11 mar 2026

Cosa c'è dietro l'ondata di gelo? Scienziati collegano freddo al clima

Il freddo estremo che ha colpito gran parte degli Stati Uniti nel corso del 2024-2025 ha suscitato un dibattito scientifico e pubblico sulla relazione tra il riscaldamento globale e le temperature invernali.

07 febbraio 2026 | 13:23 | 5 min di lettura
Cosa c'è dietro l'ondata di gelo? Scienziati collegano freddo al clima
Foto: The New York Times

Il freddo estremo che ha colpito gran parte degli Stati Uniti nel corso del 2024-2025 ha suscitato un dibattito scientifico e pubblico sulla relazione tra il riscaldamento globale e le temperature invernali. Il fenomeno, che ha causato condizioni meteorologiche estreme in regioni come il Nord America orientale e il Pacifico, ha messo in discussione la percezione comune di un clima sempre più caldo. Il dottor Judah Cohen, ricercatore presso il Massachusetts Institute of Technology, ha spiegato che il riscaldamento dell'Artico potrebbe contribuire a episodi di gelo persistente, grazie a un meccanismo legato al cosiddetto polar vortex, un'ansa di aria fredda che circonda l'Artico. Secondo Cohen, il riscaldamento dell'Artico altera la stabilità di questa corrente atmosferica, facendola oscillare e spostare le correnti del jet stream, il flusso di aria che determina le condizioni climatiche in gran parte del continente. Queste oscillazioni, note come "distorsioni", possono portare a onde di alta e bassa pressione che influenzano le temperature quotidiane, causando periodi di gelo intenso. Il dottor Cohen ha sottolineato che questa dinamica non è nuova, ma l'intensità e la persistenza delle onde del jet stream stanno aumentando, un aspetto che potrebbe essere legato al riscaldamento dell'Artico.

Le conseguenze del fenomeno sono state visibili in diversi episodi climatici. Nell'inverno del 2021, un distacco anomalo del polar vortex ha causato un'ondata di gelo estremo che ha colpito il Texas, uccidendo 248 persone e interrompendo il servizio elettrico per milioni. Un analogo episodio si è verificato nel 2024-2025, con condizioni di neve e ghiaccio che hanno interessato gran parte del Nord America orientale. Secondo Cohen, il riscaldamento dell'Artico, accompagnato da un aumento delle precipitazioni in Siberia e un raffreddamento della crosta marina nei bacini del Barents e del Kara, ha contribuito a un flusso di calore che ha destabilizzato il polar vortex. Questo ha creato un'onda di aria fredda che si è estesa verso il continente, portando a temperature record in alcune regioni. Al contempo, il Pacifico ha visto la formazione di una placca di acqua calda che ha influenzato il jet stream, generando una serie di ondate di pressione che hanno ulteriormente complicato le previsioni meteorologiche. Questi eventi hanno messo in luce la complessità del sistema climatico, dove fenomeni estremi sembrano essere più frequenti e intensi, nonostante il riscaldamento globale.

Il contesto scientifico di questa vicenda si radica negli ultimi decenni di riscaldamento dell'Artico, un fenomeno che ha suscitato molteplici studi. L'Artico sta riscaldandosi a un ritmo circa quattro volte superiore a quello del resto del pianeta, un dato confermato da dati forniti da servizi come il Copernicus Climate Change Service. Questo aumento di temperatura ha alterato le dinamiche atmosferiche, con conseguenze su correnti come il polar vortex. Il riscaldamento ha anche causato un calo del ghiaccio marino e un aumento del deflusso di acqua dolce, fattori che influenzano il bilancio termico globale. Allo stesso tempo, il raffreddamento delle acque del Pacifico, noto come "El Niño", ha interagito con le correnti atmosferiche, creando un mix di condizioni che hanno portato a un'alternanza di gelo e calore in diverse regioni. Questi cambiamenti non sono solo teorici, ma si sono verificati in modo concreto, come nel caso del 2021 e del 2024-2025, dove il collegamento tra il riscaldamento dell'Artico e le ondate di freddo ha suscitato dibattiti tra scienziati. Mentre alcuni, come Cohen, ritengono che il fenomeno sia in aumento, altri, come Russell Blackport, sottolineano che i modelli climatici indicano una riduzione della frequenza e della severità degli eventi estremi.

L'analisi delle implicazioni di questo fenomeno rivela una contraddizione tra dati empirici e previsioni climatiche. Mentre il riscaldamento globale ha portato a un aumento delle temperature medie, alcuni episodi estremi, come il freddo intenso, sembrano essere più frequenti. Tuttavia, secondo Blackport, i modelli climatici prevedono che gli eventi estremi di freddo dovrebbero diminuire nel tempo, a causa dell'aumento delle temperature globali. Questo contrasto ha generato un dibattito tra scienziati, con alcune ricerche che cercano di spiegare come il riscaldamento dell'Artico possa influenzare le dinamiche meteorologiche. Jennifer Francis, esperta del Woodwell Climate Center, ha riconosciuto che è difficile attribuire un evento specifico al cambiamento climatico, ma ha sottolineato che le tendenze a lungo termine mostrano un cambiamento nei modelli stagionali. Allo stesso tempo, Amy Butler, ricercatrice presso l'NOAA, ha messo in guardia contro l'idea di collegare un singolo episodio di freddo al riscaldamento globale, sottolineando che i dati indicano una riduzione della severità degli eventi estremi. Questi scetticismi e le diverse interpretazioni evidenziano la complessità del sistema climatico, dove fattori come le correnti oceaniche, le temperature polari e le dinamiche atmosferiche interagiscono in modo intricato.

La prospettiva futura del fenomeno sembra essere segnata da un'alternanza di condizioni meteorologiche estreme. Secondo Cohen, il polar vortex potrebbe contrarsi nel prossimo periodo, portando a temperature più miti, ma seguirebbe un'ondata di freddo che potrebbe interessare nuovamente il Midwest, le Prairie o il Nord America orientale. Questo scenario riflette la natura imprevedibile delle correnti atmosferiche, che rimangono influenzate da fattori come le temperature dell'Artico e le oscillazioni oceaniche. Mentre gli scienziati continuano a studiare il legame tra riscaldamento globale e fenomeni estremi, il dibattito pubblico e scientifico rimane aperto. L'importanza di questo fenomeno sta nel fatto che esemplifica la complessità del clima, dove anche in un contesto di riscaldamento globale, gli eventi meteorologici estremi possono verificarsi, richiedendo un'analisi approfondita per comprendere le loro cause e conseguenze. La ricerca futura dovrà confrontare dati empirici con modelli climatici per chiarire come il riscaldamento dell'Artico e le correnti oceaniche interagiscano per influenzare le condizioni meteorologiche a livello globale.

Fonte: The New York Times Articolo originale

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