Giudice federale blocca fine del TPS per haitiani
Un giudice federale ha bloccato, in via temporanea, l'azione del governo degli Stati Uniti per revocare la protezione temporanea (T. P. S.) per oltre 350 mila cittadini haitiani, che da anni vivono e lavorano nel Paese.
Un giudice federale ha bloccato, in via temporanea, l'azione del governo degli Stati Uniti per revocare la protezione temporanea (T. P. S.) per oltre 350 mila cittadini haitiani, che da anni vivono e lavorano nel Paese. La decisione, emessa nella mattinata di lunedì da un tribunale distrettuale di Washington, ha fermato la revoca del programma, che il governo aveva intenzione di effettuare il 3 febbraio. La causa, presentata da un gruppo di haitiani e di organizzazioni di diritti umani, ha visto il giudice Ana C. Reyes rifiutare la richiesta del ministero dell'Interno di archiviare il caso, concedendo agli haitiani il tempo necessario per proseguire le procedure legali. La sentenza, estesa su 83 pagine, ha sottolineato gravi mancanze nella giustificazione della decisione del governo, mettendo in discussione l'effettiva legalità del provvedimento.
La sentenza del giudice Reyes ha messo in luce come la segretaria del ministero dell'Interno, Kristi Noem, non abbia avuto il potere legale di revocare il T. P. S. per gli haitiani, poiché la legge richiede un'analisi approfondita delle condizioni in Haiti e degli effetti economici della revoca. La giudice ha criticato l'argomentazione del governo, che aveva sostenuto che il mantenimento del T. P. S. non fosse nel interesse nazionale. Secondo la sentenza, la segretaria ha ignorato l'importanza economica degli haitiani, i cui contributi al mercato del lavoro e alle tasse sono stimati in miliardi di dollari. Inoltre, la giudice ha sottolineato come il governo non abbia condotto un'analisi completa sull'incapacità di Haiti di accogliere i propri cittadini, nonostante le dichiarazioni di alti funzionari, tra cui il segretario di Stato Marco Rubio, che avevano descritto il Paese come un "rischio immediato per la sicurezza".
Il T. P. S. è un programma creato dal Congresso per concedere protezione temporanea a persone provenienti da Paesi in crisi, come Haiti, dove il terremoto del 2010 aveva causato migliaia di vittime. Il programma è stato esteso più volte, tra cui nel 2021 dal governo Biden, dopo l'assassinio del presidente haitiano. Da allora, Haiti ha affrontato gravi problemi, come la violenza delle gang, l'instabilità politica e le carenze alimentari. La revoca del T. P. S. avrebbe messo in pericolo oltre 350 mila haitiani che vivono legalmente negli Stati Uniti, molti dei quali da anni. La sentenza ha offerto un sollievo momentaneo, ma ha anche chiarito che il governo è pronto a ricorrere al Supreme Court, il che significa che la decisione finale potrebbe essere definitiva solo dopo un lungo processo legale.
L'implicazione di questa sentenza va ben al di là degli haitiani: il governo ha cercato di revocare il T. P. S. per circa un milione di persone da almeno nove Paesi, tra cui Somalia e Venezuela. In molti casi, i tribunali hanno respinto le azioni del governo, sostenendo che il provvedimento violasse la legge. Ad esempio, un giudice californiano ha bloccato la revoca del T. P. S. per oltre 60 mila persone da Honduras, Nepal e Nicaragua, mentre un tribunale a Boston ha fermato la revoca per 230 haitiani. Il ministero dell'Interno ha espresso forte disaccordo con queste decisioni, ma ha annunciato di intenzione di ricorrere. Il programma T. P. S. non offre un percorso per la cittadinanza, ma permette ai beneficiari di lavorare legalmente, contribuendo a settori chiave come sanità, manifattura e servizi. La revoca potrebbe causare una perdita di migliaia di posti di lavoro.
La sentenza del giudice Reyes ha suscitato un forte interesse nei circoli haitiani, specialmente a Springfield, Ohio, una città con oltre 10 mila haitiani che ha vissuto un periodo di tensione dopo le accuse infondate del presidente Trump durante la campagna elettorale del 2024. Il sindaco di Springfield, Rob Rue, ha espresso soddisfazione per la sentenza, che ha dato una certezza di stabilità a famiglie già integrate nella comunità. La giudice ha anche riconosciuto l'influenza di Trump sulle decisioni del governo, sottolineando come le dichiarazioni del presidente abbiano potuto contribuire a una motivazione razziale nella revoca del T. P. S. per Haiti. La battaglia legale è probabilmente solo all'inizio: il governo è sicuramente intenzionato a ricorrere, e il destino degli haitiani potrebbe dipendere da una decisione del Supreme Court, che potrebbe prendere una posizione decisiva in un prossimo futuro.
Fonte: The New York Times Articolo originale
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