11 mar 2026

Europa sostiene Ucraina al quarto anniversario della guerra

La quarta anniversario dell'invasione russa in Ucraina ha visto la capitale ucraina, Kiev, diventare un simbolo di resistenza e di una guerra che non mostra segni di sosta.

24 febbraio 2026 | 22:07 | 4 min di lettura
Europa sostiene Ucraina al quarto anniversario della guerra
Foto: El País

La quarta anniversario dell'invasione russa in Ucraina ha visto la capitale ucraina, Kiev, diventare un simbolo di resistenza e di una guerra che non mostra segni di sosta. La cerimonia di commemorazione, tenutasi martedì, ha visto la partecipazione di leader europei e il presidente ucraino Volodímir Zelenski, ma anche il rifiuto di alcuni membri dell'Unione Europea a sostenere un prestito di 90 miliardi di euro destinato a sostenere l'economia del Paese. Il contrasto tra l'Europa, che si schiera a fianco di Kiev, e la posizione contraria di un paese come la Hungria ha messo in luce le divisioni interne all'UE, complicando ulteriormente i tentativi di trovare una soluzione al conflitto. La guerra, entrata nel quinto anno, continua a pesare sulle vite di migliaia di civili e sulle infrastrutture del Paese, ma anche sulle relazioni internazionali, con gli Stati Uniti che, seppur rimanendo un alleato strategico, hanno ridotto la loro presenza diretta nel conflitto.

La cerimonia di martedì ha visto un flusso continuo di automobili con targa diplomatica e la presenza di leader europei come Ursula von der Leyen, presidente della Commissione Europea, e António Costa, presidente del Consiglio Europeo, che hanno cercato di solidificare il sostegno all'Ucraina. Tra le iniziative annunciate c'è il finanziamento di 90 miliardi di euro, un fondo destinato a sostenere l'economia ucraina e a finanziare le sanzioni contro la Russia. Tuttavia, la Hungria, guidata dal premier Viktor Orbán, ha boicottato l'offerta, mettendo in discussione la coesione dell'UE. Orbán, noto per la sua vicinanza al presidente russo Vladimir Putin, ha rifiutato il prestito in seguito all'interruzione del flusso di petrolio nel oleoducto Druzhba, un'infrastruttura che la Russia ha attaccato nel gennaio scorso. La decisione della Hungria ha suscitato critiche da parte di Von der Leyen, che ha sottolineato come il danno alla rete energetica europea fosse un problema di sicurezza strategica.

Il contesto della vicenda si colloca all'interno di una guerra che, dopo quattro anni, continua a essere un tema centrale per l'Europa e per le relazioni internazionali. La Hungria, con la sua posizione contraria al sostegno finanziario all'Ucraina, ha messo in luce le divisioni tra i membri dell'UE, un'Europa che, pur condividendo i valori democratici, si trova a dover gestire differenze politiche e economiche. La decisione di Orbán non solo ha complicato i piani di finanziamento per l'Ucraina, ma ha anche rivelato i limiti dell'azione collettiva dell'UE. La Hungria, inoltre, ha sottolineato come il blocco del prestito fosse un atto di protesta per il blocco dei flussi di petrolio, un problema che ha reso ancora più complessa la situazione energetica dell'Unione.

L'analisi del caso rivela le implicazioni di una politica estera europea divisa, un'Europa che, pur volendo sostenere l'Ucraina, deve confrontarsi con le scelte di singoli Stati membri. La decisione della Hungria ha messo in evidenza come il sostegno all'Ucraina non sia unanime, e come i conflitti interni all'UE possano influenzare la capacità di rispondere a una crisi globale. La mancanza di un accordo unanime per il prestito di 90 miliardi di euro ha reso più difficile il finanziamento per l'Ucraina, un Paese che dipende da questa risorsa per sostenere la sua economia e la sua difesa. La posizione della Hungria, inoltre, ha sollevato questioni di sicurezza energetica, un tema cruciale per l'UE, che cerca di ridurre la dipendenza dal petrolio russo.

La chiusura del dibattito sull'anniversario della guerra rivela la complessità di un conflitto che non ha ancora visto una soluzione definitiva. Il presidente ucraino Zelenski ha insistito sulla necessità di unirsi all'UE entro il 2027, una data che però è considerata irrealistica da molti membri dell'UE. L'Europa, pur essendo un importante alleato, si trova a dover gestire le sue limitazioni, mentre gli Stati Uniti, seppur riducendo la loro presenza diretta, rimangono un elemento cruciale per la strategia di difesa dell'Ucraina. La guerra, come ha sottolineato un comandante ucraino, non si fermerà finché l'economia russa non sarà colpita in modo irreversibile. L'Ucraina, quindi, deve continuare a lottare, non solo per la sua sovranità, ma anche per il futuro dell'Europa, un'area che, pur con le sue divisioni, deve trovare un modo per sostenere un Paese che rappresenta un simbolo di resistenza e di speranza.

Fonte: El País Articolo originale

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