11 mar 2026

Governo e sindacati rafforzano prevenzione rischi lavoro in Spagna senza patronal

Il governo spagnolo e i sindacati hanno raggiunto un accordo per riformare la sicurezza sul lavoro, introducendo norme su genere e salute psicosociale. L'iniziativa, tramite decreti, mira a ridurre decessi ma non coinvolge imprese, suscitando critiche.

31 gennaio 2026 | 06:10 | 5 min di lettura
Governo e sindacati rafforzano prevenzione rischi lavoro in Spagna senza patronal
Foto: El País

Dopo due anni di negoziazioni, il Ministerio de Trabajo spagnolo ha raggiunto un accordo con i sindacati CC OO e UGT per riformare la normativa sulla prevenzione dei rischi laborali, un accordo che non coinvolge le associazioni imprenditoriali CEOE e Cepyme. La firma del documento, prevista per il 10 febbraio, segna un passo significativo nel tentativo di ridurre il numero di decessi sul lavoro, un tema che preoccupa fortemente le organizzazioni sindacali. La notizia è stata annunciata da fonti ufficiali del governo e confermata dai sindacati stessi, che hanno dato il loro approvazione al testo dopo un lungo processo di negoziati. L'accordo, frutto di numerose riunioni e colloqui tra le parti, mira a rafforzare le misure di sicurezza e a introdurre nuove norme che tengono conto di fattori come il genere e la salute psicosociale dei lavoratori. La decisione del governo di procedere con questa riforma, anche se non coinvolge le imprese, rappresenta un'importante mossa per affrontare una situazione critica nel settore del lavoro.

L'accordo, che prevede l'approvazione di nuove norme attraverso decreti piuttosto che leggi, è stato pensato come una strategia simile a quella utilizzata per la riduzione della durata della giornata di lavoro. Anche se l'idea di ridurre il tempo di lavoro da 40 a 37,5 ore non è riuscita a superare il Parlamento, il governo ha optato per un approccio diverso, che permette di implementare misure urgenti senza attendere un'espressione del Congresso. Questo metodo, però, non è privo di critiche: le organizzazioni sindacali temono che la mancanza di un confronto diretto con le imprese possa portare a soluzioni parziali e insufficienti. Inoltre, il governo ha deciso di presentare entrambi l'anteproyecto di legge e i decreti al Consiglio dei Ministri nei prossimi mesi, un passo che potrebbe complicare il processo legislativo. Il presidente del governo, Pedro Sánchez, ha espresso il desiderio di accelerare l'approvazione di queste misure, che non richiedono l'approvazione del Parlamento.

Il contesto della riforma si colloca in un quadro di crescenti preoccupazioni per la sicurezza sul lavoro. Dati recenti rivelano che nel 2023 sono morte 686 persone sul lavoro, un numero che, pur essendo in calo rispetto al 2022 (741 decessi), segna un aumento significativo in alcuni settori. La costruzione, ad esempio, ha visto un incremento del 22% dei decessi rispetto al 2022, con 156 morti registrati. Le imprese stesse hanno riconosciuto che in un terzo degli incidenti laborali non era stata effettuata un'adeguata valutazione dei rischi. Questo scenario ha spinto le organizzazioni sindacali a richiedere misure più rigorose, che si traducono in un accordo che mira a migliorare il sistema di valutazione dei rischi. Il testo approvato introduce nuove linee guida che obbligano le aziende a considerare fattori come il genere, le caratteristiche fisiche dei lavoratori e le condizioni psicosociali del lavoro. Queste misure rappresentano un tentativo di affrontare le problematiche più complesse legate alla sicurezza sul lavoro.

L'analisi delle implicazioni di questa riforma evidenzia un cambio di paradigma nel modo in cui viene affrontata la prevenzione dei rischi. Le nuove norme prevedono, ad esempio, che le aziende con almeno 300 dipendenti debbano istituire un servizio di prevenzione interno, un passo che riduce il numero di aziende che possono affidarsi a servizi esterni. Inoltre, la proposta include la creazione di un ruolo di "interlocutore" all'interno delle aziende, un dipendente che agirà da ponte tra l'azienda e i servizi esterni di prevenzione, specialmente in quelle che non hanno la capacità di gestire autonomamente queste attività. Questi cambiamenti mirano a ridurre la dipendenza da servizi esterni sovraccarichi e a migliorare la supervisione sul campo. Il governo si è anche impegnato a rivedere le procedure per l'accreditamento delle entità che gestiscono la prevenzione, un aspetto che potrebbe influenzare la qualità e l'efficacia delle misure adottate. Queste modifiche rappresentano un passo importante verso un sistema più strutturato e responsabile nella gestione dei rischi sul lavoro.

La chiusura del discorso si concentra sulle prospettive future e sulle sfide che il governo dovrà affrontare nel processo legislativo. L'anteproyecto di legge, se approvato, potrebbe introdurre nuove figure come gli agenti territoriali di prevenzione, persone designate da sindacati e imprese per monitorare i rischi in aziende con meno di dieci dipendenti. Questa figura, già in uso in alcune regioni autonome come Asturias, Navarra e La Rioja, potrebbe essere estesa a livello nazionale, ma il successo dipenderà dall'approvazione del Parlamento. Tuttavia, l'opposizione da parte di partiti come il PP e Vox potrebbe ostacolare l'approvazione. Questi partiti, che hanno già espresso il loro rifiuto per misure simili, potrebbero votare contro l'anteproyecto, riducendo le possibilità di un'implementazione efficace. Il governo dovrà quindi trovare un equilibrio tra le esigenze dei sindacati e la resistenza delle imprese, un processo che potrebbe richiedere ulteriori negoziati e adattamenti. La riforma, se riuscita, potrebbe rappresentare un importante passo avanti nella protezione dei lavoratori, ma il suo successo dipenderà da una collaborazione più stretta tra tutte le parti coinvolte.

Fonte: El País Articolo originale

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