Democrazia Colorado modifica mappa elettorale 2028 per vantaggio
Un gruppo democratico del Colorado lancia una campagna per modificare le mappe elettorali, sospendendo il Comitato IRC. L'iniziativa, in vista delle elezioni 2028-2030, è parte di un dibattito nazionale sul gerrymandering.
Un gruppo di attivisti affiliati al Partito Democratico del Colorado ha lanciato una campagna per modificare le mappe elettorali della Camera dei Rappresentanti dello Stato, mirata a ottenere più seggi per il partito in vista delle elezioni del 2028 e del 2030. La misura, presentata come un'azione necessaria per ripristiare un equilibrio giusto nel sistema elettorale, richiede la sospensione del Comitato per la Redistribuzione Indipendente (IRC) per due cicli elettorali, con l'obiettivo di creare mappe che favoriscano i democratici. L'iniziativa, che dovrà essere approvata dai cittadini nel novembre prossimo, è vista come un segnale di come la battaglia per le mappe elettorali, caratterizzata da gerrymandering, continuerà a influenzare il panorama politico nazionale per anni. L'obiettivo è ottenere una maggiore rappresentanza democratica, anche se il partito si dichiara contrario a qualsiasi intervento che metta in discussione il processo indipendente di redazione delle mappe.
La campagna, promossa da Coloradans for a Level Playing Field, è stata presentata come una reazione alle mosse dei repubblicani in materia di redistricting, iniziati lo scorso anno. Il gruppo sostiene che la proposta sarà temporanea, con la ripresa del lavoro del Comitato IRC dopo il 2030, anno in cui si terrà il censimento. Curtis Hubbard, portavoce del gruppo, ha affermato che la misura è necessaria per garantire un sistema elettorale più equo, anche se il partito riconosce che il modello attuale di redistricting indipendente è la soluzione ideale. Per portare la misura in discussione, il gruppo dovrà raccogliere circa 125.000 firme entro l'8 agosto, data ultima per l'approvazione. Il piano richiede un sostegno significativo, con l'ausilio di fondi da parte di gruppi come il House Majority PAC, il principale super PAC democratico.
L'opposizione alla misura arriva da figure politiche come Frank McNulty, ex presidente della Camera dei Rappresentanti del Colorado, che ha criticato l'iniziativa come una violazione del processo non partitico stabilito prima delle elezioni del 2022. McNulty ha sottolineato che l'intervento di gruppi esterni, come quelli di Washington, non sarà accolto in Colorado, poiché contrasta con il principio di neutralità della redistricting. Secondo lui, l'azione è un tentativo di manipolare il sistema elettorale per il vantaggio politico, un atteggiamneto che ha già suscitato contestazioni in altri stati. Il gruppo, però, ha il sostegno del National Democratic Redistricting Committee, guidato da Eric H. Holder Jr., ex procuratore generale degli Stati Uniti, che ha espresso fiducia nel piano. Holder ha ritenuto che il movimento democratico abbia ottenuto un sostegno crescente, a causa del crescente dissenso contro i tentativi di gerrymandering da parte di Trump e i repubblicani.
L'azione in Colorado si inserisce in un contesto più ampio di conflitti nazionali per le mappe elettorali, che hanno visto diversi stati adottare misure per contrastare il gerrymandering. Tra le iniziative più significative, si annoverano quelle di New York, dove i democratici hanno annunciato un piano per modificare il processo di redistricting entro il 2028. Lo stesso accade in Colorado, dove la legge vigente impedisce di redisegnare le mappe prima del 2026. Tuttavia, i democratici si trovano in una posizione delicata, poiché le mosse dei repubblicani, come quelle di Texas, Missouri e North Carolina, hanno portato a una redistribuzione di seggi a favore del partito di destra. Nelle ultime settimane, anche lo stato della Florida ha indicato intenzione di redisegnare le mappe per il 2024, rafforzando la tendenza a un'escalation del conflitto.
La battaglia per le mappe elettorali non si ferma, con il rischio che i tentativi di manipolare il sistema elettorale continueranno a lungo. In particolare, la prossima decisione del Supreme Court sul Voting Rights Act potrebbe avere conseguenze significative, con l'ipotesi di un ridimensionamento dei distretti a maggioranza minoritaria nel Sud. Secondo un'analisi del New York Times, se la Corte dovesse abbandonare una parte fondamentale del testo, i democratici potrebbero perdere circa una dozzina di seggi. La questione, che ha coinvolto anche i repubblicani, ha visto un crescente sostegno da parte del pubblico, con il presidente Biden e il Partito Democratico che hanno espresso una posizione contraria al gerrymandering. L'obiettivo è quindi di mantenere un sistema elettorale equo, anche se il dibattito sull'efficacia delle mappe indipendenti rimane aperto e controverso.
Fonte: The New York Times Articolo originale
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