Francia approva legge per abolire obbligo coniugale di relazioni sessuali
La Francia elimina il "deber conyugal" dal Codice Civile, abolendo l'obbligo sessuale tra sposi e riducendo abusi legati al divorzio. La riforma, approvata dal Parlamento, risponde a pressioni femministe e a sentenze internazionali che condannavano la coazione sessuale.
La Francia, che si era dichiarata il primo paese al mondo a incorporare il diritto all'aborto nella Costituzione due anni fa, sta ora affrontando un passo cruciale per rivedere un concetto giuridico considerato arcaico: il "dever conyugal", che imponeva agli sposi di mantenere rapporti sessuali all'interno del matrimonio. La Camera dei Deputati francese ha approvato recentemente una proposta di legge che elimina questa nozione ambigua, spesso utilizzata da giudici per concedere divorzi. La decisione, votata da 106 deputati di diverse tendenze politiche, mira a chiarire che la convivenza non implica alcuna obbligazione sessuale tra coniugi. Questa norma, che sarà sottoposta al Senato per l'approvazione definitiva, segna una svolta significativa nel quadro giuridico francese, in linea con le richieste delle organizzazioni femministe che da anni denunciavano come tale concetto fosse in contrasto con il consenso, recentemente riconosciuto come elemento fondamentale nella definizione della violenza sessuale.
La proposta di legge, presentata da due deputati, Marie-Charlotte Garin (ecologista) e Paul Christophe (centrista), mira a eliminare il "deber conyugal" dal Codice Civile francese. Il Codice, che elenca quattro doveri del matrimonio, include la fidelità, il sostentamento, l'assistenza e la convivenza. Sebbene il termine "deber conyugal" non sia citato esplicitamente, molte sentenze giudiziarie avevano interpretato la "convivenza" come un'obbligazione di condividere il letto, permettendo in pratica l'estensione di questa nozione a tutta la società. Secondo Garin e Christophe, questa interpretazione ha permesso a un sistema di dominazione e di prepotenza, in cui il marito poteva esercitare pressione sul coniuge per mantenere rapporti sessuali, in nome del diritto di divorziare per mancanza di atti sessuali. La norma, ora approvata, chiarisce che la convivenza non implica alcuna responsabilità sessuale e impedisce di ottenere un divorzio aleggiando la mancanza di rapporti.
Il contesto storico della questione risale a decenni fa, quando il concetto di "deber conyugal" era considerato un elemento fondamentale del matrimonio. Tuttavia, negli anni, le organizzazioni femministe hanno denunciato come tale nozione fosse un'ancora di salvezza per chi subiva violenze domestiche o abusi sessuali. La questione ha trovato un'eco internazionale quando, nel 2019, un uomo ottenne il divorzio a causa della "falta" della moglie, che non aveva avuto rapporti sessuali da anni. La donna aveva ricorso contro la sentenza, ma i giudici francesi non avevano accolto la sua richiesta, portando il caso davanti al Tribunale Europeo dei Diritti Umani (TEDH). Il tribunale, in un'importante sentenza, aveva condannato la Francia per aver considerato la mancanza di rapporti sessuali come motivo legittimo per il divorzio, ritenendo che questo violasse la libertà sessuale e mettesse in discussione il concetto di consenso all'interno del matrimonio. La sentenza aveva sottolineato come il "deber conyugal" avesse legittimato la coazione a mantenere rapporti sessuali, contribuendo a una cultura di violenza.
L'analisi delle conseguenze di questa modifica giuridica rivela un impatto significativo sulle dinamiche domestiche e sulle norme di protezione delle donne. La norma, se approvata definitivamente, eliminerà un'ipotesi di divorzio basata su motivi sessuali, riducendo il rischio di abusi e violenze. Inoltre, questa riforma si allinea con l'aggiornamento del Codice Penale francese, che nel 2021 ha riconosciuto il consenso come elemento fondamentale nella definizione della violenza sessuale. La definizione di violenza è ora inclusa nella legge come "ogni atto sessuale non consentito", con criteri specifici: il consenso deve essere libero, informato, specifico, previo e revocabile. La sentenza del TEDH aveva sottolineato come il "deber conyugal" avesse legittimato la coazione sessuale, e ora questa norma tenta di correggere quel quadro giuridico. La deputata Garin ha sottolineato che il sistema giuridico francese aveva permesso una cultura di violenza, e che l'eliminazione di questa nozione è un passo necessario per riconoscere il rispetto del consenso.
La prossima fase del processo legislativo prevede l'approvazione del Senato, che dovrebbe essere un mero trmite, per permettere all'approvazione definitiva entro l'estate. La proposta di legge, sostenuta da tutti i partiti salvo l'estrema destra di Marine Le Pen, rappresenta un'importante svolta per il diritto francese. La deputata Garin ha espresso la sua soddisfazione, affermando che è necessario ricordare ai cittadini che il "deber conyugal" non ha più spazio né nel diritto né nella mente della gente. L'eliminazione di questa norma non solo rafforza il diritto al consenso, ma anche il riconoscimento delle libertà individuali all'interno del matrimonio. La riforma, inoltre, si inserisce in un contesto più ampio di riforme giuridiche volute da movimenti femministi e da un'opinione pubblica sempre più sensibile alle questioni di uguaglianza e libertà. La Francia, con questa decisione, dimostra un impegno concreto per superare un modello giuridico antiquato, in linea con i valori di giustizia e di uguaglianza.
Fonte: El País Articolo originale
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