11 mar 2026

Ex Mercato dei Fiori, fine al degrado: 7mila mq a Trionfale cambieranno

Il Campidoglio ha ufficialmente lanciato un bando per la riqualificazione dell'ex Mercato dei fiori, un'area di circa 7.000 metri quadrati che per oltre 60 anni ha rappresentato un hub centrale per i grossisti romani di piante e fiori.

05 marzo 2026 | 01:30 | 5 min di lettura
Ex Mercato dei Fiori, fine al degrado: 7mila mq a Trionfale cambieranno
Foto: RomaToday

Il Campidoglio ha ufficialmente lanciato un bando per la riqualificazione dell'ex Mercato dei fiori, un'area di circa 7.000 metri quadrati che per oltre 60 anni ha rappresentato un hub centrale per i grossisti romani di piante e fiori. L'annuncio, avvenuto in un contesto di forte interesse da parte del pubblico e degli operatori locali, segna un passo decisivo verso la trasformazione di uno spazio che da anni era rimasto inutilizzato dopo la chiusura del mercato nel 2022. L'obiettivo è destinare l'area a un'attività multifunzionale, in grado di rispondere alle esigenze di sport, cultura e servizi per il quartiere, senza compromettere l'equilibrio tra utilizzo pubblico e commerciale. L'assessore al patrimonio, Tobia Zevi, ha sottolineato l'importanza del progetto, sottolineando come la partecipazione del pubblico e la risposta positiva degli operatori rappresentino un segnale forte a favore della scelta intrapresa. L'idea di creare un luogo aperto e vivace, in grado di integrare funzioni sociali e economiche, è al centro della strategia del Comune per rilanciare un'area che aveva perso la sua funzione originale ma continua a rappresentare un punto di riferimento per la città.

L'operazione di riqualificazione prevede un'ampia partecipazione del territorio, con un sondaggio che ha coinvolto circa 4.000 cittadini residenti nei quartieri limitrofi, in particolare a Trionfale. I dati raccolti hanno rivelato una forte preferenza per la realizzazione di una piscina, una scelta che ha superato le alternative proposte, come la creazione di un'area sportiva o un'area espositiva. Il 57% degli intervistati ha espresso il desiderio di un'area destinata al tempo libero, mentre il 30% ha sostenuto l'idea di un'area per l'intrattenimento culturale. Questi risultati hanno guidato la definizione del piano, che prevede un mix di funzioni con il 60% della superficie dedicato a sport e cultura. Tra le altre opzioni, è stato contemplato anche il coworking e lo sviluppo di spazi per associazioni e gruppi di quartiere. Il 15% della superficie utile, invece, sarà destinato a attività commerciali, ma esclusi i grandi centri di vendita, mentre è vietata l'apertura di locali notturni. L'obiettivo è garantire un equilibrio tra l'accesso al pubblico e la sostenibilità economica del progetto.

L'area in questione ha un'importante storia nella città, essendo stata per decenni il cuore del mercato florovivaistico romano. La sua chiusura nel 2022, causata dal distacco parziale di un solaio, ha interrotto un'attività che aveva visto la partecipazione di migliaia di imprese, spostate temporaneamente nell'area adiacente, il "centro carni" di viale Palmiro Togliatti. Questo spostamento ha permesso al Comune di iniziare a riflettere sul destino dello spazio, aprendo un dibattito che ha coinvolto non solo i rappresentanti delle aziende ma anche i cittadini. Il piano di riconversione nasce da un processo partecipativo che ha visto la collaborazione tra il Municipio I, le istituzioni locali e la comunità. La decisione di utilizzare l'area per uno sviluppo integrato ha trovato un sostegno significativo, non solo per il suo potenziale economico ma anche per il valore sociale che potrebbe generare. L'idea di creare un hub culturale e sportivo, in grado di unire attività pubbliche e private, rappresenta un tentativo di riconoscere la necessità di un'area urbana che non solo soddisfi le esigenze quotidiane ma anche contribuisca al benessere collettivo.

La riqualificazione dell'ex Mercato dei fiori ha implicazioni significative per la città, soprattutto in termini di sviluppo urbano e di utilizzo del suolo. L'area, che era rimasta inutilizzata per diversi anni, rappresenta un'opportunità per ridurre la pressione su spazi pubblici esistenti e per creare un'area multifunzionale che possa servire a diverse categorie di utenti. La scelta di destinare il 60% della superficie a scopi sportivi e culturali riflette una visione che mira a promuovere lo sviluppo sociale e la qualità della vita, anche attraverso la creazione di spazi aperti accessibili a tutti. L'introduzione di attività commerciali, limitate a piccole imprese e artigiani, mira a mantenere un equilibrio tra l'accesso al pubblico e la sostenibilità economica del progetto. Inoltre, l'esclusione degli spazi per la vendita di alimentari e bevande, sebbene limitata al 15%, ha il compito di evitare la saturazione di un'area già a rischio di abbandono. La decisione di non permettere la costruzione di locali notturni, invece, è legata all'obiettivo di preservare la tranquillità del quartiere e di evitare l'insorgere di problematiche legate al consumo di alcol. Questo approccio ha il vantaggio di creare un ambiente che possa essere utilizzato in modo diversificato e sostenibile, senza compromettere la sua funzione sociale.

Il progetto, che prevede un contratto di 50 anni con un canone annuo di 120 mila euro, rappresenta un'importante scommessa per il futuro di Roma. L'assegnazione del bando, che sarà decisa attraverso un'asta pubblica, garantirà la massima trasparenza e la possibilità di attrarre operatori interessati a investire in un'area strategica per la città. L'obiettivo del Comune è di creare un modello di sviluppo urbano che possa essere replicato in altre aree, dimostrando come un'area abbandonata possa essere trasformata in un luogo vivace e utile. L'assessore Zev, in un'intervista, ha sottolineato che il progetto è un esempio di come la città possa reinventarsi, utilizzando le risorse esistenti senza dover creare nuovi spazi. La decisione di evitare la costruzione di nuovi edifici e di concentrarsi sulla riqualificazione dell'esistente riflette un approccio sostenibile, in linea con le esigenze di un'urbanistica moderna. La realizzazione di un hub che unisca servizi, cultura e attività economiche non solo potrebbe generare nuovi posti di lavoro ma anche migliorare la qualità della vita per i cittadini. Questo progetto, quindi, rappresenta un passo importante per il futuro di Roma, dimostrando come un'area abbandonata possa diventare un punto di riferimento per la città.

Fonte: RomaToday Articolo originale

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