11 mar 2026

Gioielli d'oro nello slip. Fuga autostrada dopo truffa a anziana.

Due uomini sono stati arrestati a Gallicano nel Lazio dopo che gli agenti della polizia stradale hanno scoperto gioielli in oro nascosti negli indumenti intimi di uno di loro.

20 febbraio 2026 | 00:02 | 4 min di lettura
Gioielli d'oro nello slip. Fuga autostrada dopo truffa a anziana.
Foto: RomaToday

Due uomini sono stati arrestati a Gallicano nel Lazio dopo che gli agenti della polizia stradale hanno scoperto gioielli in oro nascosti negli indumenti intimi di uno di loro. La refurtiva era stata sottratta a una donna di 89 anni, vittima di una truffa orchestrata da un finto maresciallo dei carabinieri. Gli uomini, bloccati mentre viaggiavano sull'autostrada A1 all'altezza del chilometro 568, sono stati sottoposti a una perquisizione che ha rivelato la presenza di monili avvolti nel cellophane. La scoperta ha portato all'arresto dei due, che sono stati condotti nel carcere di Rebibbia. L'intera vicenda ha messo in luce le vulnerabilità di una donna anziana, sfruttata da una truffa ben organizzata che ha sfruttato la sua fiducia e la sua fragilità.

La polizia stradale ha notato un'Opel Mokka grigia che viaggiava a velocità elevata sulla carreggiata sud dell'A1, in un'area in cui non era previsto un transito intenso. A bordo del veicolo c'erano due uomini, uno dei quali era già stato segnalato per movimenti sospetti in provincia di Forlì. Durante l'identificazione, il conducente ha dichiarato di non possedere né la patente né il contratto di noleggio del mezzo, ma ha subito modificato la sua versione dicendo di provenire da Milano. Queste affermazioni si sono rivelate incoerenti con i documenti trovati nell'abitacolo, tra cui un biglietto di ingresso al casello di Orte e uno scontrino fiscale emesso da un supermercato di Ravenna. Gli agenti hanno deciso di procedere con una perquisizione approfondita, che ha portato alla scoperta dei gioielli nascosti.

La truffa sulla donna anziana aveva iniziato con una telefonata da parte di un uomo che si era presentato come un maresciallo dei carabinieri. Quest'ultimo aveva raccontato che un vicino di casa, molto legato alla donna, era coinvolto in un'indagine giudiziaria e aveva bisogno di soldi o gioielli in oro per evitare conseguenze legali. La vittima, convinta da questa storia, ha permesso a un uomo di entrare in casa sua, fingendosi un militare in borghese. L'uomo ha poi ottenuto i preziosi, pesandoli e rassicurando la donna che quanto consegnato fosse sufficiente a risolvere la situazione. Dopo aver rimosso i gioielli, l'uomo si è allontanato, lasciando la donna con la sensazione di aver fatto qualcosa di giusto. La refurtiva, però, è stata successivamente sequestrata e restituita alla legittima proprietaria.

L'episodio ha evidenziato la complessità delle truffe mirate a persone anziane, spesso sfruttate da criminali che sfruttano la loro vulnerabilità emotiva e fisica. La polizia ha sottolineato come le vittime di questa tipologia di frodi siano spesso isolate, con pochi mezzi per difendersi. Inoltre, la truffa ha dimostrato come i criminali possano utilizzare mezzi sofisticati per ingannare le vittime, come il finto maresciallo che ha sfruttato la credibilità dell'Arma. La rete di comunicazione, tra il truffatore e la vittima, è stata un elemento chiave per il successo dell'inganno. Gli agenti hanno anche sottolineato come la velocità con cui la refurtiva è stata recuperata grazie alla collaborazione tra le forze dell'ordine e la prontezza degli investigatori.

L'arresto dei due uomini ha rappresentato un successo per le autorità, che hanno potuto restituire la refurtiva alla donna anziana, riconoscendone il valore emotivo e materiale. La polizia ha ribadito la sua attenzione verso le frodi che coinvolgono anziani, promettendo di intensificare i controlli e di collaborare con le comunità per sensibilizzare le persone sui rischi. Inoltre, l'episodio ha sollevato questioni su come le istituzioni possano proteggere i cittadini più fragili, come la lotta alle truffe e la creazione di servizi di supporto per gli anziani. L'inchiesta è in corso, e si stanno verificando ulteriori elementi per comprendere l'organizzazione del gruppo criminale. La restituzione dei gioielli, però, ha dato una speranza alla vittima, che ha espresso gratitudine per la prontezza delle forze dell'ordine. L'episodio rimane un esempio di come la criminalità possa sfruttare le debolezze umane, ma anche di come le istituzioni possano agire per proteggere i cittadini.

Fonte: RomaToday Articolo originale

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