11 mar 2026

Ddl antisemitismo approvato al Senato. Sei dem a favore della destra. 5S e Avs contrari.

Il Senato italiano ha approvato oggi, con un voto di 105 sì, 24 no e 21 astenuti, il disegno di legge per il contrasto all'antisemitismo, un provvedimento che ha suscitato vivaci dibattiti tra le forze politiche.

04 marzo 2026 | 16:54 | 4 min di lettura
Ddl antisemitismo approvato al Senato. Sei dem a favore della destra. 5S e Avs contrari.
Foto: Repubblica

Il Senato italiano ha approvato oggi, con un voto di 105 sì, 24 no e 21 astenuti, il disegno di legge per il contrasto all'antisemitismo, un provvedimento che ha suscitato vivaci dibattiti tra le forze politiche. La maggioranza del centrodestra, insieme a Azione, Italia Viva e una minoranza dei Democratici di area riformista, ha sostenuto l'approvazione del testo, mentre il Pd ha scelto di astenersi in protesta per la definizione di antisemitismo adottata dall'Alleanza internazionale per la memoria dell'Olocausto (Ihra). La decisione del Pd è stata motivata da preoccupazioni riguardo al rischio di includere in una definizione di antisemitismo forme di critica al governo israeliano, un tema che ha suscitato dibattito tra studiosi e politici. La legge, che passerà ora all'esame della Camera, rappresenta un passo significativo nel tentativo di combattere un fenomeno che continua a preoccupare le istituzioni e le comunità ebraiche del Paese.

La discussione sul provvedimento ha visto un intenso confronto tra le forze politiche, con il Pd che ha espresso un chiaro dissenso per la definizione dell'Ihra. Il senatore Andrea Giorgis, tra i firmatari del ddl alternativo, ha spiegato in aula che l'astensione del partito è un segno di vicinanza alle comunità ebraiche ma anche un invito a proseguire l'impegno contro ogni forma di odio e discriminazione. Tuttavia, ha rilevato che il testo approvato non include misure penali né restrizioni alla libertà di manifestazione, e si basa su una definizione dell'Ihra che, pur essendo riconosciuta a livello internazionale, ha suscitato critiche per la sua ambiguità. Il dibattito ha evidenziato una divisione tra chi ritiene necessario adottare una definizione chiara per combattere l'antisemitismo e chi teme che tale definizione possa limitare il diritto di critica verso lo Stato di Israele.

L'Ihra, organizzazione che opera a livello globale per preservare la memoria dell'Olocausto, ha definito l'antisemitismo come un insieme di atteggiamenti e comportamenti che includono critiche all'istituzione dello Stato ebraico. Questa definizione, tuttavia, ha suscitato polemiche, soprattutto tra chi teme che possa essere utilizzata per reprimere le voci critiche verso la politica israeliana. Il Pd ha avanzato emendamenti per sostituire la definizione dell'Ihra con quella della Dichiarazione di Gerusalemme, che esclude le critiche al governo israeliano dalle forme di antisemitismo. Questo dibattito ha messo in luce le tensioni tra la necessità di proteggere le minoranze e il rispetto della libertà di espressione, un tema che ha segnato gran parte del dibattito nel Senato. Le forze progressiste, tra cui Pd, Avs e Alleanza verdi, hanno chiesto di modificare il testo, ma i loro emendamenti sono stati respinti in blocco, nonostante le trattative fossero state prolungate fino all'ultimo momento utile.

L'approvazione del disegno di legge ha suscitato reazioni contrastanti. Da una parte, il centrodestra e i partiti che hanno sostenuto il provvedimento hanno visto nell'approvazione un passo decisivo per contrastare l'antisemitismo, un fenomeno che, negli ultimi anni, ha visto un aumento di episodi di discriminazione e atti di violenza. Dall'altra, il Pd e le forze di opposizione hanno ritenuto che il testo non risponda pienamente alle preoccupazioni riguardo alla definizione dell'Ihra e alle sue implicazioni. Il senatore Walter Verini, tra i firmatari del ddl approvato, ha sottolineato che il provvedimento rompe un silenzio che, secondo lui, ha caratterizzato la cultura democratica italiana, non abbastanza riflessiva su temi come l'antisemitismo. Tuttavia, il dibattito ha anche messo in evidenza le divisioni interne al Pd, con una minoranza che ha optato per sostenere il provvedimento, nonostante le preoccupazioni sull'uso della definizione Ihra.

La decisione del Senato ha aperto la strada all'esame della Camera, dove il provvedimento dovrà essere ulteriormente approvato. Per il Pd, però, la mancata modifica del testo rappresenta una perdita di opportunità per costruire un consenso più ampio su un tema che riguarda la libertà e la democrazia. Il capogruppo del Pd, Francesco Boccia, ha espresso rammarico per la mancata convergenza tra le forze politiche, sottolineando che l'approvazione del ddl non ha risposto al "nobile appello" lanciato da Liliana Segre, la senatrice a vita. L'impatto del provvedimento resterà comunque significativo, poiché il testo approvato introduce misure per contrastare l'antisemitismo, ma lascia aperti dubbi sulle sue capacità di bilanciare la protezione delle minoranze con il rispetto della libertà di critica. Il dibattito, tuttavia, segna una svolta nel dibattito pubblico italiano, che ora dovrà confrontarsi con le sfide di un fenomeno complesso e multiforme.

Fonte: Repubblica Articolo originale

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