11 mar 2026

Droni smantellano fortino della droga a Colle del Sole: sequestrati 4.500 chili

La polizia di Stato ha smantellato un vasto giro d'affari di droga gestito da membri della famiglia Di Rocco, sinti italiani stabiliti a Roma da anni, in un quartiere residenziale come Colle del Sole.

03 marzo 2026 | 10:59 | 6 min di lettura
Droni smantellano fortino della droga a Colle del Sole: sequestrati 4.500 chili
Foto: RomaToday

La polizia di Stato ha smantellato un vasto giro d'affari di droga gestito da membri della famiglia Di Rocco, sinti italiani stabiliti a Roma da anni, in un quartiere residenziale come Colle del Sole. L'operazione, condotta con l'ausilio di droni per monitorare i movimenti sospetti e un'indagine coordinata tra le forze di polizia, ha portato all'arresto di due uomini e a una donna, con il sequestro di migliaia di chili di marijuana, hashish, cocaina e un'enorme somma in contanti. L'azione si è svolta il 27 febbraio, poco dopo il ritrovamento di una bomba all'interno di un'auto nella zona di Villaggio Falcone, sebbene non sia ancora chiaro se i due episodi siano collegati. La zona, caratterizzata da villette familiari, è diventata un punto strategico per il traffico di sostanze illecite, con una rete organizzata che si estende tra Ponte di Nona, Villaggio Falcone e Riserva Nuova. La procura di Roma, guidata dalla sostituta procuratrice Nadia Plastina, ha coordinato gli investigatori che hanno messo in atto un piano mirato a smantellare il fortino della droga, un'attività che ha richiesto mesi di indagini e una collaborazione tra diverse unità operative. Questo caso rappresenta un esempio di come le tecniche investigative moderne, come l'uso di droni e la collaborazione tra forze di polizia, possano essere decisive per contrastare il narcotraffico in aree apparentemente tranquille.

L'indagine ha rivelato una struttura di spaccio altamente organizzata, con metodi che sembravano studiati per evitare il controllo delle autorità. Guerino Di Rocco, un uomo di 49 anni già noto per precedenti per droga, ha svolto un ruolo chiave come custode della droga, nonostante fosse sottoposto agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. Dalla sua abitazione in via Riola Sardo, prelevava la sostanza nascosta sotto una tettoia e la lanciava oltre un muro di cinta al nipote Costantino Di Rocco, un uomo di 38 anni, che attendeva nell'adiacente cortile di via Giba. Quest'ultimo, a sua volta, distribuiva le dosi ai clienti e riconsegnava il pacchetto allo zio, che lo nascondeva nuovamente in un punto strategico come una grondaia. Questa metodica operazione, che si svolgeva in un'area residenziale, ha permesso ai due Di Rocco di mantenere un controllo totale sul giro d'affari senza suscitare sospetti. La polizia ha svelato che l'intero sistema era supportato da un'organizzazione che coinvolgeva anche altre figure, tra cui una donna romana di 37 anni, trovata in possesso di un foglio manoscritto con nomi e cifre riconducibili allo spaccio, nonché di una quantità significativa di contanti. L'operazione ha dimostrato come la combinazione di tecnologia avanzata e una spietata organizzazione possa rendere difficile il contrasto del traffico di droga in contesti apparentemente normali.

Il contesto della vicenda si colloca all'interno di un quadro più ampio di criminalità organizzata che ha afflitto la zona di Colle del Sole e dintorni per anni. Questo quartiere, pur essendo prevalentemente residenziale, è diventato un punto strategico per il narcotraffico grazie alla sua posizione e alla scarsa visibilità delle attività illegali. La presenza di villette familiari ha permesso ai criminali di operare in modo discreto, sfruttando la normalità quotidiana per occultare le loro attività. L'area, che include anche Ponte di Nona e Villaggio Falcone, è nota per essere un crocevia di traffico, con un'infrastruttura che facilita il trasporto e la distribuzione di sostanze illecite. Le indagini hanno rivelato che il giro d'affari non era isolato ma faceva parte di una rete più ampia che si estende a diverse zone della città. La collaborazione tra le forze di polizia, tra cui la polizia di Stato, la guardia di finanza e la polizia locale di Ciampino, ha permesso di smantellare questa struttura, dimostrando l'importanza di un coordinamento interforze per affrontare il crimine organizzato. La polizia ha sottolineato che il caso di Colle del Sole rappresenta un esempio di come la criminalità possa adattarsi ai cambiamenti del contesto sociale, utilizzando strumenti moderni e tecniche sofisticate per operare in modo occulto.

Le implicazioni dell'operazione sono significative sia per la comunità locale che per la lotta al narcotraffico in Italia. La cattura di 4.500 chili di marijuana, un chilo di hashish e 50 grammi di cocaina rappresenta un colpo durissimo per la rete criminale, che ha visto il sequestro anche di oltre 45.000 euro in contanti e 32.470 euro nascosti in una cabina armadio. Questi numeri evidenziano l'entità del giro d'affari, che si è sviluppato in un'area apparentemente tranquilla, sfruttando la normalità quotidiana per operare in modo nascosto. L'uso di droni per monitorare i movimenti sospetti ha dimostrato come le tecnologie moderne possano essere decisive nel contrasto della criminalità, permettendo una sorveglianza precisa e senza rischi per gli investigatori. Inoltre, l'arresto di una donna, trovata in possesso di un foglio con nomi e cifre riconducibili al traffico, ha rivelato come la rete possa coinvolgere anche figure femminili, che spesso operano in modo più discreto ma non meno pericoloso. Questo caso ha suscitato l'attenzione delle autorità, che hanno espresso soddisfazione per l'efficacia dell'indagine, ma hanno anche riconosciuto la necessità di un impegno costante per prevenire futuri episodi di criminalità. La polizia ha messo in evidenza che il traffico di droga non si ferma mai, e che la lotta deve essere continuata con metodi sempre più innovativi.

La chiusura dell'operazione ha visto l'approvazione dei provvedimenti d'arresto con rito direttissimo, con l'incriminazione dei due Di Rocco e della donna romana, nonché l'indagine su altre quattro persone denunciate a piede libero. Gli investigatori hanno sottolineato che la rete era complessa e ben organizzata, ma che la collaborazione tra le forze di polizia ha permesso di smantellarla in modo definitivo. Le autorità hanno espresso la propria soddisfazione per il risultato raggiunto, ma hanno anche riconosciuto che il problema del narcotraffico richiede una strategia a lungo termine. La polizia di Stato ha ribadito l'impegno a proseguire l'indagine per identificare eventuali connessioni con altre attività criminali, come il ritrovamento della bomba a Villaggio Falcone. Questo caso ha messo in luce come la criminalità possa adattarsi a contesti residenziali, sfruttando la normalità per occultare le proprie attività. La comunità, in particolare, ha espresso un senso di sollievo per la rimozione di un'area a rischio, ma anche preoccupazione per la persistenza del problema. Le autorità hanno quindi ribadito la necessità di un impegno costante per contrastare il narcotraffico, con un focus su tecnologie avanzate e collaborazioni interforze, in modo da garantire la sicurezza dei cittadini e la stabilità sociale.

Fonte: RomaToday Articolo originale

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