11 mar 2026

Dissesto nevoso nel West raggiunge record

La stagione invernale del 2025 ha segnato un drammatico contrasto tra le regioni del Nord America, con alcuni settori che godono di un record di neve mentre altri affrontano una grave siccità nevosa.

02 febbraio 2026 | 00:03 | 5 min di lettura
Dissesto nevoso nel West raggiunge record
Foto: The New York Times

La stagione invernale del 2025 ha segnato un drammatico contrasto tra le regioni del Nord America, con alcuni settori che godono di un record di neve mentre altri affrontano una grave siccità nevosa. Negli Stati Uniti, il Midwest e le aree del Nord-Est hanno registrato un volume di neve record, con temperature che hanno superato la media di oltre 15 gradi in alcune zone. Tuttavia, il West, compreso Utah, Colorado, Oregon e Nevada, ha subito una drastica riduzione del manto nevoso, con il 70% delle aree montuose che non hanno superato i 30 centimetri di neve. Questa situazione ha messo in crisi l'industria dello sci, che conta su oltre 20 milioni di visitatori annuali, e ha compromesso la gestione delle risorse idriche, fondamentali per il sostentamento di milioni di abitanti. La siccità nevosa, che si intensifica ogni anno, ha reso necessario un intervento artificiale per mantenere i parchi sciistici operativi, ma anche questa soluzione non è riuscita a mitigare del tutto l'impatto. Il problema non riguarda solo l'industria dello sci, ma ha conseguenze più ampie, riguardando la gestione dei fiumi, la produzione agricola e la salute degli ecosistemi naturali.

La siccità nevosa ha colpito in modo particolare le regioni del Colorado e dell'Oregon, dove le temperature sono state anomale, con valori che hanno superato la media di ben 15 gradi Celsius. A Park City, Utah, un'area famosa per la neve naturale, le misurazioni del manto nevoso sono scese al di sotto dei livelli di una decina di anni fa, con conseguenze devastanti per gli impianti sciistici. A Vail, Colorado, il 60% della neve è mancato nel mese di dicembre, portando a un riduzione del 11% della superficie accessibile agli skier. A Mt. Bachelor, in Oregon, la neve è scesa da 109 a 27 centimetri, costringendo il resort a chiudere due dei suoi 12 impianti di risalita. Questo scenario ha reso impossibile la pratica dello sci, con molti resort che hanno dovuto ricorrere a neve artificiale per mantenere i tracciati. Tuttavia, la neve prodotta artificialmente non è paragonabile a quella naturale, che è più leggera e permette esperienze di sci più intense. La situazione si è aggravata anche a causa delle precipitazioni che, anziché cadere come neve, sono arrivate come pioggia, causando allagamenti e danni alle infrastrutture.

La siccità nevosa non è un fenomeno isolato, ma parte di un contesto più ampio che include una decennale siccità in tutta la regione del Colorado River. Questo bacino idrografico, che alimenta milioni di abitanti negli Stati Uniti e in Messico, ha visto i livelli dei suoi due principali serbatoi, Lake Mead e Lake Powell, scendere a livelli estremi. La mancanza di neve ha ridotto la quantità di acqua disponibile per l'irrigazione, il consumo domestico e la produzione agricola, causando tensioni tra i paesi del Nord e del Sud del fiume. L'evento ha anche reso necessaria una serie di negoziazioni tra gli Stati membri del Colorado River Compact, un accordo che regola la distribuzione dell'acqua. La siccità nevosa ha messo in evidenza come il cambiamento climatico stia alterando i modelli meteorologici tradizionali, con un aumento della frequenza di eventi estremi come ondate di calore e precipitazioni intense. Tuttavia, gli scienziati non sono in grado di attribuire completamente la situazione ai cambiamenti climatici, poiché le variazioni climatiche in queste regioni sono complesse e influenzate da diversi fattori.

La riduzione del manto nevoso ha conseguenze dirette sulle risorse idriche, che rappresentano la principale fonte d'acqua per milioni di persone. La neve montana agisce come un serbatoio naturale, rilasciando acqua gradualmente durante la primavera, quando le temperature aumentano. Tuttavia, con il calo della neve, i livelli di deflusso idrico si riducono, mettendo a rischio la gestione del ciclo idrologico. A Utah, dove il 95% dell'acqua proviene dalla neve, la mancanza di precipitazioni nevose ha ridotto il flusso d'acqua, aumentando il rischio di carenze. Lo stesso fenomeno si osserva in Oregon, dove il 50% del flusso del fiume Willamette è stato ridotto a causa della siccità. La situazione è ulteriormente complicata dal fatto che le precipitazioni, quando arrivano, lo fanno sotto forma di pioggia, che non si accumula come neve e non contribuisce al serbatoio idrico. Gli agricoltori, in particolare, sono preoccupati per il rischio di danni alle colture, come il grano invernale, che dipende dalla neve per proteggere il suolo dalle temperature estreme. Se il suolo non è coperto da neve, le piante potrebbero subire danni irreversibili, portando a costi elevati per il rimpiazzo delle colture.

La siccità nevosa ha spinto le autorità a cercare soluzioni innovative per mitigare gli effetti negativi. Tra le strategie adottate, la semina di nubi attraverso l'uso di sostanze come l'ioduro d'argento è stata ritenuta una possibilità, anche se non è garantita. I ricercatori hanno segnalato che questa tecnica può aumentare la neve di circa il 15%, ma non è sufficiente a risolvere il problema a lungo termine. Gli Stati hanno iniziato a investire in progetti di gestione delle risorse idriche, incluso il monitoraggio continuo del manto nevoso e l'adattamento delle infrastrutture idriche. Tuttavia, le proiezioni climatiche indicano che la situazione non migliorerà nel breve periodo, con una previsione di ulteriore riduzione della neve e un aumento della frequenza di eventi estremi. La comunità scientifica e i decisori politici sono chiamati a trovare soluzioni durature per gestire la scarsità d'acqua, un problema che non solo riguarda il West, ma potrebbe avere impatti globali. La sfida è enorme, ma la collaborazione tra settori diversi potrebbe portare a un futuro più resiliente.

Fonte: The New York Times Articolo originale

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