11 mar 2026

Ecuador e Usa lanciano operazioni congiunte per combattere il narcotraffico

Il presidente equatoriano Noboa ha annunciato una collaborazione con gli Stati Uniti per combattere il narcotraffico e l'estrazione illegale, con nuove operazioni congiunte e un coprifuoco in province colpite, in un contesto di crescente instabilità regionale.

03 marzo 2026 | 06:24 | 5 min di lettura
Ecuador e Usa lanciano operazioni congiunte per combattere il narcotraffico
Foto: Le Monde

Il presidente equatoriano Daniel Noboa, noto per le sue simpatie verso Donald Trump e per il ruolo chiave nel fronte anti-narcotraffico in America Latina, ha annunciato in un messaggio pubblicato su X il 2 marzo la volontà di iniziare una "nuova fase" nella battaglia contro i gruppi criminali che operano nel traffico di cocaïna e nell'estrazione illegale di minerali. L'obiettivo dichiarato è "raggiungere la pace in ogni angolo del paese" attraverso operazioni "congiunte" con "alleati della regione", tra cui gli Stati Uniti. La decisione segue un incontro tenutosi a Quito tra Noboa e il comandante del Southcom, il comando militare americano per l'America Latina e le Caraibi, Francis L. Donovan, nonché il controammiraglio Mark A. Schafer, responsabile del Commando delle operazioni speciali del Southcom. L'iniziativa, sottolineata da un comunicato ufficiale, prevede la collaborazione tra le forze equatoline e quelle di Paesi esteri per il controllo di porti e aeroporti, con l'obiettivo di smantellare reti criminali che hanno causato anni di instabilità e violenza nel paese.

La collaborazione tra Ecuador e Stati Uniti è stata ulteriormente rafforzata da una serie di misure concrete, tra cui il rafforzamento delle forze di sicurezza e la condivisione di informazioni strategiche. Il generale Donovan ha sottolineato l'importanza della sinergia tra alleati per combattere il narcoterrorismo, un fenomeno che ha visto negli ultimi anni un incremento di attività in Ecuador, soprattutto lungo le rotte di trasporto verso il continente nordico. Secondo il comunicato, le forze equatoline hanno dimostrato un impegno costante nel contrastare i gruppi criminali, con operazioni mirate a ridurre la presenza di armi e droga nei centri urbani e nelle aree rurali. Tuttavia, non è stato specificato se le operazioni congiunte prevederanno la presenza di truppe americane sul territorio equatoriano, né quali altri Paesi regionali saranno coinvolti nel progetto. La cooperazione tra i due Paesi, che si è intensificata dopo l'arrivo al potere di Noboa nel 2023, rappresenta un elemento chiave per la gestione della sicurezza in un paese che ha affrontato negli ultimi anni una crisi di governance e un aumento dei fatti di violenza.

L'impegno del governo Noboa si traduce anche in misure di emergenza, come il divieto di movimento notturno introdotto per quattro province tra le più colpite dalla criminalità. Il provvedimento, valido dal 15 al 30 marzo, riguarda le regioni di Guayas, Los Rios, Santo Domingo de los Tsachilas e El Oro, aree dove la presenza di gruppi armati e la diffusione di droga hanno creato un clima di tensione. Il ministro dell'Interno, John Reimberg, ha invitato i cittadini a restare a casa per "combattere la guerra" insieme alle forze di sicurezza, sottolineando l'urgenza di un piano di azione che coinvolga sia le istituzioni pubbliche che la popolazione. L'introduzione del coprifuoco segna una escalation delle misure di sicurezza, che si aggiungono a un programma di rafforzamento delle forze di polizia e a un piano di investimenti in infrastrutture per migliorare la gestione delle aree a rischio. La decisione di introdurre limitazioni alle libertà individuali riflette la gravità della situazione e la volontà di prendere provvedimenti drasticamente, anche a costo di controlli estesi su movimenti e attività quotidiane.

La collaborazione tra Ecuador e Stati Uniti in materia di sicurezza si colloca in un contesto più ampio di tensioni regionali e di spostamenti di potere. Negli ultimi anni, il paese è diventato un punto di interesse per organizzazioni criminali che sfruttano la sua posizione strategica per il trasporto di droga verso gli Stati Uniti. L'arrivo al potere di Noboa ha segnato un cambio di rotta rispetto al passato, con un rafforzamento dell'impegno anti-narcotraffico e un aumento dell'attenzione verso il controllo delle frontiere. La recente presenza di militari statunitensi a Manta, nel sud-ovest del paese, è un esempio di come la cooperazione tra i due Paesi si sia intensificata. Tuttavia, nonostante i progressi, la situazione resta complessa: il traffico di droga, l'estrazione illegale di minerali e la corruzione continuano a essere fonti di instabilità. L'incremento delle operazioni congiunte potrebbe portare a una maggiore efficienza nel contrasto ai gruppi criminali, ma richiede anche una gestione attenta delle relazioni internazionali per evitare conflitti di interessi o sovrapposizioni di competenze.

L'impatto delle misure adottate da Noboa potrebbe essere significativo per la stabilità politica e sociale del paese. Il rafforzamento delle forze di sicurezza e la collaborazione con gli Stati Uniti potrebbero contribuire a ridurre la presenza di gruppi criminali e a migliorare la sicurezza nei centri urbani. Tuttavia, il rischio di un aumento del controllo statale su libertà individuali e la possibilità di tensioni con gli alleati regionali rappresentano sfide non trascurabili. La gestione del coprifuoco e la coordinazione tra le forze di polizia e le autorità locali saranno chiave per il successo di queste iniziative. Inoltre, il governo dovrà affrontare la questione della gestione dei fondi destinati ai progetti di sicurezza e alla lotta contro la corruzione, che rimangono un problema persistente. L'obiettivo finale, come dichiarato da Noboa, è di "raggiungere la pace in ogni angolo del paese", un traguardo che richiede non solo azioni immediate ma anche una strategia a lungo termine per affrontare le radici del conflitto. La prossima settimana sarà cruciale per valutare l'efficacia delle misure adottate e per monitorare l'evoluzione della situazione in Ecuador.

Fonte: Le Monde Articolo originale

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