11 mar 2026

Giunta approva progetto demolizione sottopassi, 1 milione di euro

Roma ha dato il via al processo definitivo per la chiusura di sei sottopassi, una decisione che segna un passo decisivo verso la bonifica di aree critiche della città.

21 febbraio 2026 | 17:10 | 5 min di lettura
Giunta approva progetto demolizione sottopassi, 1 milione di euro
Foto: RomaToday

Roma ha dato il via al processo definitivo per la chiusura di sei sottopassi, una decisione che segna un passo decisivo verso la bonifica di aree critiche della città. L'approvazione del progetto di fattibilità tecnica ed economica, firmato dall'assessorato ai Lavori Pubblici e presentato a novembre 2024, ha ottenuto il via libera nella giunta comunale, aprendo la strada a un finanziamento di 900 mila euro per l'esecuzione dei lavori. I sottopassi interessati si trovano in cinque municipi diversi, tra cui il VII, il I, il IV, l'VIII e il II, e rappresentano un'azione di contrasto a un problema cronico: la trasformazione di questi spazi in luoghi di pericolo, abbandono e abuso. L'obiettivo dichiarato è la rimozione delle cause di degrado e rischio, in un contesto in cui i sottopassi non sono più utilizzati da pedoni ma diventati rifugi per senza dimora e, in alcuni casi, luoghi di attività illecite. La decisione è frutto di un'analisi approfondita delle condizioni delle strutture, che hanno subito danni strutturali e una mancanza di manutenzione che ne ha compromesso la funzionalità. Questo passo rappresenta un'azione concreta per rivedere la governance degli spazi pubblici e migliorare la sicurezza urbana.

L'approvazione del progetto segna una svolta dopo anni di dibattito su come gestire i sottopassi. A partire dal 2023, la città ha cercato di trovare un equilibrio tra la chiusura di alcuni punti e la riqualificazione di altri, ma le scelte si sono rivelate complesse. Sono emersi due posizioni contrapposte: da un lato, chi sostiene che i sottopassi possano diventare spazi sicuri e culturali grazie all'apertura di esercizi commerciali di taglio culturale, dall'altro chi ritiene che la chiusura sia inevitabile per ridurre i rischi. Questo contrasto si è accentuato nel 2024, quando due episodi drammatici hanno acceso il dibattito. A settembre di quell'anno, una donna è stata rapinata e violentata in un sottopasso di piazza della Croce Rossa, mentre nove anni prima, a Porta Pia, un cadavere era stato trovato in un sottovia Ignazio Guidi, vittima di un'aggressione violenta. Questi fatti hanno reso evidente l'urgenza di interventi radicali. L'assessorato ai Lavori Pubblici ha quindi deciso di chiudere definitivamente alcuni sottopassi, individuando quelli che non possono essere ristrutturati a costi sostenibili, come quelli di via Acireale, via Piave e via Campania angolo via Marche. La scelta non è casuale, ma il risultato di un'analisi che ha valutato la sicurezza, la funzionalità e l'impatto sociale delle strutture.

Il contesto storico e sociale del problema dei sottopassi è fondamentale per comprendere la decisione comunale. Negli anni Sessanta, Roma ha visto l'espansione della rete viaria, con l'introduzione di sottopassi come strumento per separare pedoni da veicoli, in linea con le politiche urbanistiche dell'epoca. Tuttavia, con il passare del tempo, il modello ha subito un'evoluzione: gli spazi sotterranei, una volta utilizzati come vie di transito, si sono trasformati in aree marginali, abbandonate e spesso inospitali. L'abbandono ha creato un ambiente favorevole a fenomeni di degrado, con l'incremento di attività illegali e il proliferare di accampamenti di senza dimora. Questa situazione ha avuto un impatto particolare su gruppi vulnerabili, come donne e minori, che spesso si sentono esposti a rischi fisici e psicologici. La chiusura dei sottopassi rappresenta quindi un intervento di carattere strutturale, mirato a ridurre il numero di luoghi ad alto rischio e a riconvertire gli spazi in modo più sicuro. La scelta di chiudere alcuni sottopassi non è solo un atto di gestione delle emergenze, ma anche una riconsiderazione del ruolo che queste strutture dovrebbero svolgere nel tessuto urbano.

L'analisi delle implicazioni della decisione comunale rivela un quadro complesso di sfide e opportunità. La chiusura di sei sottopassi implica un investimento significativo, con un finanziamento di 900 mila euro che sarà coperto da mutui e prestiti. La Ragioneria Generale ha già approvato la concessione di 100 mila euro per incarichi di professionalità esterne, con il resto da gestire su annualità successive. Questo piano finanziario mostra l'impegno dell'amministrazione a mettere in atto un progetto lungimirante, ma anche la necessità di valutare l'efficacia dei risultati. La chiusura di alcuni sottopassi potrebbe ridurre il rischio per la popolazione, ma non risolve il problema di come gestire gli spazi abbandonati. L'alternativa di riqualificare i sottopassi, come suggerito da parte di alcuni esponenti della maggioranza, richiede una visione diversa: non solo la chiusura, ma un'idea di riconversione degli spazi in luoghi accessibili e sicuri. Tuttavia, la decisione di chiudere definitivamente alcuni sottopassi è una scelta di pragmatismo, basata su dati tecnici e una valutazione dei costi. Questo approccio potrebbe servire come modello per altre città che affrontano lo stesso problema, mostrando che l'abbandono di spazi urbani non è inevitabile, ma può essere superato con una gestione attenta e strutturata.

La chiusura dei sottopassi segna un cambiamento nella politica urbana romana, ma lascia aperte numerose questioni. Il prossimo passo sarà la pubblicazione del bando per la gara d'appalto, che permetterà di individuare i fornitori di servizi per l'esecuzione dei lavori. Tuttavia, la decisione non deve essere vista come un'azione conclusiva, ma come un primo passo in una strategia più ampia. L'amministrazione dovrà affrontare il problema della gestione degli spazi abbandonati, trovando soluzioni che non solo riducano i rischi, ma anche migliorino la qualità della vita dei cittadini. La discussione sul ruolo dei sottopassi continuerà, con l'interesse di enti locali, associazioni e cittadini che chiedono un'azione più proattiva. La chiusura di alcuni sottopassi potrebbe diventare un punto di riferimento per altre città, ma il dibattito su come gestire gli spazi urbani rimarrà un tema centrale. La decisione di Roma rappresenta un'azione concreta, ma anche un invito a riflettere su come la città possa evolversi, riducendo le aree critiche e creando un ambiente più sicuro per tutti.

Fonte: RomaToday Articolo originale

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