Fine dell'ultimo trattato nucleare Usa-Russia apre porte al riarmo atomico
Cinque mesi dopo aver firmato un trattato cruciale per ridurre le tensioni legate alle armi nucleari, Mikhail Gorbachev, presidente dell'Unione Sovietica, chiamò George H. W. Bush, il presidente degli Stati Uniti, il.
Cinque mesi dopo aver firmato un trattato cruciale per ridurre le tensioni legate alle armi nucleari, Mikhail Gorbachev, presidente dell'Unione Sovietica, chiamò George H. W. Bush, il presidente degli Stati Uniti, il 25 dicembre 1991. Il momento fu carico di emozione, poiché Gorbachev comunicò al suo "amico" che stava per dimettersi, segnando la fine dell'epoca sovietica. La chiamata fu un simbolo di speranza, poiché il trattato siglato a Moscovia il 31 luglio 1991, noto come New START, era stato considerato un passo importante per la pace globale. Gorbachev, con un tono affettuoso, promise che le conquiste raggiunte non sarebbero mai state dimenticate, mentre Bush, al telefono, esclamò che le azioni del suo omologo avrebbero lasciato un segno indelebile nella storia. Questo episodio, avvenuto in un periodo di estrema incertezza politica, rappresentò un momento di speranza in un mondo minacciato da una guerra nucleare.
Il New START, siglato a Mosca nel 1991 e rinnovato nel 2021, era un accordo fondamentale per limitare il numero di ojive nucleari possedute dagli Stati Uniti e dalla Russia. Secondo il trattato, entrambi i paesi si impegnarono a ridurre il loro arsenale a 1.550 ojive, comprese quelle montate su missili e su bombardieri. Questo accordo fu il frutto di anni di negoziazioni e rappresentò un passo decisivo nella gestione della pace globale. Tuttavia, dopo più di trent'anni, il trattato è ora scaduto senza alcun tentativo di rinnovo, segnando la fine di un sistema di controllo che aveva mantenuto un equilibrio fragile. La scomparsa del New START ha lasciato un vuoto, poiché gli accordi precedenti, come il trattato INF (Intermediate-Range Nuclear Forces) e il trattato ABM (Anti-Ballistic Missile), erano già decaduti. Questo scenario ha alimentato preoccupazioni, dato che la mancanza di un meccanismo di controllo potrebbe portare a un aumento del rischio di conflitti nucleari.
Il contesto storico del New START si colloca nel periodo della fine della Guerra Fredda, un momento in cui la collaborazione tra gli Stati Uniti e l'Unione Sovietica fu cruciale per evitare una catastrofe. Il trattato fu un esempio di come la cooperazione internazionale potesse mitigare le tensioni, anche in un contesto di alta tensione. Tuttavia, negli anni successivi, i rapporti tra i due paesi si sono deteriorati, soprattutto a causa della crisi ucraina e delle tensioni geopolitiche. La scomparsa del New START si inserisce in un quadro di crescente instabilità, in cui la mancanza di dialogo e di meccanismi di verifica ha reso più difficile la gestione delle armi nucleari. Inoltre, il ritorno di un'escalation armamentistica, sia da parte degli Stati Uniti che della Russia, ha messo in pericolo l'equilibrio raggiunto negli anni precedenti. Questo scenario ha spinto esperti e analisti a mettere in guardia contro i rischi di un nuovo ciclo di accumulo di armi nucleari.
L'analisi degli effetti del decadimento del New START rivela una serie di conseguenze profonde. In primo luogo, la scomparsa del trattato ha ridotto la trasparenza tra le due potenze nucleari, aumentando il rischio di miscalcolazioni. Secondo Paul van Hooft, esperto del centro di ricerca Rand, il sistema di controllo era essenziale per mantenere la fiducia reciproca, permettendo fino a 18 ispezioni annuali negli arsenali. Senza questo meccanismo, le parti non hanno strumenti per verificare le azioni dell'altra, rendendo più probabile un aumento del rischio di conflitto. Inoltre, il ritorno di un'escalation armamentistica ha messo in pericolo la stabilità globale, con la Russia e gli Stati Uniti che sembrano aver perso la capacità di controllare il loro arsenale. Questo scenario è stato ulteriormente complicato dall'espansione delle capacità nucleari di Paesi come la Cina, che ha rafforzato le preoccupazioni su un'eventuale guerra nucleare. L'assenza di un accordio bilaterale ha quindi reso più difficile il controllo del rischio, aumentando la possibilità di un uso imprevedibile delle armi.
La chiusura del discorso sull'espansione del New START si colloca in un contesto di crescente instabilità globale. La mancanza di un accordo bilaterale tra Stati Uniti e Russia ha lasciato un vuoto che potrebbe essere colmato solo attraverso nuove iniziative internazionali. Tuttavia, le tensioni geopolitiche e le rivalità tra potenze nucleari rendono improbabile un rinnovo immediato. La Cina, che possiede un arsenale di 600 ojive, ha espresso interesse per un controllo multilaterale, ma la sua posizione non è ancora chiara. La questione del controllo delle armi nucleari rimane un tema cruciale, poiché la crescita del rischio di conflitti nucleari rappresenta una minaccia globale. La scomparsa del New START ha quindi segnato un momento di transizione, in cui il mondo deve confrontarsi con la realtà di un'epoca in cui la cooperazione internazionale è meno probabile e il rischio di una guerra nucleare è più elevato. Questo scenario richiede un approccio globale e un impegno condiviso per evitare una catastrofe che potrebbe coinvolgere l'intero pianeta.
Fonte: El País Articolo originale
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