11 mar 2026

Dimettersi il fiscale venezuelano, Tarek William Saab

Caracas, - Il presidente del Venezuela, Nicolás Maduro, ha subito un drastico cambiamento nel suo governo dopo la cattura da parte degli Stati Uniti, avvenuta il 2 gennaio scorso.

26 febbraio 2026 | 01:45 | 4 min di lettura
Dimettersi il fiscale venezuelano, Tarek William Saab
Foto: El País

Caracas, 25 febbraio 2026 - Il presidente del Venezuela, Nicolás Maduro, ha subito un drastico cambiamento nel suo governo dopo la cattura da parte degli Stati Uniti, avvenuta il 2 gennaio scorso. Il procuratore generale del Paese, Tarek William Saab, ha presentato la sua dimissione da sette anni al suo incarico, mentre il difensore del popolo, Alfredo Ruiz, ha seguito il suo esempio. Le lettere di dimissione, consegnate nel pomeriggio, sono state prontamente accolte dall'Assemblea Nazionale, che ha nominato due sostituti temporanei e formato un comitato per individuare i nomi definitivi. Questi cambiamenti segnano un'importante ristrutturazione del sistema giudiziario, che ha visto la presenza di Saab e Ruiz come figure chiave nell'ultimo periodo. La decisione di abbandonare le posizioni di rilievo non è passata inosservata, soprattutto nel contesto di un governo che ha sempre fatto riferimento a una giustizia d'ordine e a un sistema legale riconducibile al potere esecutivo.

La nomina di Larry Devoe come procuratore generale incaricato rappresenta un passo significativo. Devoe, attualmente segretario del Consejo Nacional de Derechos Humanos, è un nome già noto per le sue strette collaborazioni con la presidente Delcy Rodríguez e con il suo fratello, Jorge Rodríguez, presidente dell'Assemblea Nazionale. Questo incarico, però, non è stato accolto senza polemiche, soprattutto da parte dell'opposizione, che ha rifiutato di partecipare al processo di votazione. Inoltre, è stata creata una commissione parlamentare che dovrà gestire il processo di nomina definitiva per i due posti, con l'obiettivo di coinvolgere attori della società civile. Questi movimenti, però, non sono stati sufficienti a placare le critiche, soprattutto considerando che la legge dell'amnistia, approvata da Rodríguez, ha rivelato come il sistema giudiziario sia stato utilizzato per perseguire politici e oppositori.

L'ambiente giudiziario venezuelano ha sempre rappresentato un punto di tensione, soprattutto dopo il 2017, quando Saab è stato nominato da un'assemblea costituente creata da Maduro. Questa istituzione, che ha ridotto la pluralità politica e incrementato il controllo del potere esecutivo, ha visto Saab assumere un ruolo centrale. Il suo mandato, però, non è stato esente da critiche, soprattutto da parte di organizzazioni non governative e vittime di repressioni. Saab, infatti, è stato accusato di aver ordinato l'arresto di leader oppositori come Edmundo González e María Corina Machado, denunciata come "fugitiva della giustizia". Durante il suo periodo al Ministerio Público, sono emersi gravi episodi di violazioni dei diritti umani, investigati dalla Corte Penale Internazionale. L'opposizione, d'altra parte, ha ritenuto che il sistema giudiziario fosse diventato un strumento di repressione, con il sostegno diretto del presidente.

Le conseguenze di questa ristrutturazione sono state immediate e significative. La legge dell'amnistia, approvata rapidamente, ha portato a oltre 3.000 libertà plene e a circa 600 persone liberate, tra cui 200 ex detenuti. Tuttavia, le procedure per ottenere questa amnistia non sono state sempre accessibili, con molte vittime e avvocati che hanno dovuto affrontare ostacoli per presentare le loro richieste. Questo scenario ha sollevato preoccupazioni internazionali, soprattutto per la mancanza di trasparenza e di garanzie per i diritti dei cittadini. L'opposizione ha sottolineato come il sistema giudiziario non abbia mai garantito un processo imparziale, ma abbia sempre privilegiato gli interessi del governo. La nomina di nuovi magistrati, però, potrebbe rappresentare un tentativo di rilanciare l'immagine del sistema giudiziario, anche se le critiche restano forti.

L'evoluzione dei rapporti tra governo e opposizione sembra essere il tema chiave del momento. La nomina di nuovi magistrati, unita alla legge dell'amnistia, potrebbe segnare un tentativo di riconciliare le forze politiche, ma non è facile prevedere il futuro. La Corte Penale Internazionale continua a monitorare le attività del governo, mentre l'opposizione cerca di mantenere la sua influenza. Il processo di nomina definitiva dei due incarichi, gestito da una commissione parlamentare, potrebbe diventare un punto di discussione, soprattutto se non riuscirà a coinvolgere adeguatamente la società civile. La situazione, quindi, rimane complessa, con il rischio che le tensioni si acuiscano. Tuttavia, la volontà di Maduro di ristrutturare il sistema giudiziario indica un intento di rafforzare il controllo su un Paese in cui la politica e la giustizia sono sempre state intrecciate.

Fonte: El País Articolo originale

Condividi l'articolo

Articoli Correlati

Resta Informato

Iscriviti alla newsletter di Fattuale per ricevere le notizie più importanti direttamente nella tua casella email.

📧 Niente spam · 🔒 Privacy garantita · 🚫 Cancellati quando vuoi

🍪

Questo sito utilizza i cookie

Utilizziamo cookie tecnici necessari e, con il tuo consenso, cookie analitici per migliorare la tua esperienza. Puoi accettare tutti i cookie, rifiutare quelli non essenziali o personalizzare le tue preferenze. Scopri di più

Preferenze Cookie

Cookie Tecnici

Sempre attivi

Essenziali per il funzionamento del sito. Includono cookie di sessione, preferenze di tema e sicurezza CSRF.

Cookie Analitici

Ci aiutano a capire come i visitatori interagiscono con il sito, raccogliendo informazioni in forma anonima (es. Google Analytics).

Cookie di Marketing

Utilizzati per mostrare annunci pubblicitari pertinenti ai tuoi interessi su questo sito e su altri siti web.

Grazie per l'iscrizione!

Controlla la tua email per confermare.

📧 Niente spam · 🔒 Privacy garantita · 🚫 Cancellati quando vuoi