11 mar 2026

Ex Mattatoio, apre primo centro pubblico di fotografia a Roma

Il primo Centro pubblico della Fotografia di Roma ha trovato la sua collocazione simbolica all'interno dell'ex Mattatoio di Testaccio, all'interno del Padiglione 9D.

30 gennaio 2026 | 03:58 | 5 min di lettura
Ex Mattatoio, apre primo centro pubblico di fotografia a Roma
Foto: RomaToday

Il primo Centro pubblico della Fotografia di Roma ha trovato la sua collocazione simbolica all'interno dell'ex Mattatoio di Testaccio, all'interno del Padiglione 9D. L'inaugurazione, avvenuta giovedì 29 gennaio nel pomeriggio, ha segnato un momento di rilevante importanza per la cultura e l'arte romane, in coincidenza con il settantesimo anniversario del gemellaggio tra Roma e Parigi. La cerimonia è stata presieduta dal sindaco Roberto Gualtieri, accompagnato dalla sindaca di Parigi Anne Hidalgo, dall'Amministratore Delegato della Fondazione Mattatoio, Umberto Marroni, e dall'assessore capitolino alla Cultura, Massimiliano Smeriglio. Questo spazio, nato da un progetto di recupero urbano e rigenerazione del quartiere, rappresenta un tassello fondamentale per la realizzazione della "Città delle Arti" nel cuore di Testaccio, un'area che ha visto negli ultimi anni un radicale cambiamento del suo assetto sociale e culturale. L'evento ha riscosso un notevole interesse da parte del pubblico, con una partecipazione numerosa di cittadini, artisti e rappresentanti istituzionali, che hanno accolto l'idea di trasformare un luogo storico e un tempo triste in un luogo di espressione creativa e di incontro. La scelta del Padiglione 9D, un'area che ha ospitato nel passato attività produttive e servizi pubblici, è stata vista come un atto di riconciliazione tra il passato e il presente, tra la memoria di un'epoca e l'aspirazione a un futuro diverso.

Il Centro della Fotografia, con una superficie complessiva di circa 1500 metri quadri, si sviluppa su due piani, progettati per ospitare simultaneamente diverse iniziative culturali. Il piano terra, che occupa più di 1000 mq, è stato concepito come un'area flessibile, in grado di adattarsi a mostre, eventi, laboratori e spazi per l'intrattenimento dei visitatori. All'interno si trovano uffici, un'area biglietteria, una biblioteca con oltre 3000 volumi dedicati alla fotografia e ai suoi protagonisti, nonché un'area espositiva modulabile che permette di organizzare eventi di ogni tipo. Il piano superiore, con una superficie di 450 mq, è caratterizzato da un'ampia sala polivalente, in grado di accogliere spettacoli, conferenze o proiezioni cinematografiche, e da un ballatoio espositivo scenografico, che offre una prospettiva unica sull'intero complesso. Questo layout, pensato per massimizzare l'interazione tra pubblico e contenuti, è stato definito un esempio di innovazione architettonica e di utilizzo sinergico dello spazio. Tra le iniziative inaugurale, si segnala la mostra dedicata a Irving Penn, fotografo statunitense scomparso nel 2009, e a Silvia Camporesi, artista italiana notata per il suo lavoro fotografico. Queste esposizioni, che rimarranno aperte fino a data da definire, rappresentano un'importante testimonianza della diversità e della ricchezza del linguaggio fotografico.

L'idea di trasformare l'ex Mattatoio in un polo culturale nasce da un progetto di lungo periodo che mira a riconvertire l'area in un luogo vivace e moderno, in grado di attrarre visitatori e residenti. L'obiettivo è creare un'area multifunzionale, dove si potranno svolgere attività artistiche, educative e sociali, con l'obiettivo di ridurre la marginalità del quartiere e di promuovere un'identità culturale forte. Il Mattatoio, che ha avuto un ruolo cruciale nella storia dell'industria alimentare e nella vita quotidiana dei cittadini romani, ha attraversato negli anni un processo di abbandono e degrado, tanto che nel 2004 è stato acquisito dalla Fondazione Mattatoio, un'istituzione che ha avviato un piano di riconversione mirato a salvaguardare l'identità del luogo. Questo progetto rappresenta quindi un passo decisivo nella direzione di un recupero che non si limita alla semplice riqualificazione fisica, ma che mira a riconnettere la comunità con il suo passato e a proiettarla verso un futuro sostenibile. Il Centro della Fotografia, con la sua capacità di ospitare mostre e attività culturali, è un esempio concreto di come un'area urbana possa essere trasformata in un luogo di incontro e di crescita.

