11 mar 2026

ICE chiede aziende su strumenti ad tech e big data per indagini

La U. S. Immigration and Customs Enforcement (ICE) ha lanciato un'indagine per raccogliere informazioni su prodotti legati al "Big Data e all'Ad Tech" che potrebbero supportare le attività investigative dell'agenzia.

26 gennaio 2026 | 21:35 | 5 min di lettura
ICE chiede aziende su strumenti ad tech e big data per indagini
Foto: Wired

La U.S. Immigration and Customs Enforcement (ICE) ha lanciato un'indagine per raccogliere informazioni su prodotti legati al "Big Data e all'Ad Tech" che potrebbero supportare le attività investigative dell'agenzia. L'annuncio, pubblicato venerdì scorso nel Federal Register, il giornale ufficiale del governo americano, richiede ai fornitori di dati commerciali di fornire dettagli su strumenti e servizi in grado di gestire e analizzare volumi elevati di informazioni provenienti da fonti interne ed esterne. L'obiettivo, spiega ICE, è valutare le tecnologie esistenti e emergenti che potrebbero migliorare la capacità dell'agenzia di gestire dati criminali, civili e regolamentari. L'annuncio rappresenta un passo significativo nel rafforzamento delle capacità investigative di ICE, che ha già integrato strumenti tecnologici in passato per contrastare la criminalità. La richiesta, però, non specifica quali regole o standard di privacy saranno applicati, né nomina fornitori particolari, lasciando aperte molte domande sulle intenzioni reali dell'agenzia. Questo approccio segna un cambiamento nel modo in cui ICE si avvale delle tecnologie sviluppate originariamente per scopi commerciali, come la pubblicità digitale, per scopi di sorveglianza e repressione.

L'annuncio del Federal Register mette in luce come ICE stia cercando di allineare le sue capacità investigative con l'evoluzione tecnologica. L'agenzia precisa che la richiesta è volta a comprendere lo stato attuale dei servizi di "ad tech" conformi alle normative e compatibili con le esigenze di privacy per le indagini. Tuttavia, il documento non offre dettagli specifici su quali regolamenti o standard siano prioritari, né indica prodotti o fornitori di interesse. Questo vuoto informativo ha suscitato dibattito tra esperti e osservatori, che hanno sottolineato la mancanza di trasparenza su come i dati raccolti potrebbero essere utilizzati. Inoltre, la richiesta sembra essere la prima volta che il termine "ad tech" compare in un contesto legato alle attività investigative dell'ICE, come rilevato da WIRED. Questo fatto suggerisce un interesse crescente da parte del governo americano nel sfruttare le tecnologie commerciali per scopi di sicurezza, anche se l'approccio rimane cauto e orientato alla pianificazione. L'ICE ha ribadito che l'obiettivo è solo informativo, ma la sua capacità di utilizzare strumenti avanzati per monitorare e analizzare dati potrebbe ampliare i margini di azione in ambito investigativo.

L'uso di tecnologie commerciali da parte di ICE non è un fenomeno nuovo. L'agenzia ha precedentemente integrato prodotti come Palantir, un software di analisi dati utilizzato per gestire informazioni relative a indagini in corso e passate. Il sistema Palantir Gotham, personalizzato per ICE, permette di archiviare, cercare, analizzare e visualizzare grandi quantità di dati. Inoltre, ICE ha acquistato servizi di tracciamento della posizione mobile, come quelli forniti da Webloc, un tool di Penlink che raccoglie informazioni sui dispositivi utilizzati in un'area specifica. Questi dati, spesso ottenuti da aziende che vendono informazioni raccolte per la pubblicità online, includono dettagli su dispositivi, app, posizioni e attività di navigazione. Tra le aziende coinvolte c'è anche Venntel, un broker dati affiliato a Gravy Analytics, che ha fornito informazioni su dispositivi digitali per le operazioni di ICE. Tuttavia, Venntel ha fatto oggetto di accuse da parte della Federal Trade Commission (FTC) per aver venduto dati sensibili senza il consenso degli utenti. L'FTC ha quindi vietato a Venntel e Gravy Analytics di utilizzare tali dati a meno che non sia per scopi di sicurezza nazionale o investigativi. Questi casi evidenziano come le tecnologie sviluppate per il mercato privato possano essere strumentalizzate per scopi pubblici, anche se con conseguenze potenzialmente significative per la privacy degli individui.

L'espansione del ruolo delle tecnologie commerciali in ambito investigativo solleva questioni di privacy e di bilanciamento tra sicurezza e libertà civili. L'uso di dati di localizzazione, ad esempio, permette a ICE di monitorare movimenti di individui sospetti, ma potrebbe anche violare il diritto alla privacy se non gestito con rigore. La FTC ha recentemente messo in luce i rischi associati alla commercializzazione di dati sensibili, sottolineando la necessità di regolamentare l'accesso e l'utilizzo di tali informazioni. L'approccio di ICE, che combina strumenti di analisi dati con servizi di tracciamento, rappresenta un passo verso un modello di sorveglianza più esteso, che potrebbe influenzare non solo le indagini penali, ma anche la gestione di emergenze e proteste. In un contesto in cui le forze di polizia e le agenzie governative sono sotto pressione per dimostrare l'efficacia nel contrasto della criminalità, l'adozione di tecnologie avanzate potrebbe essere vista come un'arma a doppio taglio. Mentre l'ICE afferma di rispettare i diritti civili, il rischio di abuso rimane un tema dibattuto, specialmente in un momento in cui i diritti individuali sono al centro delle discussioni pubbliche.

L'annuncio di ICE cade in un momento di tensione crescente tra le forze di polizia e i cittadini, in particolare in relazione alle operazioni di controllo degli immigrati. Negli ultimi mesi, proteste in Minneapolis hanno seguito incidenti legati alle attività di ICE e della U.S. Customs and Border Protection (CBP), tra cui l'uccisione di Alex Pretti da parte di un agente CBP durante un tentativo di arresto. L'evento ha acceso dibattiti su come le tecnologie di sorveglianza possano influenzare le relazioni tra le forze dell'ordine e la popolazione. L'uso di strumenti di analisi dati potrebbe quindi non solo rafforzare le capacità investigative, ma anche modificare il modo in cui le autorità interagiscono con i cittadini. Tuttavia, il rischio di un uso improprio di tali strumenti è elevato, soprattutto se non accompagnato da un quadro normativo chiaro e rigoroso. L'incertezza su come i dati raccolti saranno utilizzati e conservati potrebbe alimentare preoccupazioni circa la privacy e il rispetto delle libertà fondamentali. In un contesto in cui la sicurezza pubblica è prioritaria, il bilanciamento tra protezione e diritti individuali diventa sempre più cruciale, con conseguenze che potrebbero estendersi ben al di là delle attività investigative di ICE.

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