11 mar 2026

Emergenza a Roma nord dopo collasso pericolante

La tragedia di Isola Farnese si ripete con una tragicità crescente, aprendo un'altra ferita nel cuore di Roma nord.

30 gennaio 2026 | 12:59 | 5 min di lettura
Emergenza a Roma nord dopo collasso pericolante
Foto: RomaToday

La tragedia di Isola Farnese si ripete con una tragicità crescente, aprendo un'altra ferita nel cuore di Roma nord. Il 29 gennaio, a distanza di tre settimane da un primo crollo che aveva già isolato il quartiere, un'altra parte del costone roccioso si è staccata, colpendo con la sua forza la strada di accesso unica al borgo. La frana, che ha spostato massi di roccia per oltre venti metri di altezza, ha schiacciato recinzioni metalliche e strutture in cemento, creando un isolamento totale per il quartiere. La situazione, già critica dal 8 gennaio, si è aggravata con l'arrivo di piogge intense che hanno reso il terreno più instabile. La strada, che era stata temporaneamente ripristinata, è nuovamente bloccata, lasciando i residenti in una condizione di totale dipendenza da vie di accesso alternative. I lavori di ancoraggio, iniziati dopo il primo crollo, erano previsti per concludersi entro cinque giorni, ma il terzo cedimento ha interrotto i piani, richiedendo un intervento immediato. Il quartiere, che ospita circa 5.000 abitanti, è rimasto senza servizi pubblici, con scuole, centri anziani e trasporti feriti. La vita quotidiana si è trasformata in una sequenza di appuntamenti a rischio, con i cittadini costretti a muoversi in modo estremamente limitato.

Il crollo del 29 gennaio ha avuto un impatto immediato sulla sicurezza e sulla mobilità dei residenti. Prima del cedimento, le squadre di rocciatori avevano iniziato i lavori di stabilizzazione, ma la natura estremamente aggressiva del terreno ha reso l'operazione complessa. La frana ha colpito in due momenti distinti: nella tarda mattinata, quando i rocciatori erano appesi al costone, e nel pomeriggio, quando una porzione significativa del terrapieno è crollata. La strada, che era già stata danneggiata, è diventata un'area di pericolo, con la polizia locale e le squadre di protezione civile che hanno disposto la chiusura definitiva. I vigili del fuoco, dopo le verifiche, hanno escluso ogni possibilità di passaggio, anche per i mezzi di soccorso. Il municipio ha quindi organizzato una serie di misure di emergenza, tra cui la conversione del centro anziani in un presidio della Croce Rossa e la richiesta di supporto all'elisoccorso. L'area di parcheggio accanto alla chiesa è stata indicata come potenziale punto di atterraggio, ma il rischio di ulteriori crolli ha reso necessaria una gestione estremamente cauta.

Isola Farnese, un quartiere storico di Roma, si trova in una zona particolarmente esposta a frane e crolli, un problema che ha caratterizzato la sua storia negli ultimi anni. Il quartiere, situato lungo il fiume Tevere, ha sempre avuto un terreno instabile, con rocce sottostanti che si frammentano sotto l'azione della pioggia e del tempo. Il primo crollo del 2 gennaio aveva già causato danni significativi, con una parte del costone che si era staccata, lasciando i residenti in una situazione di emergenza. Le autorità avevano immediatamente attivato i servizi di soccorso, ma la situazione si è rivelata più complessa del previsto. Le piogge successive, che hanno interessato gran parte della regione Lazio, hanno ulteriormente compromesso la stabilità del terreno, rendendo necessario un intervento continuo e coordinato. Il municipio XV, guidato dal presidente Daniele Torquati, ha affrontato la situazione con determinazione, ma i tempi di recupero si sono rivelati più lunghi del previsto. La mancanza di una soluzione definitiva ha reso la vita quotidiana un'esperienza di tensione costante, con i cittadini costretti a adattarsi a un'organizzazione di emergenza.

La crisi ha messo in luce le fragilità di un sistema che, pur essendo stato messo in atto, non ha potuto prevedere tutti i rischi. Il presidente del municipio, Daniele Torquati, ha espresso il suo apprezzamento per il lavoro delle squadre di soccorso, ma ha anche sottolineato la gravità della situazione. "Sapevamo che la situazione era estremamente critica e per questo si doveva intervenire rapidamente per affrontare le piogge di questi giorni che avrebbero peggiorato la situazione", ha dichiarato. Tuttavia, nonostante gli sforzi, le piogge non hanno lasciato scampo, rendendo necessaria una gestione estremamente cauta. L'isolamento del quartiere ha creato un'emergenza che va al di là dell'ambito tecnico, coinvolgendo anche la comunità e le istituzioni. I consiglieri di Forza Italia, Stefano Peschiaroli e Giuseppe Mocci, hanno espresso preoccupazione per il ritardo nella riapertura della strada, sottolineando che la situazione è diventata insostenibile per i residenti. "Purtroppo le previsioni iniziali del presidente del municipio, che aveva garantito una riapertura entro 15 giorni, sono state disattese. Sin dall'inizio dell'emergenza la situazione è stata sottovalutata", hanno ricordato, chiedendo un intervento urgente da parte del sindaco di Roma.

La strada verso una soluzione appare ancora lunga, ma i primi passi sono stati fatti. Le squadre di rocciatori sono tornate sul posto per aggiornare gli interventi sul costone, mentre la protezione civile e il dipartimento lavori pubblici di Roma Capitale valutano la realizzazione di un percorso pedonale più sicuro. Inoltre, si sta procedendo alla valutazione di alternative, tra cui il ponticello di via Prato della Corte e una nuova via di passaggio da via Giacomo Andreassi. Il minisindaco ha annunciato che si sta già attivando con il presidente del Parco di Veio per ottenere le autorizzazioni necessarie per i percorsi alternativi. La situazione, tuttavia, richiede un impegno collettivo, con il coinvolgimento di enti locali, nazionali e regionali. I residenti, pur esposti a un'esperienza difficile, continuano a mostrare resilienza e collaborazione, sperando che le autorità riescano a trovare una soluzione definitiva. La strada di Isola Farnese è un simbolo di una battaglia continua contro la natura, ma la sua riapertura rappresenta un passo cruciale per il futuro del quartiere.

Fonte: RomaToday Articolo originale

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