La realizzazione di un centro dedicato alla fotografia ha suscitato un dibattito tra esperti e cittadini, che hanno sottolineato l'importanza di un'istituzione pubblica che promuova l'arte e la cultura. L'idea di dedicare un'area specifica alla fotografia, un mezzo espressivo che ha un'importanza globale, è vista come un'occasione per valorizzare un settore che spesso viene trascurato. Inoltre, la scelta di posizionare il centro all'interno dell'ex Mattatoio ha suscitato interesse, poiché si tratta di un luogo che racchiude una storia complessa e un'identità unica. L'evento di inaugurazione ha rappresentato un momento di riconciliazione tra il passato e il presente, tra la memoria storica e l'aspirazione a un futuro diverso. L'impatto di questa iniziativa potrebbe essere significativo, non solo per il quartiere di Testaccio, ma anche per Roma intera, che potrebbe diventare un centro d'attrazione per gli appassionati di fotografia. Inoltre, il progetto potrebbe influenzare altre città, che potrebbero ispirarsi a questa esperienza per creare spazi simili.

L'apertura del Centro pubblico della Fotografia di Roma segna un punto di svolta per l'area di Testaccio, che ha attraversato un processo di trasformazione complesso e lungo. L'evento ha rappresentato una vittoria per la comunità locale, che ha visto nel progetto un'opportunità per il rilancio economico e sociale del quartiere. La presenza di figure istituzionali di alto livello, come il sindaco Gualtieri e la sindaca Hidalgo, ha dato ulteriore rilevanza all'evento, sottolineando l'importanza della collaborazione internazionale nella promozione della cultura. L'obiettivo del progetto non si limita a creare un luogo per la fotografia, ma mira a diventare un centro di riferimento per l'arte, la formazione e la ricerca. La biblioteca con 3000 volumi, ad esempio, potrebbe diventare un'importante risorsa per gli studenti e i professionisti del settore. La sala polivalente e il ballatoio espositivo, inoltre, potrebbero ospitare eventi di vario genere, contribuendo a rendere il luogo un'area attiva e dinamica. Il futuro di questo centro dipende da una serie di fattori, tra cui la capacità di coinvolgere il pubblico, la qualità delle iniziative proposte e la sostenibilità finanziaria. Tuttavia, la sua apertura rappresenta un importante passo avanti per la cultura romana e per la trasformazione del quartiere di Testaccio.

Fonte: RomaToday Articolo originale

Video correlati

Condividi l'articolo

Articoli Correlati

Resta Informato

Iscriviti alla newsletter di Fattuale per ricevere le notizie più importanti direttamente nella tua casella email.

📧 Niente spam · 🔒 Privacy garantita · 🚫 Cancellati quando vuoi

🍪

Questo sito utilizza i cookie

Utilizziamo cookie tecnici necessari e, con il tuo consenso, cookie analitici per migliorare la tua esperienza. Puoi accettare tutti i cookie, rifiutare quelli non essenziali o personalizzare le tue preferenze. Scopri di più

Preferenze Cookie

Cookie Tecnici

Sempre attivi

Essenziali per il funzionamento del sito. Includono cookie di sessione, preferenze di tema e sicurezza CSRF.

Cookie Analitici

Ci aiutano a capire come i visitatori interagiscono con il sito, raccogliendo informazioni in forma anonima (es. Google Analytics).

Cookie di Marketing

Utilizzati per mostrare annunci pubblicitari pertinenti ai tuoi interessi su questo sito e su altri siti web.

Grazie per l'iscrizione!

Controlla la tua email per confermare.

📧 Niente spam · 🔒 Privacy garantita · 🚫 Cancellati quando vuoi