11 mar 2026

Convegno su remigrazione: hotel sfratta CasaPound, scoppia tensione

Genova vive un clima di tensione tra estrema destra e antifascismo, con convegno segreto e manifestazioni in programma, alimentando il rischio di scontri.

13 febbraio 2026 | 16:12 | 5 min di lettura
Convegno su remigrazione: hotel sfratta CasaPound, scoppia tensione
Foto: La Stampa

Genova vive un momento di forte tensione politica e sociale, segnato da una convergenza di eventi che mettono a confronto due fronti contrapposti: da un lato, un convegno dell'estrema destra organizzato dal comitato "Remigrazione e riconquista", previsto oggi alle 19 ma privo di un luogo definito, e dall'altro, una serie di iniziative dei centri sociali e delle organizzazioni antifasciste che chiedono la "chiusura dei covi fascisti". La situazione si complica ulteriormente per la presenza di una massiccia manifestazione di Genova Antifascista, prevista per domani, sabato, davanti alla sede di CasaPound. La città, notoriamente polveriera per il dibattito politico e sociale, si trova a fronteggiare una situazione delicata, con il rischio di scontri e tensioni tra le forze dell'ordine e i manifestanti. Il convegno dell'estrema destra, che dovrebbe riunire leader nazionali come Luca Marsella e Salvatore Ferrara, non ha ancora un'ubicazione ufficialmente annunciata, mentre i promotori del movimento si stanno coordinando con la questura e la digos per garantire la sicurezza pubblica. L'incertezza sull'organizzazione dell'evento e la vicinanza con le iniziative antifasciste alimentano un clima di attesa e preoccupazione, con il timore di un'escalation che possa coinvolgere il quartiere della Foce, dove negli ultimi mesi si sono verificati episodi di violenza e conflitti tra forze di polizia e manifestanti.

Il convegno di Remigrazione e riconquista, che ha come tema la "riconquista" del Paese da una presunta minaccia esterna, è stato programmato in un contesto di crescente polarizzazione sociale. Il comitato, che riunisce soggetti come CasaPound, Veneto Fronte Skinhead e Rete dei patrioti, ha optato per un'organizzazione segreta per evitare possibili contromanifestazioni. La scelta di non comunicare apertamente la location dell'evento, incluso l'albergo Rex nel levante genovese, ha generato ulteriore incertezza. La titolare dell'albergo, Chiara Milano, moglie dell'infettivologo Matteo Bassetti, ha rivelato che la prenotazione ricevuta non aveva indicato il tema dell'incontro, motivo per cui ha revocato la concessione della sala. Questo episodio ha reso evidente la strategia di evitare il contatto diretto con le forze antifasciste, che in passato hanno occupato lo stesso spazio. Il comitato, tuttavia, non ha escluso l'ipotesi di utilizzare il Rex come luogo dell'appuntamento, pur riconoscendo il rischio di un'azione di protesta che potrebbe mettere in pericolo l'ordine pubblico. La digos e la questura sono state coinvolte in una ricerca di un'alternativa, ma l'incertezza rimane elevata, con il timore che l'evento possa essere annullato o spostato in un'altra location.

Il contesto politico e sociale di Genova è stato segnato da anni di conflitti tra movimenti estremi e forze democratiche. CasaPound, presente in città da anni, ha sempre suscitato proteste e mobilitazioni, con episodi di violenza che hanno coinvolto le forze dell'ordine. La sua presenza nella Foce ha generato tensioni con i residenti, che hanno chiesto interventi per limitare gli effetti negativi dei blocchi stradali e dei lanci di fumogeni. La manifestazione di domani, organizzata da Genova Antifascista, rappresenta un'azione di pressione diretta contro la sede del movimento estremista, ma non è l'unica iniziativa. Nella stessa giornata di oggi, alle 17, si terrà un presidio a largo Pertini, promosso da Anpi e Cgil, che si oppone alla proposta di legge avanzata da Remigrazione e riconquista. Il testo della legge, descritto come "contrario ai principi costituzionali e intriso di razzismo e xenofobia", ha suscitato la solidarietà di partiti come il Pd e l'Avs. Queste iniziative istituzionali non sembrano però riuscire a mitigare le preoccupazioni delle forze dell'ordine, che monitorano la situazione con attenzione, soprattutto in vista della manifestazione di sabato.

Le implicazioni di questa situazione sono profonde, non solo per la sicurezza pubblica ma anche per la stabilità politica e sociale della città. La presenza di due fronti contrapposti, con ideologie radicalmente diverse, mette in evidenza il rischio di un confronto diretto che potrebbe esacerbare le tensioni. Il comune di Genova ha cercato di mitigare gli effetti negativi della manifestazione di sabato, rendendo più flessibile il meccanismo della sosta con permesso per permettere ai residenti di spostare le auto lontano dal quartiere della Foce. Questo intervento ha il fine di proteggere le proprietà private da possibili danni derivanti da scontri. Tuttavia, il rischio di un incrocio tra militanti dell'estrema destra e dei centri sociali rimane elevato, con il timore di un'escalation che potrebbe coinvolgere anche i mezzi di soccorso e le forze di polizia. La digos, impegnata nella ricerca di un'ubicazione sicura per il convegno di Remigrazione, si trova a fronteggiare un contesto complesso, dove la sicurezza pubblica e la libertà di espressione si confrontano in un equilibrio delicato.

La situazione a Genova segna un momento cruciale per il dibattito su come gestire il conflitto tra forze politiche estreme e movimenti antifascisti. Sebbene le iniziative di protesta e di presidio siano state organizzate con una certa coerenza, la mancanza di un'ubicazione definitiva per il convegno di Remigrazione e riconquista lascia aperte molte incognite. La decisione di non comunicare la location, al fine di evitare contromanifestazioni, potrebbe essere una strategia di difesa, ma non risolve il problema della tensione sociale. Le istituzioni, tra cui il comune e le forze dell'ordine, dovranno trovare un equilibrio tra il rispetto dei diritti di assemblea e la protezione dell'ordine pubblico. La manifestazione di sabato, se si svolgerà, potrebbe diventare un banco di prova per le capacità di gestione delle forze di polizia e per la capacità delle istituzioni di dialogare con le diverse componenti della società. Il futuro di Genova dipenderà da come verrà affrontata questa crisi, che non è solo un episodio locale ma un riflesso di una situazione nazionale più ampia.

Fonte: La Stampa Articolo originale

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