11 mar 2026

Consiglio della Pace di Gaza: Cosa sapere

Il Board of Peace, creato da Trump per gestire la pace globale, si è inaugurato a Washington con oltre 20 Paesi, nonostante l'opposizione di alcune nazioni alleate. L'organismo, alternativa al sistema delle Nazioni Unite, mira a garantire una pace duratura in Gaza e altre regioni, suscitando reazioni contrastanti.

19 febbraio 2026 | 23:10 | 5 min di lettura
Consiglio della Pace di Gaza: Cosa sapere
Foto: The New York Times

L'inaugurazione del "Board of Peace", la nuova istituzione creativa da Donald Trump per gestire la pace globale, si è svolta giovedì a Washington, dove leader internazionali hanno discusso la ricostruzione della Striscia di Gaza e le risorse garantite dai membri. L'organismo, nato come alternativa al sistema delle Nazioni Unite, ha visto la partecipazione di oltre 20 Paesi, sebbene alcuni alleati statunitensi, tra cui nazioni europee, abbiano rifiutato l'invito. L'iniziativa, che mira a garantire una pace duratura non solo in Gaza ma in altri teatri di conflitto, rappresenta un tentativo di Trump di rafforzare il suo ruolo come mediatore globale. La decisione di creare un organismo parallelo al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha suscitato reazioni contrastanti, con critiche da parte di alcuni alleati e apprezzamenti da parte di chi vede in questa iniziativa un'opportunità per ridurre la dipendenza dalle istituzioni internazionali. La scelta di tenere la prima riunione a Washington, in un momento in cui la politica estera americana è sotto intensa pressione, ha rafforzato l'idea che il progetto sia parte di una strategia più ampia per influenzare il dibattito globale sulla pace e la sicurezza.

L'organismo, nato da un piano di 20 punti per la ricostruzione di Gaza presentato da Trump nel 2021, ha subito una espansione del suo mandato. La sua costituzione, sottoscritta in Svizzera durante un evento a Davos, ha esteso la sua missione da unicamente la ricostruzione postbellica del territorio palestinese a un ruolo più ampio nel promuovere la pace in altre regioni. Secondo gli analisti, l'obiettivo di Trump è creare un'alternativa al sistema delle Nazioni Unite, in cui il presidente statunitense possa esercitare un controllo diretto. La scelta di far sì che Trump, come presidente del board, abbia poteri decisionali su ogni aspetto del mandato ha suscitato preoccupazioni, dato che il presidente potrebbe esercitare un'influenza significativa anche dopo la fine del suo mandato. L'idea di un'istituzione che permetta a Trump di mantenere un ruolo attivo nel dibattito internazionale ha suscitato dibattiti su come questo potrebbe influenzare la politica estera americana e la sua capacità di gestire crisi globali. La partecipazione di Paesi come Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar e Turchia ha ulteriormente rafforzato l'idea che il board possa diventare un'entità significativa nel panorama internazionale.

L'istituzione del Board of Peace risale a un piano presentato da Trump nel 2021, in cui aveva proposto un modello di ricostruzione di Gaza che includeva la creazione di un organismo dedicato alla gestione finanziaria e logistica del processo. L'obiettivo era mettere in atto un accordo di cessate il fuoco tra Israele e Hamas, che aveva portato alla fine del conflitto nel 2023. Successivamente, il board ha iniziato a intervenire direttamente in questioni critiche del processo postbellico, come la demilitarizzazione di Gaza. I membri del board, tra cui il portavoce del presidente statunitense, hanno discusso con leader di Hamas su questioni di disarmo, anche se il gruppo ha rifiutato di accettare l'idea di consegnare le sue armi. Il governo israeliano ha insistito affinché Hamas consegni tutte le sue armi prima che si proceda con la prossima fase del cessate il fuoco, che include il ritiro delle forze israeliane e la ricostruzione del territorio. La partecipazione del board al processo di ricostruzione ha suscitato preoccupazioni, soprattutto perché l'organismo è stato formalmente riconosciuto dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite in un risoluzione adottata nel novembre 2, che ha dato al board un mandato fino al 2027. Questo riconoscimento ha dato al board un'importanza internazionale, anche se alcuni Paesi hanno espresso dubbi sulla sua effettiva capacità di risolvere i conflitti.

La creazione del Board of Peace ha suscitato reazioni contrastanti da parte dei Paesi membri e degli osservatori internazionali. Mentre alcuni Paesi, come Arabia Saudita e Turchia, hanno accolto l'idea, altri, tra cui nazioni europee, hanno rifiutato l'invito, sostenendo che il mandato del board violi il diritto internazionale e minacci la leadership delle Nazioni Unite. La Gran Bretagna e la Francia hanno espresso preoccupazioni specifiche riguardo alla partecipazione di Russia e Cina, che potrebbero influenzare il ruolo del board. Il presidente Trump ha reagito con forza alle critiche, accusando alcuni Paesi di non collaborare con il suo piano e minacciando di ritirare l'invito a chiunque si opponga. L'idea di un'istituzione che permetta a Trump di mantenere un controllo diretto sulle decisioni globali ha suscitato dibattiti su come questo potrebbe influenzare la politica estera americana e la sua capacità di gestire crisi internazionali. Il board, inoltre, ha un mandato finanziario che richiede un contributo di oltre un miliardo di dollari per diventare membro permanente, ma permette ai Paesi di partecipare senza costi per i primi tre anni. Questo aspetto ha rafforzato l'idea che il board potrebbe diventare un'entità significativa nel panorama internazionale, anche se il suo successo dipende da quanto riuscirà a gestire le complessità dei conflitti globali.

Il board ha già iniziato a prendere decisioni significative, tra cui la nomina di un comitato esecutivo per supervisionare la ricostruzione di Gaza e il coinvolgimento di figure di alto profilo, come il figlio di Trump Jared Kushner e il ex premier britannico Tony Blair. La partecipazione di Paesi come Turchia, Qatar e Egitto nel comitato ha ulteriormente rafforzato l'idea che il board possa diventare un'entità significativa nel processo di pace. Tuttavia, la mancanza di rappresentanza palestinese e la resistenza di Hamas alle richieste di disarmo rimangono ostacoli significativi. Il mandato del board, che arriva fino al 2027, potrebbe portare a una nuova forma di cooperazione internazionale, ma il suo successo dipende da quanto riuscirà a superare le sfide politiche e logistiche. La partecipazione del board al processo di ricostruzione di Gaza ha suscitato interesse, ma anche dubbi su quanto possa realmente contribuire a una soluzione duratura. Il ruolo del board nella gestione della pace globale rimane un tema dibattuto, con prospettive che potrebbero evolversi a seconda delle decisioni future del presidente Trump e della collaborazione tra i membri.

Fonte: The New York Times Articolo originale

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