Il 'caso residenze' procede con difficoltà, in attesa che la Corte provinciale decida se avvia una macrocausa
L'approccio di una sentenza unica nel caso delle morti in strutture di accoglienza per anziani in Madrid potrebbe rappresentare un passo cruciale nella complessa battaglia legale e politica che si è sviluppata negli ultimi anni.
L'approccio di una sentenza unica nel caso delle morti in strutture di accoglienza per anziani in Madrid potrebbe rappresentare un passo cruciale nella complessa battaglia legale e politica che si è sviluppata negli ultimi anni. Tra meno di un mese, il sesto anno della pandemia, la giustizia spagnola dovrà affrontare una decisione decisiva che potrebbe cambiare radicalmente il corso di un procedimento che ha visto coinvolti centinaia di famiglie, alti funzionari e figure chiave del sistema sanitario. La questione, che si concentra su morti avvenute in strutture per anziani durante la crisi sanitaria, si è complicata ulteriormente a causa di una serie di ritardi, procedure parallele e un numero elevato di imputati. Dopo mesi di dibattimenti, la Corte d'Appello di Madrid ha ritenuto necessario unificare i procedimenti, unendo i casi sotto un unico giudice, un modello simile a quello adottato per la macrocausa valenciana. Tuttavia, la situazione non è mai stata semplice, e ieri, durante un'udienza, è emerso come il sistema giudiziario non sia in grado di gestire con efficacia le complessità di una causa che coinvolge centinaia di vittime e decine di imputati.
La struttura del processo è diventata un ostacolo significativo. Negli ultimi mesi, diverse udienze si sono svolte in parallelo, con imputati citati in sedi diverse e spesso in momenti diversi, portando a situazioni paradossali come l'impossibilità di far comparire contemporaneamente due accusati in sedi distanti. Ieri, per esempio, due imputati, Carlos Mur de Víu e Francisco Javier Martínez Peromingo, erano chiamati a comparire in due sedi separate: uno a Collado Villalba, nell'area nord-ovest della regione, e l'altro a Getafe, nel sud. Mur de Víu, un alto funzionario sanitario, era responsabile di protocolli che limitavano le hospitalizzazioni, mentre Peromingo era il capo della geriatria del Hospital Rey Juan Carlos, considerato il principale redattore di quei documenti. Tuttavia, le udienze si sono svolte con interruzioni, con alcune sedi che hanno annullato le convocazioni a causa di ritardi o mancanza di notifica, causando ulteriore frustrazione tra le famiglie.
L'insuccesso del sistema giudiziario non è un fenomeno isolato. Negli ultimi mesi, sono emersi casi in cui imputati non hanno potuto essere interrogati a causa di errori procedurali o semplici ritardi. La Corte d'Appello ha cercato di risolvere questa situazione unificando i procedimenti, ma il processo è stato lento e pieno di ostacoli. I familiari, che seguono con attenzione ogni sviluppo, hanno espresso soddisfazione per alcune novità, come la rivelazione da parte di Mur de Ví e Peromingo che le prime versioni dei protocolli di triage erano discriminatorie. Tuttavia, le famiglie continuano a chiedere una risoluzione rapida, soprattutto dopo che il caso è stato riconosciuto come un delitto di discriminazione nel servizio pubblico, un reato poco conosciuto ma altamente significativo.
La decisione di unificare i procedimenti potrebbe avere conseguenze importanti. Se si dovesse procedere con una singola causa, si eviterebbero sentenze contraddittorie, un problema che ha reso complessa la gestione del caso. Tuttavia, alcuni giudici hanno espresso dubbi su questa unificazione, sottolineando che ogni morte ha avuto contesti diversi. La Corte d'Appello, in particolare, ha espresso preoccupazioni riguardo al fatto che le circostanze di ciascuna morte non siano state considerate in modo adeguato. La questione si complica ulteriormente con la possibilità che la unificazione venga affidata a una singola giudice, Maria Isabel Durántez, la quale, pur avendo iniziato l'indagine, si è opposta all'idea di un'unica causa. I familiari, però, ritengono che le morti siano state causate da una discriminazione sistemica contro gli anziani, un tema che potrebbe influenzare radicalmente la sentenza finale.
Il caso delle morti in strutture di accoglienza per anziani non è solo una questione legale, ma anche un simbolo del fallimento del sistema sanitario durante la pandemia. Le famiglie, che hanno seguito con dolore ogni sviluppo, continuano a chiedere giustizia, sperando che le indagini non si fermi alle figure politiche e amministrative coinvolte. La decisione di unificare i procedimenti potrebbe rappresentare un passo avanti, ma il processo è ancora lungo e pieno di incertezze. Mentre i giudici cercano di trovare un equilibrio tra la giustizia e la complessità del caso, le famiglie attendono con ansia una risposta che possa dare un senso alle vittime e alle loro famiglie. Il destino di questa causa potrebbe influenzare non solo le decisioni future del sistema giudiziario, ma anche la percezione del ruolo delle istituzioni in un momento di crisi.
Fonte: El País Articolo originale
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