11 mar 2026

Goodtimes quartetto jazz

Il quartetto Goodtimes Jazz Quartet presenta un concerto a Roma tra fine maggio e inizio giugno, unendo brani del great songbook a originali, in un'atmosfera che celebra il jazz e lo swing. La serata si chiude con una jam session aperta a tutti, promuovendo collaborazione e innovazione.

02 febbraio 2026 | 11:23 | 5 min di lettura
Goodtimes quartetto jazz
Foto: RomaToday

Il quartetto Goodtimes Jazz Quartet, formato da Clara Bontempi al piano, Giorgio Guarini all'alto sax, Fabrizio Montemarano al contrabbasso e Lucio Turco alla batteria, presenta un concerto che si svolgerà nel cuore della capitale, probabilmente all'interno di un'importante sala da concerto romana. L'evento, che si terrà in un'incerta data ma tra la fine del mese di maggio e l'inizio di giugno, raccoglierà una vasta platea di appassionati del jazz e del swing. Il quartetto, noto per il suo sound caldo e coinvolgente, proporrà un repertorio che unisce brani del great songbook con arrangiamenti originali. L'obiettivo è coinvolgere il pubblico con una performance che mescola tradizione e innovazione, mantenendo un'atmosfera raffinata e intima. L'evento sarà un'occasione per celebrare la storia del jazz e la sua evoluzione, grazie a una selezione di brani che spazia tra le opere di autori iconici e le tracce della grande orchestralità degli anni d'oro dello swing. La serata si chiuderà con una jam session aperta a tutti i musicisti, creando un'atmosfera di collaborazione e spontaneità. Questa iniziativa rientra nel progetto più ampio del quartetto, che mira a promuovere il jazz contemporaneo attraverso una pratica acustica e tradizionale.

Il quartetto Goodtimes Jazz Quartet si distingue per la sua capacità di reinterpretare brani iconici del jazz, rielaborandoli in modo originale per adattarli al suo specifico stile. Il repertorio include brani di autori come Cole Porter, Frank Foster, Harry Warren e John Lewis, ma si arricchisce anche con tracce del repertorio tipico delle grandi orchestre, come quelle di Count Basie, Duke Ellington, Glenn Miller e Benny Goodman. Questi brani, eseguiti nell'era d'oro dello swing, rappresentano un ponte tra il passato e il presente, permettendo al quartetto di creare un'atmosfera che richiama le atmosfere degli anni '30 e '40. L'arrangiamento dei brani è stato curato con attenzione per sottolineare le caratteristiche del quartetto, che si basa su un'interazione tra i musicisti che privilegia la spontaneità e l'improvvisazione. La scelta di riproporre brani del great songbook non solo celebra la tradizione, ma anche la capacità del quartetto di rendere contemporanei i testi e le melodie. L'approccio del gruppo è quindi un equilibrio tra fedeltà al repertorio e innovazione nella sua interpretazione, un aspetto che ha contribuito al successo del quartetto nel panorama jazzistico italiano.

Il quartetto è guidato da Clara Bontempi, pianista riconosciuta per la sua abilità e la sua sensibilità musicale. La sua leadership è fondamentale per mantenere un'atmosfera di coesione e creatività all'interno del gruppo. Giorgio Guarini, al sax alto, è un nome noto al pubblico romano, grazie alle sue collaborazioni in diverse formazioni, tra cui il Pentalfa Club, dove ha suonato sia in grandi organici che in piccoli ensemble. La sua versatilità lo ha reso un elemento chiave del panorama jazzistico della capitale. Fabrizio Montemarano, al contrabbasso, è riconosciuto per la precisione ritmica e per un sound potente che si distingue per la sua capacità di sostenere l'armonia senza sovraccaricare la traccia. Il suo contributo è essenziale per il ritmo e la struttura del quartetto. Lucio Turco, batterista storico del jazz romano, ha fatto parte della scena musicale della città da oltre quarant'anni. La sua esperienza e la sua capacità di adattarsi a diversi stili hanno reso il quartetto un'entità unica, in grado di spaziare tra generi senza perdere la sua identità. La combinazione di questi musicisti crea un'atmosfera di professionalità e passione, che si traduce in un'esperienza unica per il pubblico.

