11 mar 2026

Durante un blackout internet di due settimane, alcuni iraniani stanno tornando online

Negli ultimi 17 giorni, i cittadini iraniani hanno affrontato una repressione senza precedenti da parte delle autorità, che hanno cercato di soffocare i proteste popolari con un blocco totale delle comunicazioni.

26 gennaio 2026 | 20:16 | 4 min di lettura
Durante un blackout internet di due settimane, alcuni iraniani stanno tornando online
Foto: The New York Times

Negli ultimi 17 giorni, i cittadini iraniani hanno affrontato una repressione senza precedenti da parte delle autorità, che hanno cercato di soffocare i proteste popolari con un blocco totale delle comunicazioni. Il governo ha interrotto l'accesso a internet e ai servizi di messaggistica, riducendo drasticamente la capacità dei cittadini di contattare il mondo esterno. Tuttavia, alcuni iraniani, desiderosi di rimanere in contatto con la famiglia e di condividere la situazione in terra, hanno trovato momenti sporadici ma brevi di connessione. Questi accessi limitati hanno permesso non solo di inviare messaggi di saluto, ma anche di trasmettere video e dati su quanto sta accadendo nel Paese, fornendo un'immagine più precisa del dramma che si sta svolgendo. La situazione è diventata un'arma a doppio taglio, poiché se da un lato permette di scambiare informazioni, dall'altro espose i cittadini a rischi elevati.

I momenti di connessione, pur brevi, hanno dato agli operatori di media e ai gruppi di diritti umani uno sguardo più ampio sulla portata delle azioni governative. Secondo alcune organizzazioni umanitarie, i dati raccolti suggeriscono che il numero di vittime potrebbe essere molto superiore alle 5.200 persone precedentemente stimato. Le informazioni ottenute tramite questi accessi sono fondamentali per comprendere il bilancio umano del conflitto, ma restano frammentari e difficili da verificare. Molti iraniani, inoltre, hanno utilizzato questi momenti per rassicurare parenti e amici, un gesto di solidarietà in un contesto di totale isolamento. Tuttavia, il rischio di essere intercettati o di subire punizioni è elevato, e molti preferirebbero rimanere in silenzio.

L'interferenza del governo su internet non è un fenomeno nuovo, ma la durata e l'ampiezza del blocco attuale rappresentano un record. Il blackout, che è iniziato il 8 gennaio, ha colpito non solo i servizi di comunicazione, ma anche la capacità di monitorare e documentare gli eventi. Prima di questa crisi, l'Iran aveva già sperimentato blocchi parziali durante proteste e conflitti, ma questa volta la repressione è stata completa e prolungata. Le autorità hanno anche bloccato le chiamate internazionali, limitando ulteriormente la possibilità di contatto. Gli unici servizi funzionanti sono quelli delle chiamate domestiche, che però si interrompono di notte. Questo isolamento ha reso difficile per i giornalisti e i gruppi di ricerca di verificare le cifre ufficiali, che sembrano essere state fortemente ridotte o manipolate.

L'accesso casuale a internet ha creato un "limbo" in cui gli utenti non sono né pienamente connessi né completamente disconnessi, come ha spiegato Alp Toker, direttore di NetBlocks, un'organizzazione che monitora le reti. Secondo alcuni esperti, il governo potrebbe stanno sperimentando metodi per "whitelistare" utenti, offrendo accesso a determinati gruppi in base a criteri come la lealtà politica, la capacità di pagare o la necessità professionale. Questo sistema di accesso differenziato potrebbe portare a una forma di internet a strati, dove alcune persone hanno accesso limitato e altre ne godono in modo completo. Tuttavia, questi tentativi non sono perfetti e generano errori, permettendo occasionalmente accessi non previsti. Questo fenomeno ha reso il Paese un laboratorio per l'espansione di nuove tecnologie di controllo, ma anche un campo di prova per la resistenza civile.

La crisi ha avuto un impatto economico significativo, con il Paese che perde tra 16 e 24 milioni di dollari al giorno a causa della mancanza di connessione. Le aziende, in particolare quelle che dipendono da internet per operare, hanno subito danni ingenti, mentre i cittadini si trovano in una situazione di totale isolamento. Nonostante i tentativi di ripristinare almeno una forma di accesso, la situazione resta caotica e incerta. Gli esperti sottolineano che il governo potrebbe continuare a sperimentare nuove strategie per gestire la comunicazione, ma il rischio di ulteriore repressione rimane alto. La verità sulle vittime e sui dettagli del conflitto, purtroppo, resta nascosta dietro una cortina di censura, e solo il tempo potrà rivelare l'effettivo impatto di questa crisi.

Fonte: The New York Times Articolo originale

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