11 mar 2026

Demolizioni al Campo Rom, via Candoni: 30 strutture abbattute

Un blitz intensivo ha interessato il campo rom di via Luigi Candoni a Roma, dove martedì 27 gennaio sono state avviate operazioni per l'abbattimento di trenta strutture, tra cui moduli abitativi.

28 gennaio 2026 | 09:59 | 4 min di lettura
Demolizioni al Campo Rom, via Candoni: 30 strutture abbattute
Foto: RomaToday

Un blitz intensivo ha interessato il campo rom di via Luigi Candoni a Roma, dove martedì 27 gennaio sono state avviate operazioni per l'abbattimento di trenta strutture, tra cui moduli abitativi. L'azione, coordinata dalle forze di polizia locale, ha visto impegnati più di 70 agenti dell'Unità Spe (Sicurezza pubblica ed emergenziale), insieme ai gruppi XI Marconi e XII Monteverde. L'operazione, supportata inizialmente dai carabinieri e da altre forze dell'ordine, è stata parte di un piano più ampio per gestire l'area, che da anni rappresenta un punto critico per la città. Le attività, che hanno coinvolto anche il coordinamento tra diverse strutture municipali, hanno avuto lo scopo di eliminare le strutture abusive e ripristinare l'ordine pubblico in un'area dove la presenza di migranti e senza fissa dimora ha suscitato preoccupazioni. L'intervento, però, non si è limitato alla demolizione: sono state messe in atto anche operazioni di pulizia e di recupero di materiali, con l'obiettivo di rendere l'area più sicura e dignitosa.

Le operazioni si sono svolte in un contesto di crescente tensione tra autorità e comunità. I carabinieri, che hanno accompagnato i poliziotti durante le prime fasi, hanno sottolineato come l'azione fosse necessaria per contrastare l'occupazione illegale e ridurre i rischi per la sicurezza dei cittadini. Gli agenti, armati di attrezzature specifiche, hanno proceduto alla rimozione dei materiali, mentre squadre specializzate hanno preso in carico la pulizia dell'area. Tra i compiti principali c'è stato anche il controllo dei movimenti all'interno del campo, per prevenire eventuali resistenze o incidenti. L'operazione, che ha richiesto ore di lavoro, ha visto l'impiego di mezzi pesanti per smontare le strutture, alcuni dei quali erano stati costruiti in modo improvvisato e non sicuro. I responsabili della polizia locale hanno spiegato che le attività continueranno nei prossimi giorni, con un piano di intervento che include anche la gestione dei rifiuti e la messa in sicurezza dell'ambiente.

Il contesto di questa azione si inserisce in un quadro più ampio di interventi mirati a risolvere il problema dei campi rom a Roma. L'area di via Luigi Candoni è stata da tempo oggetto di critiche per la sua insalubrità e per la mancanza di servizi adeguati. Gli ultimi mesi hanno visto un aumento delle pressioni da parte delle istituzioni, che hanno cercato di trovare soluzioni alternative per gli occupanti, ma senza successo. L'operazione di martedì 27 gennaio rappresenta quindi un passo decisivo nel piano di smantellamento dei campi, un tema che ha suscitato dibattiti e polemiche a livello nazionale. Il Comune di Roma, attraverso il dipartimento Politiche sociali e Salute, ha ribadito l'impegno a ridurre l'occupazione illegale e a offrire alternative ai soggetti in difficoltà, ma i tempi di realizzazione di tali progetti sono spesso rallentati da limiti economici e burocratici. L'azione di demolizione, però, sembra essere un segnale forte di volontà politica a intervenire con determinazione.

Le implicazioni di questa operazione sono multiple e si estendono oltre l'ambito immediato dell'area interessata. Per i residenti vicini al campo rom, l'intervento rappresenta un sollievo in termini di sicurezza e qualità della vita, ma anche un rischio di destabilizzazione per chi vive in prossimità di un'area così caotica. Per gli occupanti, invece, l'azione è un colpo duro che potrebbe portare a un aumento della precarietà e a un'ulteriore marginalizzazione. L'analisi delle autorità ha sottolineato che il piano di intervento non è solo un atto di pulizia, ma parte di un progetto più ampio per il superamento dei campi rom, un tema che ha visto nel recente passato numerose polemiche. L'operazione, però, non è stata senza critiche: alcuni attivisti hanno denunciato un approccio troppo repressivo, mentre altri hanno sottolineato la necessità di un intervento strutturale per affrontare le cause profonde del fenomeno.

Le prossime mosse del Comune di Roma saranno cruciali per valutare l'efficacia di questa azione. Dopo la demolizione, si prevede un periodo di monitoraggio per verificare l'impatto sull'area e per valutare eventuali interventi di riqualificazione. Il dipartimento Politiche sociali e Salute ha già annunciato che seguirà un piano di gestione degli spazi vacanti, con l'obiettivo di trasformarli in aree pubbliche o in luoghi di servizio per la comunità. Tuttavia, la strada verso una soluzione definitiva non è semplice: le sfide economiche, le resistenze da parte di alcune comunità e la complessità delle dinamiche sociali rendono il tema delicato. L'operazione di martedì 27 gennaio è quindi un punto di partenza, ma non un fine. La città continuerà a dover affrontare il tema dei campi rom, cercando un equilibrio tra sicurezza, diritti e benessere dei cittadini.

Fonte: RomaToday Articolo originale

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