11 mar 2026

Donna accusata di aggressione a tre musulmani a Brooklyn, tra cui una 12enne

Un'aggressione violenta, avvenuta a Brooklyn, ha scosso la comunità musulmana e suscitato preoccupazione a livello nazionale.

05 febbraio 2026 | 20:31 | 5 min di lettura
Donna accusata di aggressione a tre musulmani a Brooklyn, tra cui una 12enne
Foto: The New York Times

Un'aggressione violenta, avvenuta a Brooklyn, ha scosso la comunità musulmana e suscitato preoccupazione a livello nazionale. La vittima, una ragazza di 12 anni che indossava il hijab, è stata colpita in volto da una donna il 30 gennaio scorso, poco dopo l'ora di pranzo. L'episodio, che ha causato un trauma psicologico e fisico, è risultato il terzo atto di una serie di attacchi mirati a persone di origine musulmana, avvenuti in un'ora e mezza all'interno del quartiere di Bay Ridge, noto per la sua forte presenza araba. La ragazza, che era in attesa della madre vicino a una scuola, è stata picchiata con tanta forza da far sanguinare un occhio e necessitare di un intervento ospedaliero. L'episodio ha suscitato reazioni forti da parte di autorità e leader politici, che hanno definito l'atto "islamofobico" e "disgustoso". La donna accusata, Megan Horne, 34 anni, è stata arrestata e accusata di 21 reati, tra cui aggressione aggravata e minacce. Tra le accuse, sei sono state definite come crime hate, una categoria che punisce atti di violenza motivati da discriminazioni razziali o religiose. La polizia non ha ancora reso note le prove che hanno portato all'arresto, né ha fornito informazioni sulla difesa legale della donna. L'episodio ha riacceso il dibattito su un aumento delle violenze antisemite e antimusulmane a New York, un tema che ha visto un calo complessivo delle segnalazioni di hate crime nel 2025, ma un aumento significativo di episodi specifici, specialmente quelli rivolti a persone di origine araba o islamica.

L'aggressione non è stata un evento isolato, ma parte di una serie di atti violenti che hanno coinvolto tre donne musulmane nello stesso quartiere. La prima vittima, una donna di 33 anni, è stata spinta e calpestata mentre si trovava vicino a una fermata d'autobus, con l'aggressore che ha anche fatto commenti ostili contro la religione islamica. Dopo otto minuti, la stessa donna ha ripetuto l'atto, questa volta con una donna di 39 anni che stava per salire su un autobus. L'ultimo episodio, che ha riguardato la ragazza di 12 anni, si è verificato poco distante, lungo Fort Hamilton Parkway. Secondo le autorità, l'aggressore è arrivata a Brooklyn da Staten Island su un autobus, indicando una pianificazione premeditata. La polizia ha sottolineato che i tre atti sono avvenuti in un arco di tempo estremamente breve, suggerendo un'organizzazione precisa. La ragazza, che ha raccontato di aver pianto per giorni dopo l'episodio, ha raccontato ai familiari di aver sentito paura e di non voler più andare a scuola. La sua esperienza ha suscitato empatia e preoccupazione tra i residenti del quartiere, dove la presenza musulmana è forte e la comunità si sente spesso minacciata.

Il contesto di questa violenza si colloca all'interno di un quadro più ampio di crescenti tensioni legate all'antisemitismo e all'islamofobia a New York. I dati ufficiali mostrano che nel 2025 il numero complessivo di hate crime è diminuito del 12% rispetto al 2024, ma la percentuale di episodi antisemiti è rimasta elevata, rappresentando più della metà del totale. Tuttavia, le segnalazioni specifiche contro musulmani sono aumentate nel mese di gennaio, con sette episodi registrati, rispetto a zero nello stesso periodo del 2024. L'incremento delle violenze antisemite, che quasi triplicato rispetto al 2024, ha messo in luce una tendenza preoccupante. La comunità musulmana di New York, che vive in quartieri come Bay Ridge, ha espresso preoccupazione per la sicurezza. Questo quartiere, conosciuto come "Little Yemen" o "Little Palestine", ospita una delle popolazioni arabe più dense della città. La presenza di moschee e centri culturali indica una radice profonda, ma anche una vulnerabilità crescente. I residenti, in particolare i giovani, si sentono spesso in pericolo, con episodi di discriminazione e atti di violenza che minano la loro quotidianità.

Le conseguenze di questi episodi vanno oltre il trauma immediato, toccando le relazioni interne alla comunità e la percezione di sicurezza. La presidente del consiglio comunale, Kayla Santosuosso, ha espresso solidarietà alle vittime e ha sottolineato l'urgenza di un intervento politico per contrastare le minacce. L'attacco ha suscitato reazioni forti da parte di leader come il sindaco Zohran Mamdani e la governatrice Kathy Hochul, che hanno condannato l'episodio come un atto di odio. Mamdani, su X, ha affermato che "la violenza è inaccettabile" e che le donne e le ragazze musulmane sono spesso le prime a subire tali atti. La reazione della comunità ha anche coinvolto organizzazioni come l'Arab American Association of New York, che ha espresso preoccupazione per la sicurezza dei propri membri. Marwa Janini, direttrice dell'associazione, ha raccontato di aver subìto un episodio di discriminazione poco prima dell'attentato, con tre uomini che hanno cercato di contestarle le scritture del Corano e di insultarla. Questi eventi hanno lasciato un segno profondo, con Janini che ha espresso dolore per la sensazione di non sentirsi al sicuro.

L'episodio di Brooklyn non solo ha sollevato questioni di sicurezza, ma ha anche acceso il dibattito su come le istituzioni possano proteggere le minoranze. Le autorità stanno valutando nuove strategie per contrastare l'antisemitismo e l'islamofobia, incluso un aumento delle misure preventive e un supporto alla comunità musulmana. La polizia ha annunciato di aver avviato indagini approfondite per comprendere le motivazioni dell'aggressore e per prevenire ulteriori episodi. Tuttavia, i residenti continuano a esprimere preoccupazione, con molti che chiedono un intervento più deciso. La comunità, purtroppo, ha già visto crescere la sensazione di minaccia, con episodi di violenza e discriminazione che si ripetono in modo preoccupante. L'episodio della ragazza di 12 anni ha messo in luce una realtà difficile: le persone di origine musulmana a New York non si sentono sempre al sicuro. La strada per un futuro più tranquillo richiede non solo una risposta legale, ma anche un impegno sociale e culturale per promuovere la tolleranza e la convivenza.

Fonte: The New York Times Articolo originale

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