11 mar 2026

Emporio droga al Portuense: 57enne spaccia hashish e marijuana (video)

Un'operazione di polizia che ha sconvolto il quartiere Portuense di Roma ha portato alla luce un emporio della droga nascosto all'interno di un appartamento, dove erano custoditi oltre 40 chili di stupefacenti e più di 50.000 euro in contanti.

05 marzo 2026 | 08:25 | 4 min di lettura
Emporio droga al Portuense: 57enne spaccia hashish e marijuana (video)
Foto: RomaToday

Un'operazione di polizia che ha sconvolto il quartiere Portuense di Roma ha portato alla luce un emporio della droga nascosto all'interno di un appartamento, dove erano custoditi oltre 40 chili di stupefacenti e più di 50.000 euro in contanti. La scoperta, avvenuta durante un blitz coordinato da forze dell'ordine specializzate, ha visto coinvolgere una donna romana di 57 anni, accusata di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini dello spaccio. L'azione, che ha visto il sequestro di circa 36 chili di hashish e 6 chili di marijuana, ha rivelato un sistema organizzato che distribuiva droga in diverse piazze della città. L'indagine, condotta su segnalazioni di movimenti anomali della donna, ha portato a un'inchiesta approfondita che ha culminato in un raid improvviso, durante il quale è stato fermato anche l'acquirente di turno. L'operazione ha messo in luce una rete criminale nascosta tra i quartieri residenziali, con conseguenze significative per la sicurezza pubblica e per il contrasto al traffico di sostanze illegali.

L'indagine ha avuto inizio quando gli investigatori hanno notato comportamenti sospetti legati a una donna residente nel Portuense, un quartiere noto per la presenza di reti criminali. I movimenti della donna, caratterizzati da brevi soste, incontri veloci e spostamenti apparentemente casuali, hanno attirato l'attenzione delle forze dell'ordine, che hanno iniziato a monitorarla con discrezione. Gli agenti, utilizzando tecniche di osservazione e intercettazioni, hanno ricostruito una rete di contatti che sembrava collegata a un giro di rifornimenti di droga. La svolta è arrivata quando, durante un controllo, gli investigatori hanno assistito alla consegna di una dose direttamente a bordo dell'auto della donna. In quel momento, è scattato il blitz, che ha visto la fermata della donna e dell'acquirente, entrambi sottoposti a controllo. La perquisizione iniziale ha rivelato la presenza di oltre 100 grammi di marijuana nascosti tra la tasca della portiera e la borsa portata con sé, ma la situazione è cambiata con la successiva perquisizione domiciliare.

La casa della donna, ubicata in un quartiere residenziale del Portuense, è risultata un vero e proprio "emporio" della droga, con una vasta gamma di stupefacenti suddivisi in panetti contrassegnati da diciture che ricordavano marchi di dolciumi, abbigliamento e cartoni. Gli agenti hanno trovato circa 36 chili di hashish e 6 chili di marijuana, organizzati in modo strutturato per facilitarne la vendita. All'interno dell'appartamento sono stati sequestrati anche 118 dispositivi elettronici contenenti THC, oltre a materiali per il confezionamento delle dosi, tra cui sacchetti, taglierine e strumenti per la pesatura. Una cassetta di sicurezza, nascosta in una stanza defilata, ha rivelato la presenza di oltre 50.000 euro in contanti, ritenuti il provento della sua attività criminale. Questi elementi hanno confermato l'organizzazione e l'estensione del giro di spaccio, che aveva interessato diverse piazze della città.

L'operazione ha messo in luce la complessità delle reti criminali che operano all'interno di quartieri residenziali, spesso nascoste tra le mura domestiche. Il Portuense, pur essendo un'area urbana con una forte presenza di famiglie, è diventato un'area strategica per il traffico di droga, grazie alla sua posizione centrale e alla presenza di strade che collegano diverse zone della città. La scoperta dell'emporio segna un ulteriore passo avanti nel contrasto al narcotraffico, ma anche un segnale di allerta per le autorità, che devono affrontare un fenomeno che si sta diffondendo in modo insidioso. La presenza di dispositivi elettronici e materiali per il confezionamento delle dosi indica una struttura organizzata, che si adatta ai nuovi contesti e alle tecnologie disponibili. L'inchiesta ha dimostrato come la droga possa essere gestita in modo sofisticato, con un'attenzione ai dettagli che riduce i rischi di essere scoperta.

La cattura della donna e l'indagine che ne seguirà potrebbero avere conseguenze significative per il sistema giudiziario e per la lotta contro il crimine organizzato. L'accusa di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini dello spaccio potrebbe portare a un processo che coinvolgerà anche il suo acquirente, che potrebbe essere ritenuto complice o collaboratore. La quantità di droga e di denaro sequestrati rappresenta un colpo duro per la rete criminale, ma anche un monito per i possibili nuovi spostamenti del traffico. Le autorità dovranno ora concentrarsi su un'analisi approfondita dei dati raccolti, per individuare eventuali collegamenti con altre attività illegali e per valutare le strategie di prevenzione. L'operazione del Portuense non solo ha smascherato una rete nascosta, ma ha anche evidenziato l'importanza di un lavoro costante e di una collaborazione tra le forze dell'ordine e la comunità. La lotta alla droga richiede un impegno continuo, con un focus su aree che sembrano protette ma sono in realtà vulnerabili. La situazione rimane complessa, ma la scoperta del blitz offre un'opportunità per rafforzare i controlli e prevenire futuri episodi.

Fonte: RomaToday Articolo originale

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