11 mar 2026

Grammarly offre recensioni esperte da AI di autori preferiti, vivi o morti

Un'innovazione tecnologica che sta scardinando le frontiere tra creatività e meccanica ha sconvolto il mondo della scrittura e della formazione.

05 marzo 2026 | 02:48 | 5 min di lettura
Grammarly offre recensioni esperte da AI di autori preferiti, vivi o morti
Foto: Wired

Un'innovazione tecnologica che sta scardinando le frontiere tra creatività e meccanica ha sconvolto il mondo della scrittura e della formazione. La società statunitense Superhuman, ex Grammarly, ha introdotto un'opzione di revisione esperta che simula il feedback di scrittori e accademici illustri, alcuni dei quali sono morti da decenni, senza alcun permesso né collaborazione da parte loro. Questa funzione, annunciata nel mese di ottobre, permette agli utenti di ricevere critiche da figure come Stephen King, Neil deGrasse Tyson, William Zinsser e Carl Sagan, con un'aura di autorità che potrebbe sembrare quasi reale. La notizia ha suscitato reazioni contrastanti, poiché mescola innovazione tecnologica con questioni etiche e legali, sollevando dubbi su come il software possa sfruttare il lavoro di personaggi storici senza il loro consenso. L'idea stessa di un'AI che si fa passare per un maestro o un esperto non solo sfida la nozione di proprietà intellettuale, ma anche la dignità di chi ha contribuito a costruire il patrimonio culturale.

L'aggiornamento di Superhuman rappresenta un passo fondamentale nella trasformazione di Grammarly da semplice strumento di correzione grammaticale a un ecosistema complesso di AI. Il prodotto, ora riconosciuto come Superhuman, include una serie di funzionalità che vanno ben oltre la revisione automatica. Tra queste, un chatbot in grado di rispondere a domande specifiche mentre si compone un testo, un "paraphraser" che suggerisce modifiche di stile, un "humanizer" che riscrive il contenuto in base a un'identità predefinita, un grader AI che previene il punteggio di un documento come lavoro universitario, e strumenti per identificare e modificare frasi generate da modelli linguistici. La novità più insidiosa, però, è l'opzione "expert review", che non solo sfrutta dati di lavoro di figure reali ma li utilizza per creare agenti AI in grado di simulare il feedback di esperti. Questa funzione, sebbene presentata come un'assistente virtuale, suscita preoccupazioni, poiché potrebbe portare a un'exploitation del lavoro di persone viventi e morte senza alcun controllo. La dissonanza tra la promessa di un aiuto professionale e la realtà di un sistema basato su dati estratti senza autorizzazione è il cuore del dibattito.

L'evoluzione di Grammarly non è un fenomeno isolato, ma parte di un trend più ampio che vede l'AI infiltrarsi in settori che una volta erano dominati da figure umane. Da anni, la società ha ampliato le sue capacità, passando da un semplice corrector a un'assistente digitale in grado di interagire con gli utenti in tempo reale. La riconversione in Superhuman, annunciata dal CEO Shishir Mehrotra, mira a riflettere questa trasformazione, sottolineando che il progresso tecnologico diventa sempre più ordinario, ma dietro di esso si nasconde un'innovazione straordinaria. Tuttavia, questa espansione non è senza conseguenze. Il modello di business che si basa sull'uso di dati di proprietà di terzi, senza alcun diritto di autorizzazione, solleva domande legali e etiche. Molti accademici, in particolare, si sono lamentati dell'idea che la loro opera possa essere utilizzata per alimentare algoritmi senza alcun controllo. La questione non riguarda solo la proprietà intellettuale, ma anche il rispetto per la figura umana, che viene ridotta a un insieme di dati disponibili per chiunque.

L'implicazione più profonda di questa tecnologia risiede nel potenziale di distorsione del ruolo dell'istruzione e della creatività. Se gli studenti possono ricevere feedback da figure illustri senza alcun contatto reale, la loro capacità di pensare criticamente potrebbe essere compromessa. L'uso di AI per simulare la supervisione di esperti potrebbe anche normalizzare comportamenti che, in passato, erano considerati etici. La scrittrice Vanessa Heggie, ad esempio, ha accusato Superhuman di "creare piccoli LLM" basati su opere di scrittori viventi e morti, sfruttando il loro nome e la loro reputazione. Questo fenomeno non solo mette in discussione la proprietà intellettuale, ma anche la dignità di chi ha contribuito a un patrimonio culturale. Allo stesso tempo, la tecnologia potrebbe essere vista come un'opportunità per ampliare l'accesso a conoscenze e competenze, ma solo se gestita con trasparenza e rispetto. L'equilibrio tra innovazione e etica è cruciale per evitare che l'AI diventi un strumento di sfruttamento piuttosto che un mezzo di crescita personale.

La strada futura di questa tecnologia dipende da come la società riuscirà a gestire i conflitti tra progresso e diritti. Sebbene l'AI possa offrire vantaggi, come la personalizzazione del feedback o la semplificazione di compiti complessi, il rischio di ridurre la creatività a un prodotto standardizzato rimane. Gli accademici e gli esperti di settore continuano a sollevare preoccupazioni, poiché la tecnologia potrebbe indebolire la cultura umanistica e ridurre la figura del maestro a una semplice risorsa. Tuttavia, la sfida non è solo etica, ma anche tecnologica: come garantire che le AI non siano utilizzate in modo improprio, mentre al contempo offrono supporto reale. L'evoluzione di strumenti come Superhuman potrebbe segnare un passo importante verso un futuro in cui la scrittura e l'istruzione sono mediate da algoritmi, ma solo se accompagnate da un'attenta riflessione su come il loro impatto sia misurabile e sostenibile. La questione non è solo tecnica, ma anche filosofica: cosa significa essere un creatore in un mondo dominato da intelligenze artificiali?

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