È sicuro viaggiare in Messico dato il violento clima di criminalità?
La recente escalation della violenza legata ai cartelli nella penisola del Messico ha scosso il settore turistico, mettendo in allerta viaggiatori e operatori economici.
La recente escalation della violenza legata ai cartelli nella penisola del Messico ha scosso il settore turistico, mettendo in allerta viaggiatori e operatori economici. A partire da una serie di episodi di scontri armati, incendi e blocchi stradali, le autorità locali hanno dovuto interrompere i voli in arrivo e in partenza da città come Puerto Vallarta e Guadalajara. La situazione, inizialmente concentrata nel Jalisco, ha scatenato preoccupazioni a livello nazionale, con l'amministrazione Usa che ha emesso avvisi di "rimanere a casa" per alcuni territori e raccomandazioni di prudenza per altri. La crisi, alimentata dalla morte del capo del Jalisco New Generation Cartel, El Mencho, ha messo in discussione la sicurezza di destinazioni tradizionalmente tranquille, come Cancún e Playa del Carmen, spostando l'attenzione su un contesto che va al di là delle normali oscillazioni della criminalità locale.
L'episodio ha visto un'ondata di violenza che ha coinvolto non solo le comunità locali, ma anche aree turistiche. Gli scontri hanno causato la chiusura di alloggi, la sospensione dei trasporti pubblici e la limitazione dell'accesso a servizi essenziali, come i supermercati. Le forze dell'ordine, supportate da circa 10.000 soldati federali, hanno cercato di contenere la situazione, ma la rapidità con cui i cartelli possono reagire a operazioni di repressione ha reso la situazione instabile. Kent Webber, ex ufficiale del Pentagono, ha sottolineato che il rischio per i turisti, sebbene non elevato al di fuori delle aree colpite, potrebbe aumentare in modo imprevedibile se i vertici dei cartelli vengono arrestati o uccisi. L'incertezza, inoltre, ha portato a una riduzione dei voli e a un calo del numero di visitatori, con impatti diretti sulle economie locali che dipendono in gran parte dal turismo.
Il contesto di questa crisi si colloca in un quadro più ampio di una crisi sistemica del narcotraffico messicano. I cartelli, tradizionalmente attenti a non mettere in pericolo i turisti per evitare l'attenzione delle autorità, stanno subendo un processo di frammentazione. Questo fenomeno, spiegato da Webber, ha portato alla nascita di fazioni più piccole e meno controllate, che potrebbero agire con maggiore improvvisazione. La presenza di forze di sicurezza in aree turistiche, come i resort e le strutture alberghiere, ha ridotto il rischio per i visitatori, ma non ha eliminato del tutto la minaccia. La morte di El Mencho, in particolare, ha scatenato una reazione di vendetta, con scontri che hanno coinvolto non solo le forze di polizia, ma anche il personale delle aziende private. Questo scenario ha reso più complessa la gestione della sicurezza, soprattutto per i turisti che si trovano in aree con un'incertezza elevata.
Le conseguenze di questa situazione sono multiple, sia a livello politico che economico. Il governo messicano, guidato da Claudia Sheinbaum, ha dichiarato che il paese è tornato in sicurezza, ma le autorità Usa hanno mantenuto avvisi di cautela per diverse regioni. L'effetto sull'industria turistica è stato immediato: gli hotel e i tour operator hanno dovuto adottare misure preventive, come la chiusura di alcuni servizi o l'invio di informazioni ai clienti. Tuttavia, esperti come Robert Bunker, studioso di cartelli da oltre trent'anni, hanno rassicurato che i turisti non siano i principali obiettivi, poiché i gruppi criminali tendono a concentrarsi su interlocutori più diretti, come le autorità o i rivali. Questo non significa che il rischio sia nullo, ma indica che le destinazioni lontane dal Jalisco, come Cancún o Los Cabos, potrebbero rimanere accessibili.
Per i viaggiatori, il consiglio principale è di monitorare costantemente le indicazioni del Dipartimento degli Stati Uniti per il Messico e di valutare attentamente le destinazioni. Alcune aree, come Ciudad Guzmán o Puerto Vallarta, sono state dichiarate sicure, ma altre, come Tamaulipas o Michoacán, rimangono a rischio. L'acquisto di polizze assicurative che coprono interruzioni impreviste è un'opzione utile, sebbene i dettagli debbano essere verificati. Inoltre, è consigliabile evitare di muoversi in zone non necessarie e di utilizzare servizi di trasporto autorizzati, soprattutto in aree con una presenza di forze di sicurezza limitata. Nonostante la tensione, Bunker ha ritenuto che la situazione si stabilizzi entro la fine della stagione dei break estivi, ma ha sottolineato l'importanza di rimanere vigili e di adottare precauzioni individuali. In sintesi, il messaggio è chiaro: il Messico resta un destino attraente, ma richiede una valutazione attenta del rischio e una preparazione adeguata per garantire la sicurezza dei visitatori.
Fonte: The New York Times Articolo originale
Articoli Correlati
Disparizione di Madoua: fine ricerca volontaria per bambino di 4 anni vicino alla Marne
5 giorni fa
Diabolico piano: tre persone svuotano conto e sfrattano anziana a Mazzano
5 giorni fa
Bomba distrugge bar ad Acilia, fermato 62enne in fuga
5 giorni fa