11 mar 2026

D.H.S. Review non menziona Pretti che brandì un'arma, come ha detto Noem

Un'inchiesta preliminare condotta dall'ufficio di controllo interno della U. S.

28 gennaio 2026 | 07:19 | 4 min di lettura
D.H.S. Review non menziona Pretti che brandì un'arma, come ha detto Noem
Foto: The New York Times

Un'inchiesta preliminare condotta dall'ufficio di controllo interno della U.S. Customs and Border Protection (CBP) ha rivelato che Alex Pretti, un cittadino statunitense, è stato ucciso da due agenti federali durante un arresto a resistenza, ma non ha indicato che avesse brandito un'arma durante l'incontro. La relazione, inviata al Congresso e analizzata da The New York Times, sottolinea che non ci sono prove che Pretti avesse un'arma in mano al momento del confronto, contrariamente alle affermazioni iniziali del dipartimento dell'Homeland Security. Le dichiarazioni di Kristi Noem, segretaria dell'Homeland Security, che aveva accusato Pretti di voler "fare massacrare la polizia", sono state contraddette da video testimoniali. La CBP, che ha impiegato oltre mille agenti per supportare l'operazione di enforcement in Minnesota, ha rilasciato una prima valutazione ufficiale sull'episodio, rappresentando il primo documento scritto da parte delle autorità federali dopo le immediate accuse rivolte a Pretti.

L'inchiesta, condotta dall'Office of Professional Responsibility (OPR) della CBP, ha ricostruito dettagliatamente gli eventi in base a registri video e documenti interni. Secondo la relazione, alle 9 del mattino di sabato, un agente federale è stato bloccato da due donne civili che avevano iniziato a suonare i loro fischietti, nonostante l'ordine di allontanarsi dalla strada. L'agente ha tentato di spingerle via, ma una delle donne è corsa verso Pretti, il quale ha iniziato a resistere all'arresto. Dopo l'uso di spray urticante, Pretti ha combattuto con i poliziotti, causando un'azione di resistenza. L'agente della Border Patrol ha urlato più volte "Ha un'arma!" e, circa cinque secondi dopo, un agente ha sparato una pistola Glock 19, mentre un altro ha usato una Glock 47. La relazione ha anche rivelato che gli agenti hanno sparato in totale dieci colpi, inclusi sei dopo che Pretti era già a terra e disarmato.

Il contesto dell'episodio è legato all'operazione di enforcement condotta in Minnesota, dove la CBP ha mobilitato un numero elevato di personale per gestire la situazione. La legge prevede che le autorità federali possano arrestare individui che ostacolano le operazioni di controllo, ma il caso Pretti ha suscitato dibattito per la mancanza di prove concrete. La relazione ufficiale ha chiarito che il processo di investigazione è in corso, con la Homeland Security Investigations (HSI) che ne segue le indagini mentre l'OPR valuta i risultati. Questa decisione ha suscitato preoccupazioni tra ex funzionari dell'OPR, che ritengono che la HSI non abbia la competenza necessaria per indagare su violazioni dei diritti civili. I due ex dirigenti, Daniel Altman e Matthew Klein, hanno chiesto un'indagine più trasparente e la collaborazione con l'FBI per valutare eventuali reati.

L'analisi dell'episodio rivela una serie di implicazioni per la gestione delle operazioni di enforcement e la protezione dei diritti civili. La mancanza di prove riguardo all'uso di un'arma da parte di Pretti ha messo in discussione la rapidità con cui le autorità hanno reagito, soprattutto in un contesto in cui la legge permette il porto aperto di armi in Minnesota. La decisione di far svolgere l'indagine dalla HSI, anziché dall'OPR, ha suscitato critiche per il rischio di conflitti di competenze. Inoltre, il numero elevato di colpi sparati, incluso dopo che Pretti era già a terra, ha sollevato dubbi sulla proporzionalità delle azioni degli agenti. La richiesta di trasparenza da parte degli ex funzionari riflette la crescente preoccupazione per la reputazione delle forze di polizia e la necessità di un'indagine indipendente per ristabilire la fiducia pubblica.

La chiusura dell'inchiesta e i prossimi passi dipenderanno dalle conclusioni delle indagini in corso. La CBP ha garantito che i documenti saranno resi pubblici entro 72 ore dal momento dell'incidente, ma la complessità del caso potrebbe richiedere un periodo più lungo per raccogliere prove sufficienti. La reazione di Trump, che ha criticato Pretti per aver portato un'arma durante una protesta, ha ulteriormente alimentato le tensioni, nonostante la legalità del porto aperto di armi in Minnesota. L'episodio ha messo in luce la delicatezza del rapporto tra sicurezza pubblica e diritti individuali, con implicazioni significative per le politiche di enforcement e la gestione delle relazioni tra forze di polizia e comunità. La trasparenza e l'indipendenza delle indagini rimangono fondamentali per garantire giustizia e proteggere gli interessi di tutti i soggetti coinvolti.

Fonte: The New York Times Articolo originale

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