11 mar 2026

Crollo Torre dei Conti: pericolo eliminato, commercianti e residenti tornano a casa

Dopo quasi 90 giorni dal crollo della Torre dei Conti, il sindaco Gualtieri ha autorizzato il ritorno dei residenti e degli esercenti, dopo certificazioni di sicurezza. Restano restrizioni su zone a maggior tutela, ma le verifiche tecniche hanno permesso la ripresa.

31 gennaio 2026 | 14:32 | 5 min di lettura
Crollo Torre dei Conti: pericolo eliminato, commercianti e residenti tornano a casa
Foto: RomaToday

A distanza di quasi novanta giorni dal drammatico crollo della Torre dei Conti, che aveva sconvolto Roma e reso necessario lo sfollamento di numerose famiglie, il sindaco Giuseppe Gualtieri ha annunciato un importante passo avanti nel processo di ripresa. La decisione, annunciata ufficialmente il 31 gennaio, permette ai residenti e agli esercenti della zona di tornare a vivere e operare nei loro luoghi di origine, dopo che il responsabile tecnico incaricato dalla sovrintendenza capitolina ha certificato il "cessato pericolo" per l'immobile condominiale. L'evento segna un momento cruciale per la comunità coinvolta, che aveva subito gravi conseguenze sia per la sicurezza che per la vita quotidiana. La Torre dei Conti, un edificio storico situato in via Torre dei Conti, aveva ceduto improvvisamente il 20 novembre scorso, causando la morte dell'operaio Octay Stroici e mettendo in pericolo la vita di decine di persone. La decisione del sindaco non è stata presa a caso, ma dopo un lungo processo di valutazione tecnica e una serie di verifiche che hanno rivelato la stabilità dell'area.

L'accesso all'immobile condominiale al civico 35 di via Torre Dei Conti è stato reso possibile grazie a un percorso protetto che parte da via Madonna dei Monti, un'opera di ingegneria che garantisce la sicurezza anche per chi torna a vivere nella zona. Gli esercizi commerciali situati nei civici 110 e 112 di via Madonna dei Monti, nonché quelli nei civici 32, 33 e 34 di via Tor dei Conti e in Largo Corrado Ricci (civici 1 e 2), possono ora riaprire i battenti, segnando un'importante ripresa economica per l'area. Tuttavia, non tutti i limiti sono stati rimosse: rimane il divieto di accesso, transito, stazionamento o sosta nelle zone "a maggior tutela", un'area che continua a richiedere un monitoraggio costante. Questo provvedimento ha anche comportato la cessazione dell'assistenza alloggiativa garantita dal comune ai nuclei familiari che erano stati interdetti, un passo che ha suscitato reazioni miste tra i residenti. Mentre alcuni si sentono finalmente liberi di rientrare, altri temono che la sicurezza non sia completamente garantita.

Il crollo della Torre dei Conti ha rappresentato un evento drammatico per Roma, un simbolo di una città che ha sempre affrontato sfide di gestione urbana e sicurezza. L'incidente ha messo in luce i rischi legati a edifici storici non sempre adeguatamente mantenuti, ma anche le complessità di un'area che ha visto negli anni un mix di abitazioni, attività commerciali e infrastrutture. La sovrintendenza capitolina, insieme al responsabile tecnico incaricato, ha condotto un'indagine approfondita per valutare lo stato strutturale dell'edificio e le eventuali minacce per la zona. Questo lavoro è stato fondamentale per arrivare alla decisione di permettere il rientro, ma ha richiesto mesi di lavoro e una serie di verifiche che hanno coinvolto esperti in diversi settori. La Torre dei Conti, costruita nel XIX secolo, era un esempio di architettura industriale e un punto di riferimento per la comunità, ma il suo crollo ha rivelato le fragilità di un sistema urbano che non sempre si adatta ai cambiamenti del tempo.

Le implicazioni del provvedimento vanno ben oltre la semplice restituzione di un'area alla vita quotidiana. Per la città di Roma, questa decisione rappresenta un passo avanti nella gestione degli interventi di sicurezza e nella capacità di ripristinare la normalità dopo eventi drammatici. Tuttavia, non si può ignorare il ruolo cruciale che ha svolto la tecnologia e le verifiche strutturali nel garantire la stabilità dell'edificio. Il fatto che il percorso protetto sia stato realizzato per permettere il rientro dimostra come la sicurezza possa essere bilanciata con la necessità di permettere la vita sociale e lavorativa. Allo stesso tempo, il divieto di accesso alle zone a maggior tutela sottolinea che non tutti i rischi sono stati eliminati, e che la gestione della sicurezza continuerà a essere un tema prioritario. La comunità, però, ha espresso un forte desiderio di tornare a vivere nella zona, non solo per motivi pratici ma anche per il legame emotivo con il luogo.

L'evento segna un punto di svolta per la zona, ma non cancella i problemi che hanno portato al crollo. Il sindaco Gualtieri ha ribadito che il lavoro non è finito, e che saranno necessari ulteriori controlli per garantire la stabilità a lungo termine. La ripresa della vita quotidiana non può prescindere da una serie di misure preventive, che includono anche la manutenzione regolare degli edifici e la sensibilizzazione dei cittadini verso la sicurezza. Per gli abitanti, il ritorno a casa rappresenta una vittoria, ma anche una sfida: dovranno adattarsi a nuove regole e a un ambiente che, pur essendo rientrato nella normalità, continua a richiedere attenzione. La Torre dei Conti, sebbene non più abitabile, rimarrà un simbolo di un passato che ha lasciato un segno profondo, e di un futuro che dovrà bilanciare la memoria con la prudenza. La città di Roma, come sempre, dovrà dimostrare di essere in grado di affrontare le sfide del presente e del futuro, senza mai dimenticare le lezioni di eventi come questo.

Fonte: RomaToday Articolo originale

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