11 mar 2026

Gina, la bambina di 5 anni sottratta al padre, è tornata con la madre a El Prat

Gina, la piccola di cinque anni che era stata sottratta al controllo della madre, Laia C., il 13 dicembre scorso, è finalmente tornata con lei a El Prat de Llobregat, un comune vicino a Barcellona.

27 gennaio 2026 | 23:08 | 4 min di lettura
Gina, la bambina di 5 anni sottratta al padre, è tornata con la madre a El Prat
Foto: El País

Gina, la piccola di cinque anni che era stata sottratta al controllo della madre, Laia C., il 13 dicembre scorso, è finalmente tornata con lei a El Prat de Llobregat, un comune vicino a Barcellona. La bambina era stata portata in Italia da Facundo N., il padre, senza il permesso della madre, che aveva immediatamente denunciato l'azione al corpo di polizia locale, i Mossos d'Esquadra. La ricerca delle autorità catalane, supportata da un'investigatrice, ha portato alla scoperta di Gina in un piccolo paese vicino a Napoli, Vitulazio, il 23 dicembre. Dopo mesi di sforzi legali e coordinamento tra avvocati, enti locali e donatori, la bambina è riuscita a tornare in Spagna, un evento annunciato ufficialmente su un profilo Instagram dedicato alla famiglia. Questo episodio ha scatenato un processo internazionale complesso, che ha messo in luce le tensioni tra i due genitori e le sfide legali che si presentano quando un minore viene sottratto a un'altra nazione.

La situazione si è complicata rapidamente dopo la scomparsa di Gina. Il padre, Facundo N., aveva un regime di visitas stabilito con la madre, che prevedeva incontri nei fine settimana, ma non includeva la permanenza notturna. Tuttavia, il 13 dicembre, quando Laia C. aveva portato la figlia come previsto, il padre ha sfruttato l'occasione per portarla via senza alcun avviso. I poliziotti catalani hanno immediatamente avviato un'indagine, sospettando che il padre avesse già pianificato l'azione, dato che ha spento il telefono e ha interrotto ogni contatto. La mancanza di traccia di Gina ha generato preoccupazione, ma la collaborazione tra le forze dell'ordine e una detective ha permesso di trovare la bambina dopo quasi un mese. Durante questo periodo, i legali della madre hanno collaborato con l'Amministrazione comunale di El Prat e con volontari per spostare le procedure legali in Italia, dove la custodia era stata stabilita in precedenza.

Il contesto del caso si radica nella precedente gestione della custodia della bambina. La madre, Laia C., aveva il diritto di tutela su Gina, mentre il padre aveva diritto a visite programmate. Tuttavia, il rapporto tra i due genitori era teso, e il padre aveva sempre espresso insoddisfazione per l'organizzazione degli incontri. La decisione di portare via la figlia ha scatenato una reazione immediata, con la madre che ha denunciato il padre per abuso di autorità e violazione del diritto di visita. L'indagine ha rivelato che il padre aveva agito in modo premeditato, ma la complicazione è stata il fatto che la bambina era in un Paese con normative diverse su diritti dei minori e protezione familiare. Il processo ha richiesto mesi di negoziazioni tra istituzioni e avvocati, con il supporto di un'organizzazione locale che ha raccolto fondi per sostenere la causa.

L'analisi del caso evidenzia le sfide legali e le differenze culturali che possono complicare la restituzione di un minore. L'Italia, pur essendo un Paese membro dell'Unione Europea, ha una legislazione specifica sulla custodia e sui diritti dei genitori, che a volte contrasta con i principi spagnoli. Secondo le fonti legali, la magistratura italiana ha riconosciuto che la custodia della bambina appartiene alla madre, ma il processo è stato lungo a causa della resistenza a comprendere le dinamiche familiari. L'avvocata Carla Vall, che ha rappresentato Laia C., ha sottolineato che il tempo necessario per ottenere la decisione è stato causato da una mancanza di cooperazione da parte delle autorità italiane e da una visione diversa del ruolo dei genitori. Tuttavia, la vittoria della madre ha dimostrato la capacità di resistere a un sistema che, a volte, non si allinea con le esigenze delle famiglie.

La chiusura del caso non significa che i problemi siano definitivamente risolti. La madre, Laia C., ha ancora un processo pendente contro il padre per accuse di injurie e minacce, che dovrebbe iniziare a febbraio. Inoltre, la situazione richiede un supporto psicologico per Gina, che ha vissuto un periodo traumatico. L'organizzazione locale, che ha sostenuto la famiglia durante la battaglia legale, continuerà a monitorare il caso per garantire la stabilità della bambina. Il caso ha acceso un dibattito su come gestire le dispute di custodia in contesti internazionali, con un'attenzione particolare alla protezione dei minori. La comunità internazionale ha accolto con favore la restituzione di Gina, ma il futuro del caso dipende da come si evolverà la relazione tra i genitori e l'impatto che questa vicenda avrà sulla vita della piccola.

Fonte: El País Articolo originale

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