettono un contesto sociale in cui la precarietà economica e la mancanza di prospettive professionali hanno alimentato un sentimento di frustrazione e disorientamento.

L'analisi del report sottolinea come il dissenso verso il femminismo sia legato a una polarizzazione crescente nel dibattito pubblico. Anna Sanmartín, direttrice di ricerca di Fad Juventud, spiega che il termine "femminismo" è diventato "una parola contaminata" e "un oggetto di dibattito". Secondo lei, il discorso negazionista ha trovato un amplificatore nel web, dove gruppi politici e leader pubblici hanno sostenuto un'interpretazione distorta del movimento. "Quando si parla di discriminazioni e disuguaglianze, c'è un consenso più forte", afferma Sanmartín, ma "il discorso che ha guadagnato terreno tra i giovani è quello di una inversione della discriminazione". Questo atteggiamento, che sembra trovare terreno fertile tra i maschi più giovani, è visto come una risposta a un senso di smarrimento generazionale. La ricerca evidenzia come la precarietà del mercato del lavoro e la mancanza di opportunità abbiano creato un clima di incertezza, che alcuni giovani hanno cercato di affrontare adottando posizioni radicali. "Non è lo stesso tra i 15 anni e i 25 anni", spiega Sanmartín, poiché le esperienze di vita e le percezioni delle disuguaglianze cambiano con l'età.

Il contesto di questa crisi è radicato in un dibattito sociale più ampio, in cui il femminismo è diventato un tema controverso. La Federazione delle Mujeres Jóvenes, guidata da Laura Barrios, segnala che le ragazze di scuola non partecipano più alle iniziative di sensibilizzazione, perché "il discorso negazionista ha preso piede tra i compagni". Questo fenomeno indica una diffusione di idee che non solo contestano il femminismo, ma anche la necessità di una lotta per l'uguaglianza. La Federazione, che riunisce 10 associazioni di donne giovani, ha rilevato una "perdita di relais", non perché le ragazze siano disinteressate, ma perché "temono il giudizio degli altri". Queste dinamiche riflettono un contesto in cui il dibattito sull'identità di genere e i diritti delle donne è diventato un tema di divisione, piuttosto che un'area di convergenza. In un paese dove il femminismo è stato un tema di dibattito politico e sociale per anni, la crescente polarizzazione tra le nuove generazioni sembra segnare un punto di svolta.

La ricerca di Fad Juventud, che si basa su un campione di 3.327 persone, evidenzia anche una contraddizione tra dati e percezioni. Sebbene il 49,2% dei giovani riconosca la necessità del femminismo per ottenere "l'uguaglianza reale", il 51,3% delle donne si dichiara femminista, rispetto al 26% degli uomini. Questa discrepanza sottolinea un divario di genere non solo nelle opinioni, ma anche nel coinvolgimento attivo. Il report sottolinea inoltre che il 48,9% dei giovani riconosce "grandi o molto grandi disuguaglianze di genere in Spagna", sebbene questa percezione abbia subito un calo tra il 2021 e il 2025. La differenza tra donne e uomini è marcata: il 61,4% delle donne riconosce "disuguaglianze elevate", mentre il 36,7% degli uomini non ne ha una visione così chiara. Questi dati segnalano una contraddizione tra il riconoscimento di una realtà sociale e la mancanza di un impegno concreto. La ricerca conclude con un appello a un dialogo più aperto, in un contesto in cui il femminismo è diventato un tema di divisione, ma anche un'opportunità per riconsiderare i valori di uguaglianza e corresponsabilità.

Fonte: El País Articolo originale

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