11 mar 2026

Ex funzionario FBI rimosso durante la presidenza di Trump candidato al Congresso in Maryland

David Sundberg, ex alto dirigente del Federal Bureau of Investigation (FBI), ha annunciato di candidarsi per il Congresso degli Stati Uniti in Maryland, in un atto che segna una chiara contrapposizione alle politiche del governo di Donald Trump.

23 febbraio 2026 | 15:32 | 5 min di lettura
Ex funzionario FBI rimosso durante la presidenza di Trump candidato al Congresso in Maryland
Foto: The New York Times

David Sundberg, ex alto dirigente del Federal Bureau of Investigation (FBI), ha annunciato di candidarsi per il Congresso degli Stati Uniti in Maryland, in un atto che segna una chiara contrapposizione alle politiche del governo di Donald Trump. L'ex ufficiale, 56 anni, ha rivelato di voler punire l'abuso di potere da parte del presidente, ritenendo che la sua decisione di lasciare l'agenzia fosse il risultato di una serie di purghe ordinate dal team di Trump. La sua campagna si basa su una promessa di difendere il rispetto della legge e il ruolo del Congresso come controllo costituzionale sull'esecutivo. Sundberg, che ha guidato l'ufficio del FBI a Washington dal gennaio 2023 al gennaio 2025, ha espresso rammarico per il modo in cui Trump ha diretto le indagini del dipartimento di Giustizia e dell'FBI contro i suoi avversari politici, sostenendo che queste azioni hanno violato il principio di uguaglianza davanti alla legge. Il suo annuncio, previsto per lunedì, rappresenta un atto di protesta contro un'epoca di politicizzazione delle istituzioni federali, un tema che ha scosso il paese negli ultimi mesi.

La carriera di Sundberg nel FBI, iniziata nel 2002, lo ha visto confrontarsi con situazioni complesse, tra cui operazioni di salvataggio di ostaggi e indagini su sconvolgimenti politici. Il suo ruolo di capo dell'ufficio di Washington lo ha posto al centro di due indagini cruciali: quelle condotte da Jack Smith, il procuratore speciale che aveva accusato Trump per tentativo di rovesciare le elezioni del 2020 e per il maneggio di documenti classificati. Tuttavia, entrambe le indagini sono state archiviate dopo la vittoria di Trump alle elezioni del 2024, un evento che ha segnato la fine di un periodo di tensione istituzionale. Sundberg ha sottolineato come il governo di Trump abbia ridotto il ruolo del FBI come organo indipendente, trasformandolo in un'arma politica. Questo, ha affermato, ha portato a una serie di licenziamenti e pressioni su funzionari, tra cui lui stesso, che ha rifiutato di collaborare con le indagini che considerava politicamente motivate. La sua decisione di entrare in politica è quindi un atto di resistenza, mirato a ripristinare il ruolo di controllo del Congresso sul potere esecutivo.

L'episodio di Sundberg si colloca all'interno di un contesto più ampio di tensioni tra il governo Trump e le istituzioni federali. Dopo la vittoria del presidente nel 2024, il suo team ha lanciato una serie di purghe, rimuovendo funzionari considerati ostili o indipendenti. Questo ha creato un clima di diffidenza tra i dipendenti e ha portato a una migrazione di molti professionisti verso la politica. Sundberg, che ha vissuto a Washington per più di due decenni, ha dichiarato di aver scelto la quinta distretto del Maryland come base per la sua campagna, un'area che ha un'elevata affluenza democratica. Tuttavia, il suo percorso sarà ostico, soprattutto nella primavera democratica, dove dovrà competere con una schiera di candidati già presenti. La sua candidatura, inoltre, si unisce a un trend di ex agenti e funzionari che si candidano per riconquistare il potere politico, come J. P. Cooney, ex vice del procuratore speciale Jack Smith, o Harry Dunn, ex poliziotto del Capitolio che aveva difeso il Congresso durante l'assedio del 6 gennaio 2021. Questi esempi evidenziano un'onda di protesta contro l'uso politico delle istituzioni, un fenomeno che potrebbe influenzare le prossime elezioni.

Le conseguenze della candidatura di Sundberg potrebbero essere significative, non solo per il distretto del Maryland, ma anche per il dibattito su come proteggere l'indipendenza delle istituzioni. L'ex ufficiale ha espresso preoccupazione per la mancanza di azioni legislative da parte del Congresso, che non ha ancora preso posizione contro l'abuso di potere da parte del presidente. Per lui, il ruolo di deputato sarebbe un'opportunità per contrastare le politiche di politicizzazione del sistema giudiziario, un tema che ha suscitato ampie discussioni negli ultimi anni. Sundberg ha anche sottolineato come il suo background professionale lo renda un candidato unico per affrontare i problemi legati alla sicurezza nazionale e alla protezione dei diritti civili. Tuttavia, la sua campagna dovrà superare le sfide di una competizione elettorale intensa, con un'opposizione organizzata e un'agenda politica complessa. Inoltre, il suo progetto di ridurre i rischi di violenza politica attraverso la protezione dei dati personali e la collaborazione con esperti di sicurezza rappresenta un aspetto innovativo, che potrebbe distinguere la sua candidatura da quelle di altri concorrenti.

La decisione di Sundberg di entrare in politica segna un cambiamento di rotta per un uomo che ha dedicato la sua carriera al servizio pubblico. Dopo anni di lavoro nell'FBI e nel dipartimento di Giustizia, il suo passo verso il Congresso rappresenta un tentativo di influenzare le istituzioni da una posizione diversa, ma non meno importante. La sua candidatura potrebbe ispirare altri esponenti del settore legale e delle forze dell'ordine a seguire il suo esempio, creando un movimento di resistenza contro l'abuso di potere. Tuttavia, il successo della sua campagna dipenderà da molteplici fattori, tra cui la capacità di costruire un consenso tra i cittadini e la capacità di affrontare le critiche interne al Partito Democratico. In un contesto politico sempre più polarizzato, la sua voce potrebbe diventare un elemento chiave per rinnovare il dibattito su come salvaguardare l'integrità delle istituzioni. La sua storia, infine, ricorda come la lotta per il rispetto della legge non si limiti al lavoro di un agente, ma possa estendersi al campo della politica, un campo dove il potere e la responsabilità si intrecciano in modo inevitabile.

Fonte: The New York Times Articolo originale

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