11 mar 2026

Dopo 60 anni di guerra alla droga: Quali strade?

L'uccisione del capo del Jalisco New Generation Cartel, Nemesio Oseguera Cervantes, noto come El Mencho, segna un evento drammatico nel conflitto globale contro le organizzazioni criminali che controllano il mercato delle droghe.

24 febbraio 2026 | 11:57 | 5 min di lettura
Dopo 60 anni di guerra alla droga: Quali strade?
Foto: The New York Times

L'uccisione del capo del Jalisco New Generation Cartel, Nemesio Oseguera Cervantes, noto come El Mencho, segna un evento drammatico nel conflitto globale contro le organizzazioni criminali che controllano il mercato delle droghe. L'operazione militare condotta in Messico il 17 ottobre 2024 ha portato alla morte del leader di uno dei più potenti cartelli al mondo, il cui ambito d'azione si estende da Messico a Usa, Europa e altre regioni. Tuttavia, il ritrovamento di El Mencho non rappresenta un'escalation definitiva del conflitto, ma piuttosto un ulteriore episodio in una guerra che ha visto negli ultimi 60 anni un continuo alternarsi di vittorie parziali e nuove forme di organizzazione criminale. Il caso di El Mencho svela una realtà complessa: nonostante la cattura di un leader, il cartello non si dissolve, ma si adatta, rafforzando le sue strutture interne e ampliando la sua influenza. Questo fenomeno ha reso il conflitto contro le droghe un processo ciclico, in cui ogni sconfitta appare solo un passo verso un'altra fase di crisi.

Il Jalisco New Generation Cartel (JNGC), noto per la sua capacità di adattarsi e di espandere il proprio potere, è un'organizzazione complessa composta da decine di gruppi sparsi in Messico, ciascuno specializzato in attività diverse. Da anni, il cartello è noto per la sua capacità di infiltrarsi in settori economici legittimi, come la produzione di avocado destinati al mercato Usa, e per la sua attività di smembramento di migranti verso il Nord America. La sua struttura, che combina violenza calcolata e operazioni di controllo territoriale, ha reso difficile l'identificazione e la distruzione delle sue attività. Gli analisti sottolineano che la morte di El Mencho potrebbe portare a una fase di instabilità interna, con un'eventuale lotta per il controllo del potere. Tuttavia, la sua scomparsa non è sufficiente a eliminare l'organizzazione, poiché il JNGC si è radicato in modo profondo nel tessuto sociale e economico del Messico. La sua capacità di adattarsi a nuove situazioni e di sfruttare le debolezze dello Stato ha reso il conflitto un'arma a doppio taglio, in cui ogni vittoria sembra solo un inizio di un nuovo ciclo.

Il contesto storico del conflitto contro le droghe in Messico mostra una realtà di lunga data: da decenni, il Paese ha combattuto una guerra senza fine contro i cartelli, che si sono trasformati, si sono divisi e si sono riconformati in nuove versioni. Il caso del JNGC è solo l'ultimo esempio di questa dinamica. La storia recente del Paese è segnata da episodi come l'arresto di Joaquín Guzmán Loera, noto come El Chapo, nel 2014, che non ha portato alla distruzione del Sinaloa Cartel, ma solo a una sua evoluzione. Il JNGC, nato dagli scarti del Milenio Cartel, ha dimostrato una capacità di sopravvivenza estrema, grazie al suo modello di governance che unisce violenza strategica e controllo territoriale. Questo approccio ha reso i cartelli resilienti, in grado di resistere alle operazioni di repressione e di riconquistare terreni persi. La sua espansione non si limita al Messico, ma si estende a livello globale, con attività che coinvolgono il traffico di droga, la corruzione politica e l'abuso di potere da parte di funzionari dello Stato. Questa complessità ha reso la lotta contro i cartelli un processo lungo e difficile, in cui ogni vittoria sembra solo un'altra sfida.

L'analisi delle implicazioni del caso di El Mencho rivela un quadro di crisi strutturale nel conflitto contro le droghe. Gli esperti sottolineano che la distruzione di un leader non basta a sradicare un'organizzazione criminale, poiché il JNGC ha sviluppato una struttura che permette di operare anche senza il controllo diretto di un singolo individuo. La sua capacità di adattarsi a nuove situazioni, come il rischio di scomparsa di un leader, è il risultato di una strategia di lungo periodo che mira a ridurre la dipendenza da figure centrali. Inoltre, il cartello ha dimostrato una capacità di infiltrazione nei settori economici legali, creando una rete di potere che si estende al di fuori del mondo criminale. Questo fenomeno ha reso il conflitto un'arma a doppio taglio, in cui la repressione dello Stato può spesso portare a nuovi spazi per l'espansione delle attività illegali. Gli analisti riconoscono che la soluzione richiede un approccio integrato, che unisca forza militare, indagini approfondite e riforme istituzionali. La collaborazione con paesi come Colombia, dove la strategia di combattimento ha avuto successo, potrebbe offrire un modello da seguire. Tuttavia, la complessità del contesto messicano, con la sua struttura politica e le sue fragilità istituzionali, rende questa via di difficile attuazione.

La chiusura del dibattito sul conflitto contro i cartelli in Messico deve considerare le prospettive future e le sfide che attendono il Paese. Il caso di El Mencho rappresenta un punto di svolta, ma non un'epoca di pace. Gli esperti riconoscono che il JNGC continuerà a esistere, anche se in una forma diversa, e che il conflitto si trasformerà in una lotta di lunga durata. La strategia del governo messicano dovrà includere un'azione mirata non solo contro i leader, ma anche contro le strutture interne del cartello e le sue reti finanziarie. La collaborazione con il governo Usa, che ha fornito informazioni critiche per l'operazione di cattura di El Mencho, potrebbe diventare un elemento chiave nel futuro. Tuttavia, il successo dipenderà anche da una riforma profonda del sistema politico e giudiziario, in grado di combattere la corruzione e di ridurre le opportunità di infiltrazione del crimine. La guerra contro i cartelli non è solo un problema di sicurezza, ma una sfida che richiede un approccio multidimensionale, in grado di affrontare le cause radicate del fenomeno. Solo attraverso un impegno costante e una strategia coerente, il Messico potrebbe sperare di ridurre l'impatto dei cartelli e di ripristinare la stabilità nel Paese.

Fonte: The New York Times Articolo originale

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