11 mar 2026

Droni vicino al porta-avioni 'Charles de Gaulle' erano russi, confermano le forze armate svedesi.

Le forze armate svedesi hanno confermato, venerdì 27 febbraio, che un drone neutralizzato mercoledì vicino al portaerei francese Charles de Gaulle, in sosta a Malmö, proviene da una fonte russa.

27 febbraio 2026 | 23:37 | 4 min di lettura
Droni vicino al porta-avioni 'Charles de Gaulle' erano russi, confermano le forze armate svedesi.
Foto: Le Monde

Le forze armate svedesi hanno confermato, venerdì 27 febbraio, che un drone neutralizzato mercoledì vicino al portaerei francese Charles de Gaulle, in sosta a Malmö, proviene da una fonte russa. L'incidente si è verificato nel canale di Oresund, nel quale il nave di intelligence russa Zhigulevsk stava transitando attraverso le acque territoriali svedesi. Secondo il comunicato ufficiale delle forze armate, il drone è stato rilevato da un'unità navale svedese, il HMS Rapp, che era presente nella zona per monitorare l'operatività del gruppo aeronavale francese. Gli equipaggiamenti del Rapp hanno rilevato un'attività di drone e attivato misure di contramedia per interrompere la sua funzionalità. L'evento ha rappresentato un episodio significativo di tensione nel contesto geopolitico della regione, dove la presenza russa e l'impegno di paesi NATO si intrecciano in modo complesso. L'azione svedese è stata definita esemplare e professionale, con una risposta rapida e precisa per garantire la sicurezza delle acque territoriali.

L'incidente ha avuto luogo a circa 13 chilometri dal Charles de Gaulle, in prossimità della città di Malmö, dove il portaerei francese era in sosta prima di partecipare a esercizi NATO. Il Zhigulevsk, un'unità russa destinata a raccogliere informazioni militari, era in transito attraverso il canale di Oresund, un'area strategica tra la Svezia e la Danimarca. Le forze svedesi hanno precisato che il drone, che ha violato le norme di accesso al territorio svedese, è stato neutralizzato grazie a tecnologie di guerra elettronica, che permettono di interrompere la comunicazione tra l'apparecchio e il suo operatore. Questa metodologia, utilizzata per evitare danni fisici, ha permesso di bloccare l'attività del drone senza coinvolgere armi letali. Dopo l'intervento, il Zhiguledevsk è stato accompagnato fuori dalle acque territoriali svedesi, raggiungendo la regione della Baltico. L'episodio ha rafforzato la percezione della minaccia russa in un'area dove i rapporti tra i membri dell'Alleanza Atlantica e la Russia sono tesi.

Il contesto geopolitico del canale di Oresund è caratterizzato da una competizione tra la Russia e i paesi NATO per il controllo del Mare Baltico, un'area strategica per le rotte commerciali e le operazioni militari. La presenza del Zhigulevsk in quest'area, unica in Europa per la sua capacità di raccogliere dati sulle forze navali, ha suscitato preoccupazioni tra gli osservatori. Lo scorso anno, diversi episodi di sorvoli di droni non autorizzati hanno suscitato allarme in paesi europei, alcuni dei quali hanno attribuito tali attività a operazioni di guerra ibrida russa. Tuttavia, il ministero degli Esteri francese ha espresso una posizione netta, affermando che il drone russo rappresenta una "provocazione ridicola". Questo commento sottolinea la gravità dell'episodio, che ha messo in luce la vulnerabilità di aree chiave nei confronti di attività di sorveglianza non autorizzate.

L'incidente ha evidenziato l'importanza della vigilanza costante da parte delle forze armate, specialmente in un contesto in cui le tecnologie di sorveglianza e di intercettazione stanno evolvendo rapidamente. Le forze svedesi hanno rilevato che il drone non era stato rilevato da sistemi di difesa tradizionali, ma solo grazie a strumenti di guerra elettronica, un'abilità che richiede una preparazione specifica. Questo aspetto ha sollevato questioni sulle capacità di rilevamento di altre nazioni, che potrebbero non essere pronte a gestire simili situazioni. Inoltre, l'episodio ha messo in luce le sfide legate alla distinzione tra attività di guerra ibrida e semplici incidenti. Alcuni esperti militari hanno sottolineato che non tutti i sorvoli di droni possono essere ricondotti a operazioni deliberate, ma l'assenza di un chiaro contesto ha reso difficile giudicare l'intento degli operatori.

L'episodio del drone russo rappresenta un caso emblematico di come le tensioni geopolitiche si manifestino attraverso mezzi tecnologici sempre più sofisticati. La Svezia, membro dell'Unione Europea ma non dell'Alleanza Atlantica, ha dimostrato una capacità di reazione rapida, rafforzando la sua posizione come attore chiave nel Mare Baltico. La reazione francese, che ha espresso preoccupazione per la provocazione russa, ha sottolineato l'importanza di un coordinamento tra i paesi NATO per affrontare minacce simili. Tuttavia, il caso ha anche sollevato questioni sulle norme internazionali per la navigazione in acque territoriali e sulla responsabilità di Stati che operano in aree sensibili. Gli osservatori prevedono che il tema dei droni non autorizzati continuerà a occupare un ruolo centrale nei dibattiti politici e militari, soprattutto in un contesto in cui le tecnologie di sorveglianza e di intercettazione evolvono a ritmi rapidi. La Svezia e la Francia, insieme ad altri membri dell'Alleanza, dovranno affrontare questa sfida con una strategia condivisa per proteggere gli interessi nazionali e garantire la sicurezza regionale.

Fonte: Le Monde Articolo originale

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