11 mar 2026

Gruppo pro-Israel: azione fallisce, tensioni salgono a midterm

La campagna elettorale del New Jersey si è trasformata in un caso emblematico del dibattito interno al Partito Democratico sugli stretti legami con Israele.

07 febbraio 2026 | 00:22 | 6 min di lettura
Gruppo pro-Israel: azione fallisce, tensioni salgono a midterm
Foto: The New York Times

La campagna elettorale del New Jersey si è trasformata in un caso emblematico del dibattito interno al Partito Democratico sugli stretti legami con Israele. L'American Israel Public Affairs Committee (AIPAC), il più potente gruppo di lobby pro-israeliano negli Stati Uniti, ha lanciato una campagna finanziaria massiccia per sostenere il candidato moderato Tom Malinowski, ex deputato democratico che ha sempre espresso sostegno a Israele ma ha espresso dubbi sulle condizioni per l'aiuto militare. La strategia di AIPAC, però, sembra aver prodotto l'effetto contrario. Il gruppo ha speso almeno 2,3 milioni di dollari per contrastare Malinowski, ma l'attacco ha favorito l'ascesa di Analilia Mejia, una progressista che ha dichiarato di credere nel genocidio israeliano in Gaza. La vittoria di Mejia, nonostante il candidato fosse in svantaggio, ha sconvolto le aspettative di AIPAC e ha segnato un momento cruciale nella politica americana. La campagna elettorale è diventata un laboratorio per il dibattito su come il Partito Democratico gestirà il rapporto con Israele, un tema che ha acuito le divisioni interne e ha messo in evidenza le tensioni tra moderati e progressisti. La decisione di AIPAC di usare i suoi mezzi per influenzare il processo ha suscitato critiche da parte di molti democratici, che hanno visto nell'azione una mancanza di strategia e una perdita di fiducia da parte della base del partito.

L'operazione di AIPAC, condotta attraverso il super PAC United Democracy Project, ha coinvolto un investimento iniziale di quasi 96 milioni di dollari, rendendolo uno dei gruppi esterni più finanziariamente potenti negli Stati Uniti. La campagna ha visto la distribuzione di spot pubblicitari negativi che hanno messo in luce le posizioni di Malinowski, ritenute insufficienti per il sostegno a Israele. Tuttavia, il risultato ha dimostrato che questa strategia non ha funzionato come previsto. Mejia, pur non essendo un moderato, è riuscita a guadagnare consensi grazie al suo messaggio radicale, che ha risuonato con una parte della base democratica più progressista. L'attacco di AIPAC ha quindi prodotto un effetto contraddittorio: ha ridotto il vantaggio di Malinowski, ma ha anche rafforzato la posizione di Mejia. Il candidato moderato, che ha sempre dichiarato di non negare nulla a Israele per la sua difesa, è stato visto come un "debole" da AIPAC, ma il risultato ha dimostrato che il partito sta perdendo il controllo su come i suoi membri si posizionano rispetto a Israele. La campagna ha anche rivelato una divisione interna al Partito Democratico, con gruppi come Third Way che hanno criticato la mancanza di coerenza delle azioni di AIPAC.

Il contesto politico e sociale che ha portato a questa situazione è legato a una trasformazione del rapporto tra il Partito Democratico e Israele negli ultimi anni. Negli anni precedenti, AIPAC era considerato un alleato strategico per il partito, ma il conflitto in Gaza ha radicalizzato le posizioni di molti elettori. La campagna elettorale del New Jersey è diventata un laboratorio per il dibattito su come il partito gestirà il tema del sostegno a Israele. Mentre molti democratici continuano a sostenere i finanziamenti e l'aiuto militare, una parte della base ha iniziato a esprimere preoccupazioni per le azioni israeliane in Gaza. Questo spostamento ha portato a una maggiore visibilità per i candidati progressisti che criticano Israele, come Mejia, e ha messo in evidenza la decrescita dell'influenza di AIPAC all'interno del partito. La decisione di AIPAC di investire in una campagna così aggressiva contro un candidato moderato ha quindi rivelato una mancanza di comprensione delle dinamiche interne al Partito Democratico, che oggi è diviso tra chi ritiene necessario mantenere i rapporti con Israele e chi chiede una revisione del sostegno.

Le implicazioni di questa situazione sono profonde e potrebbero influenzare il futuro del Partito Democratico e della politica americana. La scelta di AIPAC di usare i suoi mezzi per sostenere un candidato moderato ha dimostrato che il gruppo non riesce a comprendere le evoluzioni delle opinioni pubbliche e della base democratica. La campagna ha inoltre rivelato una divisione tra i gruppi di pressione e i candidati, con alcuni che hanno reagito con critica alle azioni di AIPAC. La vittoria di Mejia, pur non essendo un candidato di partito, ha segnato un cambiamento significativo nella politica del New Jersey e ha messo in luce la crescente importanza dei candidati progressisti che si posizionano in modo radicale rispetto a Israele. Questo dibattito potrebbe estendersi ad altre competizioni elettorali, come quelle in California e in Michigan, dove il sostegno a Israele è diventato un tema chiave. La decisione di AIPAC di concentrare le sue risorse su una campagna così aggressiva ha quindi rivelato una strategia inadatta al contesto attuale, con conseguenze potenzialmente molto serie per il gruppo e per il Partito Democratico.

La situazione del New Jersey è un preludio di un dibattito più ampio che coinvolge il Partito Democratico e la politica americana. Il conflitto in Gaza ha reso evidente le divisioni tra chi ritiene necessario mantenere i rapporti con Israele e chi chiede un revisione del sostegno. Mentre molti democratici continuano a sostenere i finanziamenti e l'aiuto militare, una parte della base ha iniziato a esprimere preoccupazioni per le azioni israeliane in Gaza. Questo spostamento ha portato a una maggiore visibilità per i candidati progressisti che criticano Israele, come Mejia, e ha messo in evidenza la decrescita dell'influenza di AIPAC all'interno del partito. La scelta di AIPAC di usare i suoi mezzi per sostenere un candidato moderato ha quindi rivelato una mancanza di comprensione delle dinamiche interne al Partito Democratico, che oggi è diviso tra chi ritiene necessario mantenere i rapporti con Israele e chi chiede una revisione del sostegno. La vittoria di Mejia, pur non essendo un candidato di partito, ha segnato un cambiamento significativo nella politica del New Jersey e ha messo in luce la crescente importanza dei candidati progressisti che si posizionano in modo radicale rispetto a Israele. Questo dibattito potrebbe estendersi ad altre competizioni elettorali, come quelle in California e in Michigan, dove il sostegno a Israele è diventato un tema chiave. La decisione di AIPAC di concentrare le sue risorse su una campagna così aggressiva ha quindi rivelato una strategia inadatta al contesto attuale, con conseguenze potenzialmente molto serie per il gruppo e per il Partito Democratico.

Fonte: The New York Times Articolo originale

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