11 mar 2026

Hezbollah lancia prime armi dal 2024, Israele bombarda Libano

Hezbollah ha lanciato tre missili contro il nord della Palestina nella madrugata di martedì, in risposta all'uccisione del leader supremo iraniano Ali Khamenei da parte di Israele.

02 marzo 2026 | 04:45 | 4 min di lettura
Hezbollah lancia prime armi dal 2024, Israele bombarda Libano
Foto: El País

Hezbollah ha lanciato tre missili contro il nord della Palestina nella madrugata di martedì, in risposta all'uccisione del leader supremo iraniano Ali Khamenei da parte di Israele. L'attacco, avvenuto durante la campagna bellica tra Israele e gli Stati Uniti, segna la ripresa delle ostilità dopo un cessate il fuoco raggiunto nel 2024. Gli artifizi, lanciati da Hezbollah, non hanno causato feriti né danni significativi, poiché uno è stato intercettato e gli altri due sono caduti in zone aperte. La risposta israeliana è stata immediata, con bombardei su diversi punti del Libano, tra cui la capitale Beirut. Il capo dello Stato maggiore israeliano, Eyal Zamir, ha dichiarato che il movimento armato libanese "pagherà un alto prezzo" per aver avviato una "campagna" contro Israele. La situazione rimane incerta, con testimonianze di cittadini che fuggono dai quartieri chiiti per paura di un escalation.

L'attacco ha suscitato preoccupazione internazionale, soprattutto per il rischio di un conflitto regionale che potrebbe coinvolgere nuovi attori. Le Forze Armate israeliane non hanno precisato inizialmente se il raid fosse opera di Hezbollah o di gruppi armati palestinesi nel Libano. Solo successivamente, un mandato di sicurezza israeliano ha attribuito la responsabilità a Hezbollah, che ha confermato l'azione in un comunicato. Secondo il movimento, i missili sono stati lanciati contro un sistema di difesa antimissili a sud di Haifa, in risposta al bombardamento che ha ucciso Khamenei. Hezbollah ha sottolineato che l'azione è stata compiuta "in difesa del Libano e del suo popolo", rifiutando di ritirarsi davanti agli "attacchi ripetuti" israeliani. Il movimento ha definito la sua risposta un "atto legittimo di difesa", sottolineando che Israele non può proseguire la sua "aggressione" senza una "risposta di avvertimento".

La situazione si colloca in un contesto complesso, caratterizzato da una guerra che ha visto Israele e gli Stati Uniti contrapposti a Iran e Hezbollah da circa quindici mesi. Il cessate il fuoco del 2024 aveva interrotto un periodo di tensioni intense, ma la tensione è tornata ad aumentare con l'uccisione di Khamenei. Hezbollah, pur essendo un alleato strategico dell'Iran, ha affrontato pressioni interne e esterne. Israele aveva avvertito il governo libanese che, in caso di escalation, avrebbe bombardato infrastrutture, incluso l'unico aeroporto operativo del Paese. Il presidente libanese, Joseph Aoun, aveva espresso il desiderio di mantenere la neutralità, sottolineando che la scelta di entrare in guerra o mantenere la pace spetta esclusivamente allo Stato libanese. Tuttavia, la situazione si è complicata con l'attacco di Hezbollah, che ha messo in pericolo la stabilità del Paese.

L'escalation potrebbe avere conseguenze significative sia per il Libano che per la regione. Il primo ministro libanese, Nawaf Salam, ha definito l'attacco di Hezbollah un "atto irresponsabile" che minaccia la sicurezza e l'integrità del Paese. Ha rifiutato di permettere al Libano di essere "arraffato in nuove avventure", promettendo di prendere tutte le misure necessarie per proteggere i cittadini. Inoltre, il leader di Hezbollah, Naim Qassem, ha criticato la campagna bellica contro l'Iran da parte degli Stati Uniti e di Israele, definendola "criminale e tirannica", ma ha mantenuto una posizione ambigua su eventuali azioni di difesa nei confronti del suo principale fornitore di armi e finanziamenti. La tensione sembra crescere, con il rischio di un conflitto che potrebbe coinvolgere nuovi attori e mettere a rischio la stabilità regionale.

La prossima settimana sarà cruciale per comprendere le implicazioni di questa escalation. Le reazioni internazionali potrebbero influenzare la capacità di Hezbollah di mantenere la sua posizione, mentre Israele dovrà valutare se aumentare la pressione sul movimento armato. La situazione è ulteriormente complicata dal fatto che il Libano, già fragile per via delle sue divisioni interne, deve affrontare una crisi che potrebbe destabilizzarlo ulteriormente. La comunità internazionale, in particolare l'Onu, dovrà monitorare la situazione per evitare un conflitto che potrebbe avere conseguenze globali. Per il momento, le forze armate israeliane continuano a prepararsi per un possibile scoppio di hostilità, mentre Hezbollah rimane determinato a difendere i propri interessi. La regione sembra essere al bordo di un abisso, con il rischio di un conflitto che potrebbe coinvolgere nuovi attori e mettere a rischio la pace.

Fonte: El País Articolo originale

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