Il contesto in cui si inserisce il quartetto è legato alla ricchezza della scena jazzistica romana, un'area che ha ospitato tanti artisti e ha contribuito a mantenere viva la tradizione del jazz. La capitale è un punto di riferimento per la musica d'origine, con una lunga storia di collaborazioni tra musicisti che hanno dato forma al jazz italiano. Il quartetto Goodtimes Jazz Quartet rappresenta un esempio di come la tradizione possa essere rinnovata attraverso l'impegno di artisti che non si limitano a riproporre brani vecchi, ma li rielaborano con una visione contemporanea. Questo approccio è stato possibile grazie a una serie di collaborazioni e scambi culturali che hanno arricchito la formazione del gruppo. La presenza di Lucio Turco, che ha lavorato con nomi illustri come Massimo Urbani e Irio De Paula, ha contribuito a creare un legame tra il passato e il presente. La scelta di includere brani del grande swing, un periodo cruciale per lo sviluppo del jazz, riflette un'attenzione al contesto storico e alla sua influenza sullo sviluppo della musica. Questo mix di tradizione e modernità rende il quartetto un esempio di come il jazz possa evolversi senza perdere la sua essenza.

L'impatto del concerto e della serata di jam session è destinato a essere significativo, non solo per il pubblico presente, ma anche per la comunità jazzistica romana. L'evento rappresenta un'occasione per celebrare la musica di qualità e per promuovere un'arte che si basa sulla collaborazione e sulla creatività. La jam session, aperta a tutti i musicisti, si prefigge l'obiettivo di creare un'atmosfera di condivisione e di spontaneità, un elemento chiave del jazz. Questo tipo di iniziativa aiuta a mantenere viva la tradizione, ma anche a stimolare nuove forme di espressione. Il quartetto, con la sua capacità di unire diversi stili e generazioni, rappresenta un modello per futuri progetti che mirano a rinnovare la scena jazzistica. L'evento non solo contribuisce al panorama culturale romano, ma anche a rafforzare la posizione del jazz come forma d'arte viva e dinamica. La partecipazione del pubblico e la collaborazione tra musicisti saranno fondamentali per creare un'esperienza unica, che si spera possa diventare un punto di riferimento per la musica italiana. La serata si preannuncia quindi come un momento importante per il jazz, un'occasione per riconoscere il valore della tradizione e la sua capacità di adattarsi al presente.

Fonte: RomaToday Articolo originale

Condividi l'articolo

Articoli Correlati

Resta Informato

Iscriviti alla newsletter di Fattuale per ricevere le notizie più importanti direttamente nella tua casella email.

📧 Niente spam · 🔒 Privacy garantita · 🚫 Cancellati quando vuoi

🍪

Questo sito utilizza i cookie

Utilizziamo cookie tecnici necessari e, con il tuo consenso, cookie analitici per migliorare la tua esperienza. Puoi accettare tutti i cookie, rifiutare quelli non essenziali o personalizzare le tue preferenze. Scopri di più

Preferenze Cookie

Cookie Tecnici

Sempre attivi

Essenziali per il funzionamento del sito. Includono cookie di sessione, preferenze di tema e sicurezza CSRF.

Cookie Analitici

Ci aiutano a capire come i visitatori interagiscono con il sito, raccogliendo informazioni in forma anonima (es. Google Analytics).

Cookie di Marketing

Utilizzati per mostrare annunci pubblicitari pertinenti ai tuoi interessi su questo sito e su altri siti web.

Grazie per l'iscrizione!

Controlla la tua email per confermare.

📧 Niente spam · 🔒 Privacy garantita · 🚫 Cancellati quando vuoi