11 mar 2026

Crosetto: Dubai per valutazione, figli lì ma sbagliato come ministro

Guido Crosetto, ministro della Difesa, ha rivelato di non aver ricevuto informazioni sull'attacco Usa-Israeli all'Iran, suscitando critiche per la mancanza di trasparenza. Le tensioni si acuiscono con l'attacco alla base inglese a Cipro e il rischio di chiusura dello stretto di Hormuz, che minaccia i prezzi del petrolio.

02 marzo 2026 | 20:41 | 5 min di lettura
Crosetto: Dubai per valutazione, figli lì ma sbagliato come ministro
Foto: La Stampa

Guido Crosetto, ministro della Difesa italiano, ha rivelato durante un'audizione in Commissioni congiunte del Senato e della Camera che non aveva ricevuto informazioni pregresse sull'attacco degli Stati Uniti e di Israele all'Iran, nonostante il Paese fosse in una zona di tensione geopolitica. Il ministro ha spiegato che la sua presenza a Dubai era legata a un periodo di ferie abbinato a impegni istituzionali, ma ha sottolineato che non aveva previsto alcun rischio di attacco. "Non è che non siamo stati informati come Italia, nessun Paese europeo era stato informato se non quando gli aerei erano già in volo", ha dichiarato, sottolineando la mancanza di un allerta preventivo. La sua decisione di non portare con sé i figli, rimasti a Mascate, è stata giustificata come un atto istituzionalmente corretto, in quanto i minori avrebbero dovuto rientrare seguendo le stesse possibilità degli altri italiani presenti nell'area. Il ministro ha rifiutato di commentare critiche ricevute, sostenendo che la sua azione era coerente con le responsabilità di un governo che deve garantire la sicurezza nazionale.

Il dibattito ha acceso tensioni all'interno del Parlamento, con l'opposizione che ha accusato il governo di mancanza di trasparenza e di preparazione. Il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, ha sottolineato che la mancata informazione anticipata su un attacco potenzialmente drammatico aveva lasciato alcuni italiani bloccati in aree a rischio. "Non è un fatto personale, ma lei si è ritrovato lì prima ha dichiarato per impegni familiari, poi che c'era un incontro istituzionale col suo omologo emiratino, poi ancora era andato lì perché non c'erano rischi, oggi ha dichiarato invece che è andato lì perché ha capito che c'erano rischi e voleva mettere in salvo la sua famiglia", ha detto Conte, attaccando la mancanza di una strategia chiara da parte del governo. L'opposizione ha chiesto conto del silenzio della premier Giorgia Meloni, che non aveva ancora rilasciato dichiarazioni ufficiali sulle conseguenze della crisi in Medio Oriente. "Apprezziamo la vostra disponibilità a venire per l'informativa, ma chiedo una informativa della presidente del Consiglio. Per le implicazioni politiche c'è bisogno di una parola chiara della presidente del Consiglio Meloni, che deve riferire al Parlamento", ha aggiunto Elly Schlein, leader del Pd.

La situazione si è complicata ulteriormente con l'attacco alla base militare inglese a Cipro, un evento che il ministro Crosetto ha definito come un segnale di una guerra in cui "qualcuno non ha nulla da perdere". Secondo il ministro, la possibilità di azioni estreme da parte di soggetti non tradizionali è cresciuta, rendendo necessario un rafforzamento della difesa nazionale e internazionale. "La mia preoccupazione principale è questa: in una guerra in cui c'è qualcuno che pare non avere nulla da perdere, la possibilità che ha questa persona di fare delle cose che a noi sembrano folli è superiore alla nostra capacità di immaginazione", ha sottolineato, richiamando l'importanza di un coordinamento europeo per aumentare la capacità di risposta. Il ministro ha anche ribadito che l'Italia non era stata avvisata in anticipo sull'attacco, un fatto che ha alimentato le critiche per la mancanza di una strategia di difesa preventiva. "Nonostante anche parte dell'opposizione mi abbia detto perché non li porti con te nell'aeroporto vuoto, non li ho portati perché mi sembrava istituzionalmente sbagliato farlo", ha aggiunto, sottolineando il dilemma tra responsabilità istituzionale e sicurezza familiare.

Le conseguenze di questa crisi si estendono al fronte energetico, con il rischio di una chiusura dello stretto di Hormuz, che potrebbe influenzare i prezzi del petrolio globale. Le opposizioni hanno richiesto al governo di chiarire le misure da adottare per mitigare l'impatto economico e di fornire un supporto internazionale. "Chiedono se sia stato chiesto un supporto all'Italia e di quale tipo di supporto si stia parlando", ha detto Schlein, evidenziando la preoccupazione per la mancanza di una risposta chiara da parte del governo. Il ministro Crosetto ha rifiutato di commentare eventuali richieste di utilizzo della base di Sigonella, affermando che "per ora non c'è nessuna richiesta di utilizzo, ci sono spostamenti standard". Questo ha lasciato aperte le questioni sul ruolo dell'Italia nella regione e sulla sua capacità di rispondere alle minacce emergenti.

L'audizione ha segnato un momento cruciale per il dibattito politico italiano, con la necessità di un chiarimento su come il governo gestirà la crisi in Medio Oriente e sulle strategie di difesa e di relazione internazionale. Il ministro Tajani ha difeso Crosetto, sottolineando che la sua azione era coerente con le responsabilità di un leader che deve bilanciare impegni familiari e istituzionali. "Le riunioni si fanno anche in videoconferenza, no? Si fanno sempre", ha detto, sottolineando che il ministro aveva mantenuto il contatto con il ministero anche durante la sua assenza. Tuttavia, le opposizioni continuano a chiedere una leadership più decisa, con un piano chiaro e una strategia definita per affrontare le sfide regionali. La situazione rimane delicata, con il rischio che le tensioni si acuiscano se non si riuscirà a trovare una via d'uscita politica e strategica. Il governo dovrà ora dimostrare di essere in grado di rispondere alle preoccupazioni del Parlamento e del Paese, garantendo la sicurezza nazionale e la stabilità internazionale.

Fonte: La Stampa Articolo originale

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