11 mar 2026

Fontana di Trevi: Comune risponde Cgil, lavoratori con contratti conformi

L'assessore Smeriglio smentisce accuse di sottopagamento e contratti precari alla Fontana di Trevi, sottolineando l'adesione a normative vigenti. La Cgil denuncia un passato uso di contratti a tempo determinato, ma il Comune afferma che l'accordo attuale è conforme e in vigore fino al 2027.

19 febbraio 2026 | 13:56 | 6 min di lettura
Fontana di Trevi: Comune risponde Cgil, lavoratori con contratti conformi
Foto: RomaToday

L'assessore capitolino alla Cultura, Massimiliano Smeriglio, ha risposto alle accuse della Cgil Roma e Lazio, che aveva denunciato l'impiego di "lavoratori sottopagati" presso la Fontana di Trevi, in occasione dell'apertura al pubblico del monumento. La segnalazione sindacale aveva sollevato preoccupazioni circa l'utilizzo di contratti a tempo determinato, in contrasto con le normative vigenti, e aveva richiesto un incontro con il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri. Smeriglio ha sottolineato che il servizio di accoglienza e gestione del biglietteria è attivo grazie a un accordo quadro vincolante, frutto di una gara europea, che è in vigore fino al 2027. L'assessore ha chiarito che tutti i dipendenti impiegati sono regolarmente assunti in base al contratto collettivo nazionale del lavoro, in conformità con le disposizioni del Codice dei contratti pubblici, e che non esistono contratti precari legati a società esterne come H501. La Cgil, invece, aveva sostenuto che i lavoratori fossero stati reclutati attraverso un accordo quadro scaduto nel 2024, che prevedeva l'utilizzo di contratti a tempo determinato e di una normativa contrattuale diversa da quella applicata da Zètema, l'azienda municipalizzata che gestisce il monumento. L'assessore ha ribadito che il Comune ha adottato misure organizzative per garantire sicurezza, dignità del lavoro e condizioni di lavoro adeguate, con dotazioni strutturali e servizi dedicati. La risposta ufficiale del sindaco di Roma ha quindi mirato a smentire le accuse, evidenziando la conformità dei contratti e la trasparenza delle procedure.

L'impiego di personale presso la Fontana di Trevi è stato sempre gestito in base a un accordo quadro che ha visto la collaborazione tra il Comune di Roma e Zètema, azienda che opera da anni nella gestione di spazi pubblici. Questo accordo, scaturito da un bando europeo, ha stabilito le condizioni per l'affidamento del servizio di accoglienza e gestione del biglietteria, con un termine di validità che si estende fino al 2027. L'assessore Smeriglio ha spiegato che il contratto collettivo nazionale del lavoro, applicato a tutti i dipendenti, è in linea con le normative vigenti e garantisce diritti e tutele adeguati. Tuttavia, la Cgil aveva sollevato dubbi circa l'utilizzo di contratti a tempo determinato, sostenendo che i lavoratori fossero stati assunti tramite un accordo quadro scaduto nel 2024, che prevedeva un utilizzo massiccio di contratti precari. L'azienda H501, con la quale Zètema aveva un accordo di collaborazione, sarebbe stata coinvolta in un modello di gestione che non rispettava le norme contrattuali dell'azienda pubblica. Smeriglio ha sottolineato che non esistono dipendenti precari legati a H501 presso la Fontana di Trevi, e che il Comune ha adottato misure specifiche per garantire la conformità con la normativa. Queste includono l'implementazione di servizi dedicati, dotazioni adeguate e strutture di copertura, che mirano a garantire un ambiente di lavoro sicuro e dignitoso.

Il contesto della gestione della Fontana di Trevi risale a un accordo quadro firmato nel 2019, frutto di una gara europea che ha visto la vittoria di Zètema. Questo accordo ha stabilito le condizioni per l'affidamento del servizio di accoglienza e gestione del biglietteria, con un periodo di validità che si estende fino al 2027. L'azienda municipalizzata ha quindi assunto il ruolo di gestore del monumento, con l'obiettivo di garantire un servizio efficiente e rispettoso delle normative. Tuttavia, nel 2024 è scaduto un accordo quadro con un'altra società, H501, che aveva collaborato con Zètema in passato. La Cgil ha denunciato che l'utilizzo di contratti a tempo determinato in quel periodo avesse portato a un aumento di precarietà, con un modello di gestione che non rispettava le normative contrattuali dell'azienda pubblica. Questo ha generato tensioni tra il sindacato e le istituzioni, con richieste di un incontro per chiarire i termini dell'accordo e verificare l'applicazione delle norme. L'assessore Smeriglio ha ribadito che il Comune ha sempre rispettato le regole, e che l'attuale accordo quadro è in vigore e conforme a tutti gli standard. La gestione della Fontana di Trevi è un esempio di come le istituzioni debbano bilanciare l'efficienza operativa con la tutela dei diritti dei lavoratori, un tema che ha acquisito maggiore rilevanza negli ultimi anni.

L'analisi delle implicazioni di questa vicenda rivela la complessità di gestire un servizio pubblico di elevata visibilità come la Fontana di Trevi, dove la conformità alle normative e la qualità del lavoro sono altrettanto importanti. Il dibattito tra sindacati e amministrazione sottolinea come il tema dei contratti a tempo determinato e della precarietà sia sempre più centrale nel settore pubblico. L'assessore Smeriglio ha sottolineato che il Comune monitora costantemente il servizio, garantendo che le condizioni contrattuali e gli standard organizzativi siano pienamente rispettati. Questo impegno non solo mira a evitare conflitti, ma anche a preservare la reputazione del monumento, un simbolo dell'identità romana che deve essere gestito con attenzione. Tuttavia, la denuncia della Cgil ha messo in luce un aspetto critico: la necessità di garantire un equilibrio tra efficienza e tutele dei lavoratori. L'uso di contratti a tempo determinato, se non gestito in modo trasparente, può portare a situazioni di precarietà che danneggiano la stabilità del personale. L'assessore ha ribadito la disponibilità del Comune a confrontarsi con le organizzazioni sindacali, ma la sfida rimane quella di trovare un modello di gestione che soddisfi le esigenze operative senza compromettere i diritti dei lavoratori.

La situazione attuale della Fontana di Trevi rappresenta un caso emblematico di come le istituzioni debbano affrontare il tema della gestione del lavoro in contesti pubblici. Il Comune di Roma, attraverso l'assessore Smeriglio, ha dimostrato una volontà di trasparenza e rispetto delle normative, ma la discussione con i sindacati segnala la necessità di un dialogo continuo per prevenire futuri conflitti. L'obiettivo finale è quello di garantire un servizio di accoglienza efficiente, ma anche un ambiente di lavoro sicuro e rispettoso. Il monitoraggio costante del servizio e la disponibilità a confrontarsi con le organizzazioni sindacali sono passi importanti per mantenere la fiducia del pubblico e dei lavoratori. Tuttavia, il dibattito sull'uso di contratti a tempo determinato e la conformità alle normative contrattuali rimarrà un tema chiave, soprattutto in un contesto in cui la pubblica amministrazione deve rispondere alle aspettative di efficienza e giustizia sociale. La Fontana di Trevi, come simbolo della città, deve essere gestita non solo come un monumento storico, ma anche come un esempio di come la pubblica amministrazione possa bilanciare i propri obiettivi con la tutela dei diritti dei lavoratori.

Fonte: RomaToday Articolo originale

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