11 mar 2026

I Mossos arrestano il proprietario di un salone cinese per aver finanziato Hamas con 600.000 euro

Mossos d'Esquadra arrestano uomo cinese per finanziamento di Hamas tramite criptomobili, 600mila euro. Prima indagine su terrorismo per la polizia catalana.

30 gennaio 2026 | 12:00 | 4 min di lettura
I Mossos arrestano il proprietario di un salone cinese per aver finanziato Hamas con 600.000 euro
Foto: El País

La polizia catalana, i Mossos d'Esquadra, ha arrestato il 27 gennaio scorso un uomo di 38 anni, originario della Cina, proprietario di una peluqueria a L'Hospitalet de Llobregat, accusato di aver finanziato l'organizzazione terroristica Hamas attraverso il trasferimento di criptomobili per un totale di 600.000 euro. L'uomo, che si trova in libertà con accuse, è stato indagato dall'Audiencia Nacional per i reati di finanziamento del terrorismo e contrabbando. La notizia, annunciata venerdì scorso attraverso una nota stampa, segna un passo significativo nella lotta contro il finanziamento illegale di gruppi estremisti, un tema sempre più rilevante nel contesto globale. La polizia ha sottolineato che l'indagine, la prima mai condotta dai Mossos d'Esquadra in materia di finanziamento del terrorismo, ha rivelato un complesso network di trasferimenti finanziari che hanno coinvolto diverse direzioni legate a entità sospette di appartenere a Hamas. Questa operazione ha rivelato come le criptomobili possano essere strumenti potenti per il blanqueo di capitali, un fenomeno che preoccupa le autorità in tutto il mondo.

L'indagine, che ha avuto inizio nel giugno del 2023, è nata da un'operazione di estorsione e blanqueo di capitali, che ha portato i poliziotti a indagare su un investigato che aveva effettuato diversi trasferimenti di criptomobili a indirizzi associati a un'entità sospetta di appartenere a Hamas. I dati raccolti indicano che sono state registrate trenta transazioni, per un importo complessivo di 60,000 euro. Durante i controlli effettuati presso l'abitazione e la peluqueria dell'uomo, i poliziotti hanno trovato 100.000 euro in contanti, gioielli di lusso, 9.000 sigari, dispositivi informatici e due armi. Questi beni, insieme a quelli sequestrati, hanno un valore totale di 370.000 euro, che comprende anche i fondi bloccati nelle conti bancari e in criptomobili. L'Audiencia Nacional ha emesso un'ordinanza per il sequestro di tutti i beni collegati al detenuto, un atto che segna un passo importante nella lotta contro il finanziamento del terrorismo, un tema che ha visto un aumento di attenzione negli ultimi anni, specialmente a causa della crescente diffusione delle criptomobili come strumento di trasferimento di capitali.

La decisione dei Mossos d'Esquadra di indagare su un caso di finanziamento del terrorismo rappresenta un cambiamento significativo nella strategia di intervento della polizia catalana, che ha sempre svolto un ruolo importante nella repressione del crimine organizzato. Questo caso, però, segna un passo avanti nella lotta contro i finanziamenti illegittimi a gruppi estremisti, un tema che ha visto un aumento di attenzione a livello internazionale. L'uso delle criptomobili come strumento di trasferimento di capitali ha reso più complessa la tracciabilità dei flussi finanziari, un problema che le autorità si sono impegnate a risolvere attraverso l'implementazione di nuove tecnologie e collaborazioni internazionali. L'indagine ha rivelato come la combinazione di tecnologie digitali e sistemi di blanqueo possa facilitare il finanziamento di gruppi terroristici, un fenomeno che richiede un'azione coordinata tra i vari paesi.

L'impatto di questa indagine va oltre il caso specifico del detenuto, poiché evidenzia le sfide crescenti nella lotta contro il finanziamento del terrorismo. Le criptomobili, sebbene offrano vantaggi di anonimato, sono sempre più monitorate da autorità internazionali, che cercano di creare meccanismi per tracciare i flussi di denaro. La collaborazione tra le forze di polizia e le istituzioni finanziarie è diventata cruciale per contrastare il blanqueo di capitali, un fenomeno che ha visto un aumento significativo negli ultimi anni. Inoltre, il caso ha sottolineato la necessità di un approccio multilaterale, in cui le autorità locali, nazionali e internazionali si uniscono per combattere il finanziamento illegittimo. La situazione del detenuto, che si trova in libertà con accuse, rappresenta un esempio di come le indagini possano proseguire anche in assenza di un arresto fisico, con l'obiettivo di raccogliere prove sufficienti per procedere con un processo giuridico.

L'indagine, che è ancora in corso e si svolge sotto il segreto delle operazioni, potrebbe portare a ulteriori sviluppi, tra cui l'identificazione di nuovi soggetti coinvolti o l'espansione del network di finanziamento. La polizia ha espresso la sua determinazione a proseguire l'indagine, riconoscendo l'importanza di isolare i finanziatori del terrorismo e di proteggere la sicurezza pubblica. L'attenzione su questa vicenda potrebbe anche portare a un aumento delle misure preventive, come il controllo più rigoroso delle transazioni finanziarie o la collaborazione con enti internazionali per il monitoraggio dei flussi di denaro. Il caso del detenuto, pur essendo isolato, rappresenta un esempio di come il terrorismo possa essere finanziato attraverso strumenti tecnologici, un fenomeno che richiede una risposta coordinata e duratura. La situazione potrebbe anche influenzare le politiche future in materia di sicurezza e contrasto al terrorismo, con l'obiettivo di prevenire ulteriori finanziamenti illegali.

Fonte: El País Articolo originale

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