11 mar 2026

Hatim rinnova Poble-sec: Non può essere che molti vengano al barrio solo per dormire

Hatim Azahri, un giovane marocchino di 27 anni, ha trasformato la sua comunità di Poble-sec, un quartiere di Barcellona, in un esempio di innovazione e impegno civile.

22 febbraio 2026 | 05:33 | 5 min di lettura
Hatim rinnova Poble-sec: Non può essere che molti vengano al barrio solo per dormire
Foto: El País

Hatim Azahri, un giovane marocchino di 27 anni, ha trasformato la sua comunità di Poble-sec, un quartiere di Barcellona, in un esempio di innovazione e impegno civile. La sua storia inizia con un episodio drammatico: un controllo poliziesco che ha multato 15 adolescenti per aver saltato il muro di una scuola per giocare a calcio a cinque. Questo evento, ricorda Hatim, è stato la scintilla che ha acceso la sua volontà di cambiare la realtà di un quartiere dove la mancanza di spazi sportivi e di equipaggiamenti ha spinto i giovani a prendere strade pericolose. Dopo essere arrivato a Barcellona con due anni, Poble-sec era il suo mondo, ma con l'età adolescenziale ha iniziato a esplorare il quartiere e a scoprire la mancanza di strutture dedicate ai giovani. Ha trovato luoghi come il Palau Alós, nel Gòtic, e l'Espai Jove La Fontana, a Gràcia, che offrivano attività e supporto, ma ha capito che Poble-sec aveva bisogno di un'azione concreta per rispondere alle esigenze dei suoi abitanti. Questo ha portato alla creazione dell'associazione Joves Units del Poble-Sec, un'iniziativa che ha riconvertito spazi abbandonati in strutture sportive e comunitarie, portando alla vittoria del Premio Princesa de Girona nel 2026.

L'idea di Hatim nasce da una serie di osservazioni e riflessioni su un quartiere che, nonostante la sua posizione strategica, aveva un'infrastruttura insufficiente per i giovani. Nel 2019, quando ha iniziato a cercare supporto per il lavoro, l'istruzione e la salute mentale, ha scoperto che la città non offriva risorse adeguate per i ragazzi tra i 17 e i 29 anni. Questo vuoto ha spinto Hatim e tre amici a organizzare un progetto che coinvolgesse enti locali e amministrazioni pubbliche. Hanno capito che per ottenere servizi di qualità era necessario costituirsi come associazione, un passo che ha richiesto tempo e impegno. La legge prevede risorse per i giovani fino ai 16 anni, ma al compimento dei 17 si interrompe, lasciando un vuoto che Hatim ha deciso di colmare. La sua strategia è stata di trasformare le esigenze del quartiere in proposte concrete, basate su dati e collaborazioni con aziende e enti, per convincere le autorità a investire in spazi pubblici che potessero integrare la comunità.

Poble-sec, un quartiere con circa 7.000 giovani tra i 17 e i 29 anni, ha sempre avuto un'ampia domanda di strutture sportive e culturali, ma la scarsità di risorse ha reso necessaria un'azione decisa. Hatim ha iniziato con la richiesta di un'installazione per l'orientamento professionale, l'istruzione e la psicologia, ma ha subito incontrato resistenze. La soluzione è stata la creazione di un'associazione che potesse presentare progetti concreti e dati solidi. Con il supporto del Centro de Recursos per enti giovanili, hanno elaborato un piano che univa le esigenze del quartiere con le capacità delle amministrazioni. Questo approccio ha permesso di trasformare spazi abbandonati in luoghi di socialità e attività, come i giardini delle Tres Chimeneas, dove è stato realizzato un campo da basket, una zona di calisthenics e tavoli per il pimpong. L'investimento di 380.000 euro ha dato vita a un'area che oggi è utilizzata da famiglie e ragazzi, dimostrando come la collaborazione tra comunità e istituzioni possa produrre risultati significativi.

L'impegno di Hatim si è ampliato nel 2022 con l'acquisizione del Pavelló Italià, un'area municipale inutilizzata di fronte alla Fontana Mágica di Montjuïc. Inizialmente usata solo per eventi sporadici, il quartiere aveva bisogno di un'alternativa per le attività sportive. L'associazione ha lavorato in modo collaborativo con enti locali e organizzazioni sportive per presentare un progetto che richiedesse un investimento di 40.000 euro. Oggi il pabellone funge da centro di allenamento per diverse discipline, offrendo non solo spazi sportivi ma anche attività culturali e sociali. La presenza di volontari come David Russell, un inglese di 59 anni, e Jazz Gab, un giovane arrivato da Sant Andreu, sottolinea come l'iniziativa abbia creato un luogo di integrazione e connessione. Questo modello di autogestione e collaborazione tra enti e comunità ha dato origine a progetti futuri, come il polideportivo previsto nel sito del Pavelló 2 di Fira de Barcelona, con un'implementazione iniziale prevista per il 2026.

La strategia di Hatim si basa su un equilibrio tra ascoltare le esigenze locali e spingere le istituzioni a rispondere. L'esperienza di Poble-sec dimostra che le iniziative di base possono trasformare bisogni dispersi in politiche concrete, sfidando la normalizzazione della disuguaglianza. L'associazione Joves Units ha dimostrato che la collaborazione tra abitanti, enti e amministrazioni può produrre spazi pubblici che non solo soddisfano le esigenze pratiche ma anche sociali. Il successo del Pabelló Italià e dei progetti simili ha aperto la strada a nuove opportunità, con il quartiere che diventa un esempio di come la partecipazione civile e l'impegno collettivo possano riscrivere le regole del vivere in una città. Hatim, con la sua visione di fare politica di quartiere, ha mostrato che anche in un contesto complesso, è possibile trovare soluzioni innovative per migliorare la vita quotidiana.

Fonte: El País Articolo originale

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