11 mar 2026

Giuria californiana condanna ex ingegnere Google per furto di segreti sull'IA

Un cittadino cinese, Linwei Ding, ex ingegnere software per Google a San Francisco, è stato condannato giovedì per aver rubato tecnologie di intelligenza artificiale (AI) da Google per aiutare a creare un'azienda di startup a Pechino.

30 gennaio 2026 | 07:00 | 4 min di lettura
Giuria californiana condanna ex ingegnere Google per furto di segreti sull'IA
Foto: The New York Times

Un cittadino cinese, Linwei Ding, ex ingegnere software per Google a San Francisco, è stato condannato giovedì per aver rubato tecnologie di intelligenza artificiale (AI) da Google per aiutare a creare un'azienda di startup a Pechino. Un giurato di dodici persone ha emesso un verdetto nel tribunale federale di San Francisco, riconoscendo l'uomo colpevole di sette conti di furto di segreti commerciali e sette conti di spionaggio economico. La sentenza è arrivata dopo un'udienza di undici giorni, durante la quale è stata presentata una vasta quantità di prove. Ding, che era parte di un team che aveva progettato e gestito il sistema dati del supercomputer AI di Google, potrebbe ora affrontare fino a dieci anni di carcere per ciascun conto di furto di segreti commerciali e fino a quindici anni per ciascun conto di spionaggio economico. Questo caso si inserisce in un contesto di crescente tensione tra Stati Uniti e Cina per il controllo delle tecnologie emergenti, un tema che ha visto un incremento di accuse nei confronti di cittadini cinesi negli ultimi anni.

L'udienza si è svolta nel tribunale distrettuale degli Stati Uniti per il Nord della California, dove le autorità hanno presentato prove dettagliate per dimostrare l'ingegnoso piano di Ding. Secondo le evidenze, l'uomo ha sottratto oltre 2000 pagine di informazioni riservate da Google nel 2022 e 23, scaricandole da una rete aziendale e caricandole su un account personale su Google Cloud. Successivamente, ha utilizzato queste informazioni per presentare un piano di finanziamento a investitori, promettendo di sviluppare un supercomputer AI basato sulle tecnologie rubate. Durante il processo, è emerso che Ding aveva anche partecipato a un programma cinese denominato "Piano Talent" a Shanghai, un'iniziativa governativa volta a attrarre esperti stranieri per supportare l'industria tecnologica cinese. Nella sua domanda di partecipazione, l'uomo ha dichiarato di voler "aiutare la Cina a sviluppare infrastrutture di potere computazionale a livello internazionale".

Il caso di Ding è parte di una serie di accuse recenti rivolte a cittadini cinesi negli Stati Uniti, in un contesto di crescente tensione geopolitica. Le autorità americane hanno già portato avanti due casi separati riguardanti ex ingegneri di Apple, uno per il furto di dati e un altro per il furto di segreti legati al programma di auto guidate della società. Questi episodi riflettono una strategia volta a proteggere gli interessi tecnologici statunitensi in un'epoca in cui il confronto tra i due paesi si è intensificato. La decisione del giurato ha rafforzato la posizione degli Stati Uniti nel contrastare la competizione globale per le tecnologie emergenti, un settore cruciale per l'economia e la sicurezza nazionale.

L'evento ha suscitato reazioni significative da parte di enti governativi e aziende tecnologiche. L'ufficio degli avvocati degli Stati Uniti ha espresso soddisfazione per il verdetto, sottolineando che il sistema giudiziario americano protegge i diritti delle aziende da attività illecite. Craig H. Missakian, procuratore degli Stati Uniti, ha dichiarato che il verdetto invia un messaggio chiaro: "il furto di questa tecnologia di valore non passerà inosservato". Allo stesso tempo, Lee-Anne Mulholland, vicepresidente per gli affari regolatori di Google, ha espresso gratitudine per la giustizia servita. Questo caso ha anche rafforzato la posizione di Google come azienda leader nella difesa delle proprie proprietà intellettuale, un aspetto cruciale in un settore dove le innovazioni possono determinare il successo o il fallimento.

Il verdetto ha conseguenze ampie, sia per il settore tecnologico che per le relazioni internazionali. L'incarcerazione di Ding potrebbe diventare un precedente per future accuse simili, rafforzando il ruolo delle autorità statunitensi nel contrastare il furto di segreti industriali. Tuttavia, il caso solleva anche questioni complesse riguardo all'equilibrio tra innovazione e sicurezza. Mentre gli Stati Uniti cercano di proteggere le proprie tecnologie, la Cina continua a investire in politiche per attrarre talenti e sviluppare competenze. Queste dinamiche potrebbero influenzare il futuro del mercato tecnologico globale, con impatti su collaborazioni internazionali e su nuovi modelli di concorrenza. La sentenza di Ding non solo rappresenta un momento cruciale per il settore, ma anche una testimonianza delle sfide legate alla protezione delle conoscenze in un'era di rapidi cambiamenti tecnologici e geopolitici.

Fonte: The New York Times Articolo originale

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