11 mar 2026

Delcy Rodríguez annuncia amnistia generale per i prigionieri politici in Venezuela

La presidente venezuelana ha annunciato un'amnistia generale per detenuti politici, segnando un cambio di rotta dopo anni di repressione, pur suscitando critiche per la mancanza di trasparenza. La misura esclude reati gravi ma non risolve le problematiche strutturali del sistema giudiziario.

31 gennaio 2026 | 02:24 | 4 min di lettura
Delcy Rodríguez annuncia amnistia generale per i prigionieri politici in Venezuela
Foto: El País

La presidente della Repubblica, Delcy Rodríguez, ha annunciato venerdì una amnistia generale per tutti i detenuti politici incarcerati in Venezuela, un provvedimento che segna un cambiamento significativo nella politica del regime dopo anni di repressione e detenzioni arbitrarie. La notizia, anticipata da El País, è stata resa pubblica durante un discorso tenuto al Tribunale Superiore di Giustizia, dove la leader ha sottolineato la volontà di restituire la pace e la tranquillità al Paese. "Stiamo dando a tutti un'opportunità di vivere in pace e in tranquillità in Venezuela. Pido a tutti di non imporre la violenza o la vendetta, affinché possiamo convivere con rispetto", ha detto, riferendosi a un accordo già discusso con il presidente Nicolás Maduro. Questa decisione, tuttavia, non è priva di critiche, soprattutto da parte di oppositori e organizzazioni non governative, che temono una mancanza di trasparenza e una possibile manipolazione delle leggi per nascondere le responsabilità politiche.

La misura, se approvata, potrebbe interessare centinaia di prigionieri politici detenuti durante i governi di Hugo Chávez e Maduro, inclusi coloro che avevano processi giudiziari pendenti. L'annuncio arriva poco più di un mese dopo l'inizio delle liberazioni, che si sono svolti in modo graduale sin dalla cattura di Maduro da parte delle forze statunitensi il 3 gennaio. In questo periodo, il chavismo ha liberato più di 800 detenuti, ma le cifre ufficiali divergono: secondo le stime degli oppositori, il numero è di 302. La presidente ha anche annunciato un cambio radicale per la prigione Helicoide, una struttura simbolo della repressione del regime, che sarà trasformata in un centro per servizi sociali e sportivi per i funzionari polizieschi e i loro familiari. Questo passo, però, non è stato accolto con entusiasmo da chi critica il sistema giudiziario venezuelano, che vede in questo provvedimento un tentativo di distrazione da questioni più urgenti.

Il contesto di questa decisione è legato alle tensioni crescenti all'interno del regime e alla pressione internazionale per un rilassamento delle politiche repressive. Negli ultimi anni, il chavismo ha utilizzato i detenuti politici come moneta di scambio, sfruttando il sistema giudiziario per reprimere chi si oppone al potere. La presenza di mediatori come il ex presidente spagnolo José Luis Rodríguez Zapatero, il presidente brasiliano Lula da Silva e il Qatar ha contribuito a negoziare alcune liberazioni parziali, ma le detenzioni arbitrarie continuano. L'amnistia, se confermata, potrebbe rappresentare un tentativo di riparare le ferite della confrontazione politica, ma il suo impatto dipende da come sarà redatta e applicata. Le ONG denunciano che la lista dei beneficiari non è stata resa pubblica e che molte figure sono state inclusi in modo contestabile, con accuse di corruzione e delitti comuni.

L'analisi delle implicazioni di questa amnistia rivela una contraddizione tra la volontà di pace e la persistenza di un sistema giudiziario difettoso. La legge, se approvata, escluderà i condenati per delitti gravi come l'omicidio e la droga, ma non sarà sufficiente a risolvere le problematiche strutturali. La presidente ha sottolineato la necessità di un nuovo sistema giudiziario, ma il ritardo e la corruzione continuano a ostacolare le riforme. La comunità internazionale, però, ha espresso preoccupazione, visto che le liberazioni non sono state complete e molti detenuti restano sotto restrizioni legali. La richiesta di un'indagine nazionale e una riforma del sistema giustizia è un passo importante, ma il rispetto delle procedure e la trasparenza saranno determinanti per il successo di questa iniziativa.

La chiusura di questa vicenda dipende da come il governo gestirà le prossime fasi. La legge dovrà essere approvata dall'Assemblea Nazionale, dove si prevedono dibattiti e resistenze, soprattutto da parte di gruppi politici conservatori. La pressione delle famiglie dei detenuti e delle organizzazioni non governative rimane alta, con manifestazioni e proteste che richiedono la liberazione completa di tutti i prigionieri. Il regime, però, sembra mirare a un equilibrio tra riconciliazione e controllo, cercando di mitigare l'impatto delle sue politiche repressive. La situazione rimane delicata, con il rischio che le promesse di pace non si traducano in azioni concrete, ma la volontà di cambiamento, seppur parziale, segna un punto di svolta nella storia politica venezuelana.

Fonte: El País Articolo originale

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